L’Ue butta la maschera e fa sconti agli amici

L’Ue butta la maschera e fa sconti agli amici
Ansa
  • La Commissione, inflessibile con i sovranisti, all'improvviso si scopre clemente: «Questa missiva è diversa da quella indirizzata al Conte uno». È l'ennesima prova che le decisioni sono politiche, non tecniche: l'unica cosa differente è che non c'è più Matteo Salvini.
  • La lettera dell'Europa stronca il piano («Non rispetta il target di riduzione del debito»), ma Pierre Moscovici corre subito in soccorso di Palazzo Chigi: «Non ci saranno modifiche. Se le avessimo volute, lo avremmo scritto».
  • Nel 2019 spenderemo 62 miliardi di interessi sul debito contro i 65 dell'anno precedente.
  • Dopo il primo richiamo, Austria, Olanda e Francia attaccarono con violenza l'Italia: «Non avremo nessuna comprensione».

Lo speciale contiene quattro articoli.

Dietrofront sulle sanzioni al coke. L’Ue si rimangia lo stop alla Russia
Getty images
Un cavillo della Commissione consente ai Paesi europei di poter trasportare il carbone e i fertilizzanti provenienti da Mosca verso nazioni terze. Resta il divieto di acquisto: ma sarà un gioco poterlo aggirare.
Londra paga le bollette. E noi?
Liz Truss (Ansa)
  • La decisione di Downing Street: lo Stato coprirà il 50% delle bollette alle imprese. «Mossa obbligata per proteggere il sistema economico e arrestare l’inflazione».
  • Il grido d’allarme delle associazioni dilettantistiche: da Roma solo poche briciole. «La gestione di una vasca olimpionica passerà da 350.000 euro a oltre 1 milione».

Lo speciale contiene due articoli

Sui Benetton i giornali fanno i cani da cuccia
Gianni Mion (Ansa)

Qualche giorno fa mi chiedevo perché i giornali italiani avessero deliberatamente ignorato le notizie che riguardano la strage del ponte Morandi. In assoluta solitudine, domenica abbiamo pubblicato il verbale d’interrogatorio di colui che forse è stato il più stretto collaboratore della famiglia Benetton.

La Corte dei Conti avvertì il governo: nell’affare Aspi qualcosa non va
Luciano Benetton (Ansa)
A dicembre la Corte dei conti criticò l’operazione perché era «impossibile valutare la sussistenza dell’equilibrio economico». Nonostante ciò, l’esecutivo tirò dritto con la vendita a Cdp, ottenendo alla fine il via libera della magistratura contabile.
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