La seconda puntata delle primarie dem è cannibalismo interno

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Un dibattito democratico ad alto grado di rissosità. Rispetto alla noia soporifera del confronto di mercoledì sera, quello di stanotte è risultato decisamente più movimentato, con i dieci candidati sul palco che hanno alla fine esemplificato l'autentica situazione in seno all'Asinello: litigiosità allo stato puro, condita da manie di protagonismo e da una certa ipocrisia. La seconda serata è stata quella dei big: e questo ha determinato non poca attesa in casa democratica. I vari candidati si sono concentrati per smontare quanto fatto da Bernie Sanders e Joe Biden. Entrambi dell'Asinello.

Eugenio Giani (Ansa)
Il testimone: «Ledo Gori chiese a Mobit di rinunciare al contenzioso sulla gara».
Florentino Perez (Ansa)
Sanzioni miti per i club rientrati nei ranghi, mentre la Uefa minaccia Juve, Real e Barça di squalifica biennale dalle coppe. Le tre «rivoltose», guidate da Florentino Perez, non mollano: «Basta minacce, pronti a fare causa». Il nodo è un accordo sui soldi.
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