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Chi lavora guadagna pochi euro in più di chi è messo in cassa integrazione

Chi lavora guadagna pochi euro in più di chi è messo in cassa integrazione
(iStock)
In media gli ammortizzatori garantiscono 1.100 euro netti contro salari da 1.500 euro. In un Paese «tendente» al nero, un gap così risicato è un disincentivo alla ricerca di nuovi impieghi. Bisogna aumentare le buste paga.

Ma quanto guadagna in media un lavoratore che a causa di un fermo aziendale o di una lunga fase di ristrutturazione è costretto a subire la mannaia degli ammortizzatori sociali? Il quesito non è banale per almeno due motivi. Da un lato, sono migliaia gli addetti che nonostante la crescita dell’occupazione stabile sono in cassa integrazione o «subiscono» un contratto di solidarietà per mesi e mesi.

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Il marito islamico: bigamo e col bonus bebè
(iStock)
A «Fuori dal coro», la storia di Luisa Battisti: si unisce a un egiziano «normale», che si radicalizza dopo il matrimonio. Quando lei rifiuta di convertirsi, lui va in patria e torna con un’altra moglie e dei bimbi che entrano nello stato di famiglia di lei. E scatta il benefit...

Luisa Battisti ha 60 anni, fa l’infermiera a Roma. Ha raccontato a Fuori dal Coro come, senza saperlo, si è ritrovata in un matrimonio poligamo. Ma non solo: racconta anche come si sia trovata sola davanti a un processo di radicalizzazione avvenuto in Italia. «Pensavo che da due culture diverse potesse nascere un arricchimento», dice oggi.

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Dimmi La Verità | Fabio Amendolara: «Alcuni medici e giudici aiutano l'immigrazione clandestina»

Ecco #DimmiLaVerità del 17 marzo 2026. Il nostro Fabio Amendolara spiega come alcuni medici e magistrati ostacolano la lotta alla immigrazione clandestina.

Il sistema elettorale attuale all’estero, basato sulla corrispondenza, è storicamente oggetto di truffe: dai voti intestati a persone defunte alla compravendita di plichi elettorali. Nonostante le proposte per passare al voto in presenza nei consolati o al voto telematico, il sistema resta invariato tra polemiche e rischi di manipolazione.

​Il programma del Pd: prima gli immigrati
Giovanni Paglia (Ansa)
L’Emilia-Romagna ha ridotto i «punti» che davano ai residenti di lunga data più diritti per ottenere una casa popolare. Fdi insorge: prevedere clausole che garantiscano una quota fissa per gli italiani.

Anni di residenza e di attesa per un alloggio popolare? Poco importa. Il migrante del Bangladesh in Italia da qualche anno con moglie e figli a carico ha la precedenza. E a Bologna, dove già un alloggio su quattro è assegnato a stranieri, per i cittadini italiani le case popolari potranno diventare un vero e proprio miraggio.

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