Il comparto è in espansione grazie ai piani di rilancio di Stati Uniti ed Europa: contratti a lungo termine e flussi di cassa costanti assicurano vantaggi. L’influenza della politica, però, è un fattore di incertezza.

Investire in Borsa nel settore infrastrutture offre opportunità e vantaggi. Il settore comprende acqua, energia, strade, aeroporti, ferrovie, porti, satelliti e sistemi di comunicazione, oltre a servizi come istruzione, sicurezza delle frontiere e assistenza sanitaria. Questi settori sono soggetti a investimenti considerevoli in tutto il mondo, come dimostrato dai programmi di sviluppo in Europa, negli Stati Uniti e in Cina.

Le infrastrutture forniscono le basi per l’economia e la loro crescita è sostenuta da investimenti sia governativi sia privati. Ciò crea opportunità per le aziende che operano in questo settore, poiché possono beneficiare di contratti e progetti a lungo termine. Inoltre, gli investimenti nelle infrastrutture offrono flussi di cassa stabili e prevedibili, grazie a contratti a lungo termine e a modelli di concessione.

«Ai risparmiatori viene fatta passare l’idea che investire in questo settore può garantire redditività e protezione ma se la teoria è una cosa, la realtà è spesso un’altra», spiega Salvatore Gaziano, direttore investimenti di Soldiexpert scf. «Se è vero che un vantaggio chiave dell’investimento nelle infrastrutture può essere la stabilità e la redditività a lungo termine, non è detto che questo significhi naturalmente quotazioni sempre in salita per le azioni delle società del settore», spiega. «Se si analizza per esempio l’andamento di un Etf molto popolare che investe sulle principali società infrastrutturali nel mondo, l’iShares global infrastructure, a confronto con l’indice delle azioni mondiali si scoprirà che negli ultimi cinque anni a fronte di un rendimento quasi del 50% inferiore (il 6,25% annuo contro il 10,25% dell’indice Msci world) la volatilità è stata del tutto simile. Come tutti i settori anche quello delle infrastrutture non presenta solo dei pro ma anche dei contro», continua. «La regolamentazione e la politica possono influire sugli investimenti infrastrutturali, creando incertezza per gli investitori».

Ciò detto, le opportunità non mancano. «Con il settore bancario che sembra destinato a nuove crisi e il rischio di un crollo dei consumi, le infrastrutture possono rappresentare un vero e proprio porto sicuro grazie a rendimenti corretti per il rischio e alla bassa correlazione con la maggior parte delle asset class quotate e no», spiega Pierre Sáenz Lafourcade, partner e responsabile investimenti sostenibili di Arcano partners. «Si tratta infatti di asset reali e necessari per offrire servizi fondamentali con flussi di cassa prevedibili a lungo termine, che presentano caratteristiche difensive come bassa volatilità, elevata decorrelazione, parziale protezione dall’inflazione. Questi asset, inoltre, beneficeranno dei miliardi di incentivi pubblici destinati alla transizione energetica e digitale su entrambe le sponde dell’Atlantico», dice.

Ma dove si trovano oggi le migliori opportunità? «A nostro avviso, le infrastrutture su cui puntare sono quelle appartenenti a quattro macro tendenze: la transizione energetica, il digitale, i trasporti sostenibili e la gestione dei rifiuti e delle acque», conclude.

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