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«La Verità» cresce

«La Verità» cresce
LV

La Verità compie due anni e continua a crescere.

Oggi anche nelle pagine (ben 40), ma soprattutto nella considerazione e nel gradimento dei lettori e nel numero di copie vendute: in luglio abbiamo fatto registrare un aumento del 4% rispetto all'anno precedente, in agosto addirittura del 14,65% e in settembre viaggiamo sopra il 10%. Contestualmente prende quota anche la piattaforma digitale, che dopo pochi mesi di vita ha già superato la soglia dei 500.000 utenti unici al mese. Aumentati del 60% anche gli abbonamenti online.

E dopo il varo del numero del lunedì, questa sera, nel corso di una festa organizzata a Roma per celebrare il compleanno della testata, verrà dato l'annuncio di altri importanti progetti. Per poter fornire un'informazione sempre più libera e completa ai nostri lettori. Che ringraziamo dal più profondo del cuore per l'affetto con cui ci seguono.

Con Enrica Perucchietti continuiamo l'esame dei documenti che svelano i legami fra una parte dell'establishment israeliano e le élite Usa, gettando una luce sinistra sul conflitto in corso. Davvero nel giro del faccendiere si facevano riti esoterici?

Dalle truffe digitali alle reti criminali globali, il report Interpol rivela l’evoluzione della frode finanziaria in un’industria strutturata, potenziata dall’intelligenza artificiale e sempre più centrale nell’economia illegale mondiale.
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Toni apocalittici e nemici al rogo. L’unica carta del No è la rabbia
Ansa
Tornano gli insulti e i manichini decapitati, al grido: «In pericolo le donne e i gay».

Questa particolare campagna elettorale ci consente di analizzare alcuni aspetti decisivi sia dell’attuale scenario politico sia, soprattutto, delle modalità attraverso le quali viene strutturata la propaganda elettorale. Il presupposto fondamentale della consultazione referendaria, che avrà luogo domenica e lunedì, è l’assenza di quorum. Tale particolarità, in un assetto ormai consolidato di affluenza bassa e di utilizzo dell’astensionismo come strumento per far fallire le consultazioni referendarie, unita all’importanza decisiva del quesito, ha caricato questo referendum di temi politici e ideologici ma anche culturali e relativi all’immaginario collettivo.

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Folgorato a una cena con Lotito, voterò Sì
Fabio Lattanzi (Getty Images)
Da avvocato e figlio del presidente emerito della Consulta favorevole al No, sono stato convinto dal presidente della Lazio sull’utilità della riforma. Il sistema non va, la carriera dei giudici non può dipendere dai pm e al Paese serve una speranza.

Sono un avvocato e ho ricevuto un incarico professionale da parte del Comitato nazionale per il Sì: accertare alla Camera penale, etichettato come «comunista» da mia figlia Isotta, io, pecora nera di una famiglia di «santoni» del processo penale (Lattanzi è figlio di Giorgio, presidente emerito della Corte Costituzionale, ndr), in cui anche il cane è per il No, sono indeciso.

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