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Una donna su cinque sbaglia la taglia del reggiseno. Guida pratica alla scelta di bralette e push up

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  • La taglia del seno di una donna cambia in media sette volte nel corso della vita. Incorrere in errori quando si acquista un reggipetto non è così raro. Vi spieghiamo le cinque regole da seguire per non sbagliare.
  • Calano le vendite dei push up. Le donne preferiscono le bralette, più comode e sportive. L'inversione di tendenza si è verificata a partire dal 2016 e i prezzi si sono comportati di conseguenza: un push up costava in media 28 euro, mentre due anni dopo il suo prezzo era sceso a 25 e quello della bralette è passato da 17 a 29.
  • Culotte che sembrano bignè: lo stile retrò sexy di Jennipie. Il brand strizza l'occhio alla lingerie francese e alla decadenza della corte di Maria Antonietta.
  • New York, Parigi, Los Angeles: tre città per definire il look intimo di una donna. Livy gioca sulla dinamicità di tre tra le mete più amate al mondo per dettare consigli di stile.
  • Frasi ricamate sugli slip: il messaggio segreto diventa un'arma di seduzione. Il marchio Shh Milano gioca con slip arricciati e frasi ammiccanti per conquistare pubblico femminile (e maschile).
  • Spalline removibili e coppa a balconcino per un seno pieno e sensuale. Il successo di Fleur de Mal è tutto nella capacità di creare capi senza tempo in grado di attrarre qualsiasi tipo di donna.

Lo speciale comprende sei articoli, gallery fotografiche e video.

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Il poliziotto rischia 21 anni di carcere. È indagato per «omicidio volontario»
Ansa
  • Ieri l’agente che ha sparato ad Abderrahim Mansouri a Milano è stato sentito dal pm: «Ha puntato la pistola, ho avuto paura». Il reato contestato è pesantissimo rispetto all’accusa di eccesso colposo di legittima difesa
  • La vittima era nota da diverso tempo alle forze dell’ordine: era considerato un pusher «di livello superiore». E faceva parte di un clan magrebino che gestisce lo spaccio

Lo speciale contiene due articoli

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«Garanzie a Kiev se cede il Donbass». Lite (con giallo) Casa Bianca-stampa
Ansa
Il «Financial Times» evoca condizioni capestro per la resistenza. Washington: «Falso, imbeccati da attori maligni». Zelensky però insiste sull’adesione all’Ue («nel 2027»): scatterebbe la clausola tipo articolo 5 Nato.

È guerra ibrida anche questa? L’ultima indiscrezione sulle trattative tra Russia e Ucraina reca la firma del Financial Times e ha fatto imbufalire la Casa Bianca. Secondo il quotidiano britannico, le garanzie di sicurezza che gli Usa sono disposti a offrire a Kiev sono subordinate al ritiro dei militari della resistenza dal Donbass. Condizione seccamente smentita dalla vice portavoce del presidente americano, Anna Kelly: «È totalmente falso», ha detto ieri. «L’unico ruolo degli Stati Uniti nel processo di pace è quello di riunire entrambe le parti per raggiungere un accordo. È un peccato che il Financial Times consenta ad attori maligni di mentire anonimamente per rovinare il processo di pace».

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Maltempo, stanziati 100 milioni. Governatori nominati commissari
Un’area di Niscemi, in Sicilia, evacuata per precauzione (Ansa)
Il cdm ha dichiarato l’emergenza nazionale per Sicilia, Calabria e Sardegna.

Un primo passo per sostenere Calabria, Sardegna e Sicilia, le Regioni colpite nei giorni scorsi dal passaggio del ciclone Harry. Il Consiglio dei ministri, ieri, ha deliberato lo stato di emergenza nazionale per le tre regioni e stanziato i primi 100 milioni di euro per far fronte alle prime emergenze. I governatori Roberto Occhiuto, Alessandra Todde e Renato Schifani, sono stati nominati commissari delegati per l’emergenza maltempo.

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Quando la Fallaci raccontava le miss. «Niente pin-up, solo ragazze a posto»
Oriana Fallaci (Ansa). Nel riquadro, la copertina del libro «Da grande farò la giornalista»
Un libro raccoglie i primi articoli giornalistici della scrittrice. Come quello nel quale presentava un concorso di bellezza internazionale svoltosi nel 1950. E in cui ogni Paese aveva una sua idea della reginetta perfetta.

Erano circa le tre del pomeriggio quando, l’altra sera, un pullman rosso carico di valige e di bauli si fermò sul lungomare di Rimini, davanti all’Hotel Excelsior. Lì dentro, nella hall, numerose persone fra cui fotografi e giornalisti, appostati da oltre tre ore, attendevano impazienti. Qualcuno, dopo una sfilza di borbottii nervosi, aveva finito per appisolarsi. Un grido «Eccole!» lo risvegliò.

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