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«La Verità» cresce

«La Verità» cresce
LV

La Verità compie due anni e continua a crescere.

Oggi anche nelle pagine (ben 40), ma soprattutto nella considerazione e nel gradimento dei lettori e nel numero di copie vendute: in luglio abbiamo fatto registrare un aumento del 4% rispetto all'anno precedente, in agosto addirittura del 14,65% e in settembre viaggiamo sopra il 10%. Contestualmente prende quota anche la piattaforma digitale, che dopo pochi mesi di vita ha già superato la soglia dei 500.000 utenti unici al mese. Aumentati del 60% anche gli abbonamenti online.

E dopo il varo del numero del lunedì, questa sera, nel corso di una festa organizzata a Roma per celebrare il compleanno della testata, verrà dato l'annuncio di altri importanti progetti. Per poter fornire un'informazione sempre più libera e completa ai nostri lettori. Che ringraziamo dal più profondo del cuore per l'affetto con cui ci seguono.

Nonostante gli sforzi per recuperare il nero, ammanchi fiscali e incentivi edilizi hanno reso impossibile stare dentro il Patto di stabilità. I conti si reggono su pensionati e dipendenti. Che non possono sfuggire dall’erario.

Siamo costretti a sforare il Patto di stabilità per l’alta evasione e l’incapacità di recuperare le imposte non versate, oltre all’eredità dei bonus edilizi e soprattutto del 110%, lasciati dai precedenti governi.

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Liti sui soldi, dogmi contabili. Il problema dell’Europa non era Orbán: è l’Europa
Ansa

Le divisioni sulla crisi energetica provano che l’Unione rimane un comitato d’affari, che si aggrappa a zerovirgola e nemici esterni perché non ha legittimità democratica.

Morto un Orbán se n’è fatto quasi un altro, ma questo promette di non disturbare il manovratore europeo, fintantoché il manovratore europeo non disturberà lui. Così, adesso che Budapest ha messo via la mannaia dei veti, adesso che alle riunioni dei capi di governo, come ha scritto il polacco Donald Tusk, non ci sono più i russi a origliare per interposti ungheresi, l’Europa può finalmente guardarsi allo specchio. Per scoprire che il suo problema non era Orbán, bensì l’Europa stessa.

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Tutti usano il carbone, tranne noi
iStock
Negli ultimi 20 anni, la produzione è salita del 50%. Tolto il nucleare, è la nostra ultima spiaggia. Nel 2005 l’elettricità generata dal fossile era il 67%: due decenni dopo, è al 68%.

Se mi è concesso vorrei tornare sul carbone, giacché su esso, pur cruciale per il nostro benessere, v’è la convinzione diffusa che sia tra i peggiori mali del mondo.

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Getty Images

Notte di paura all’Hilton di Washington durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca: un 31enne apre il fuoco nell’area controlli, ferito un agente. L'aggressore avrebbe dichiarato di voler colpire «funzionari del governo». Trump evacuato e poi l’appello: «Risolviamo le differenze pacificamente».

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Le Firme

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