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Lavori sporchi per cambiare tutto. Divertissement sulla legislatura che sarà

Lavori sporchi per cambiare tutto. Divertissement sulla legislatura che sarà
ANSA

Credo sia giunto il momento di spogliarsi dei panni (caldi) dell'analista politico strutturato e di regime, che si tiene aperte diverse opzioni, ma al contempo spinge per quella gradita alla linea politica del giornale o della tv/radio, o del salotto di riferimento. Per fare esempi geograficamente lontani, affinché nessuno di noi si offenda, riferiamoci a Paul Krugman o a David Letterman che scrivevano o intervistavano secondo un copione preciso: tappettini verso i compagni di merenda, spietati bullmastiff verso i nemici dei compagni di merenda.

1 Mai come questa volta il popolo è stato chiarissimo: basta governi filo establishment in politica interna e succubi del duo Merkel-Macron in politica estera ed economica.

2 L'Ulivo (Pd, Leu, Bonino), orfano dell'unico leader vero della Sinistra 2.0 Matteo Renzi, può essere «scalato» facilmente da Di Maio: inutile fare un accordo con quel che resta.

3 Forza Italia è un asset di Mediaset di valore ormai dubbio, nel grande risiko telecomunicazioni-media, Matteo Salvini se ne può impossessare facilmente, senza scambi contro natura.

4 Chi fra Di Maio e Salvini tentasse di fare un governo da solo, uno con il Pd, l'altro con Fi e Pd, si suiciderebbe. Quello rimasto all'opposizione, alle prossime votazioni se lo mangerebbe.

5 Se si mettono insieme invece riconducono il presidente Sergio Mattarella al suo ruolo (alto) di notaio del volere popolare. Oltretutto Mattarella non è né Oscar Luigi Scalfaro, né Giorgio Napolitano: è un fedele e sincero servitore della Costituzione.

6 Un governo M5s-Lega-Fdi attirerebbe, in Parlamento, maggioranze bulgare, i peones delle varie minoranze, pur di rimanere a Roma cinque anni, diventeranno, nei fatti, governativi. Così com'è un'arma spuntata quella di Berlusconi se minaccia il ritiro dalle giunte di Veneto, Lombardia, Liguria. Nessuno lo seguirebbe.

7 Il programma? Quattro punti: modifica (non cancellazione) della legge Fornero (loro collante ideologico); lavoro-immigrazione (altro collante); tasse; reddito di cittadinanza. Europa? Nessuna rottura, intenderla come la intendono tedeschi e francesi, prima i propri interessi, nessuna cessione di sovranità, poi il sogno europeo.

8 L'establishment minaccia drammatici pericoli esterni con un governo di tal fatta. Sono credibili nello scenario 2018 un minigolpe tipo 2011 o un'operazione Grecia da parte di Merkel-Macron-Bce-Fmi? Hanno la forza di farlo? I «mercati», gli unici che contano, amano comunque governi forti. A un anno dalle elezioni europee a Merkel-Macron conviene una guerra contro di noi? La Brexit è a metà del guado, Trump è sempre più aggressivo, Erdogan è sempre più minaccioso (se apre il corridoio balcanico ai migranti per Merkel è la fine), c'è un Putin riconfermato e sempre più con il dente avvelenato: se si fanno accuse si portano le prove (geniale la sua battuta «se si fosse trattato del gas nervino nostro sarebbero morti all'istante, quello è un prodotto inglese»).

9 Chi sarà il nuovo presidente del Consiglio? No problem. Nella panchina delle riserve della Repubblica figure idonee, gradite sia a Di Maio che a Salvini, ci sono.

: E i due dioscuri che faranno? Azionisti al 50% del governo e del Parlamento secondo un preciso protocollo operativo. Cinque anni insieme, poi, bipolarismo all'americana.

Invito i lettori a considerare questo Cameo il divertissement di un vecchio signore che ha deciso di vivere negli interstizi, di eccitarsi intellettualmente con la politica, le sue strategie, le sue tattiche, sempre più fiducioso che un suo sogno senile si avveri: la generazione Z possa prepararsi ad andare al potere, liberandosi dell'osceno Ceo capitalism dei loro padri che li sta castrando.

Di Maio e Salvini? Due giovani, due persone comuni, due strumenti che la storia chiama ad essere levatrici incaricate di fare un lavoro sporco di pulizia. Tutto qua.


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Allarme siccità, eppure l’acqua ci sarebbe
Il Fiume Po in secca tra piante e fauna e crescita incontrollata delle alghe, Torino, giugno 2026 (Ansa)
  • La carenza di invasi permette di immagazzinare solo l’11% della pioggia. In Sicilia si devono addirittura svuotare i bacini delle dighe perché sopra una certa soglia non reggono la pressione. Col Pnrr un po’ di manutenzione è stata fatta, ma servono nuove costruzioni.
  • La rete regge a fatica una domanda che, con la transizione verde, continua a crescere

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 26 giugno

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa del 26 giugno con Carlo Cambi

I «morti per il caldo» sono una bufala .A rischiare è soltanto chi ha patologie
Ansa
  • Cardiologi concordi: l’alta temperatura da sola non è letale, ma aggrava malanni come diabete, ipertensione o miocarditi.
  • Orazio Schillaci riunisce la cabina di regia. Nei prossimi giorni attenzione a eventi e concerti.

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Ora Landini vuole far pagare la tassa sul caldo alle aziende
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L’afa dà alla testa: la Cgil sposa la campagna di Greenpeace che propone di caricare sulle industrie fossili «le misure necessarie a proteggere i lavoratori dagli impatti che hanno contribuito a provocare».

Che si fa con questo caldo? Accendiamo il condizionatore, ovvio, altrimenti rischiamo di restarci secchi. Ma a sinistra e in Europa purtroppo non la pensano così, perché ubriachi di ideologia rossoverde prospettano altre soluzioni, tutte destinate a condannarci a una brutta fine. Per quanto riguarda i condizionatori, l’Europa non vuole, perché il suo obiettivo non è farci stare al fresco, bensì ridurre le emissioni di CO2. Lo ha fatto chiaramente intendere il commissario Ue al clima, l’olandese Wopke Hoekstra, quel bel tipino che anni fa, durante la pandemia, si oppose alla concessione di aiuti europei per il Covid a Italia e Spagna, riuscendo perfino a suscitare l’indignazione del primo ministro portoghese Antonio Costa, il quale definì il suo discorso disgustoso e meschino.

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