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La pioggia di razzi su Israele manda in tilt la Farnesina: Di Maio nicchia, Di Stefano incontra l'Iran

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La pioggia di razzi su Israele manda in tilt la Farnesina: Di Maio nicchia, Di Stefano incontra l'Iran
Getty Images

Nel corso di questa settimana, a seguito dell'eliminazione mirata da parte di Israele di un pericoloso jihadista (è stata distrutta a Gaza l'abitazione di Bahaa Abu Al-Ata, il leader della jihad islamica palestinese), è iniziato per ritorsione un attacco missilistico contro lo stato ebraico. Mentre il ministro dice di sostenere il diritto alla difesa, non risultano note ufficiali della Farnesina sui fatti di questa settimana in Israele. Poi, in contemporanea con l'audizione di Di Maio, il suo sottosegretario Manlio Di Stefano (tuttora sprovvisto di deleghe) ha incontrato alla Farnesina l'ambasciatore iraniano in Italia, Hamid Bayat, auspicando e promettendo cooperazione.

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Fiasco del Pentagono: è il momento di Vance
JD Vance (Ansa)
La linea dei sionisti evangelici, che fanno riferimento a Hegseth, è fiaccata dall’esito deludente della guerra. Il vicepresidente, unico a opporsi ai raid, condurrà i negoziati a Islamabad: le controparti si fidano di lui. Intanto la stampa inchioda il segretario alla Difesa.

È il momento di JD Vance. Mentre Donald Trump concordava la tregua con l’Iran, il vicepresidente americano era in Ungheria a sostenere Viktor Orbán. Ma il fiasco mediorientale, un fardello sul groppone del tycoon e del segretario alla Difesa, Pete Hegseth, renderà l’ex «montanaro» protagonista della prossima fase.

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Netanyahu devasta Beirut e colpisce i soldati italiani
Beirut dopo il raid dell'Idf (Ansa)
Raid brutali dell’Idf: 112 morti e 837 feriti. Tel Aviv si giustifica: «Il Libano è fuori dai patti». E per Trump sono solo «scaramucce». Nella furia, spari contro un nostro convoglio Unifil. Ira della Meloni: «Israele chiarisca». Convocato alla Farnesina l’ambasciatore.

Beirut in fiamme, 100 obiettivi centrati in dieci minuti, 112 morti e 837 feriti a salire. Sono il costo di una precisazione. Sta nell’ultima riga di un comunicato, quel «il Libano è escluso» (dalla tregua) con cui Benjamin Netanyahu prende le distanze dalla svolta diplomatica di Donald Trump e si tiene le mani libere per completare il lavoro contro Hezbollah.

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I nani di Bruxelles ora fanno i grossi
Kaja Kallas (Ansa)
Da Kallas a Ursula, i vertici Ue provano a intestarsi la tregua. Macron sorpassa Starmer sulla missione navale. Anche l’Onu si sveglia e promette di tutelare il traffico nel Golfo.

La Babele europea non si smentisce neppure nelle ore decisive del conflitto con l’Iran. La tregua è stata trovata grazie a ben altri canali, a cominciare dal Pakistan, ma nel giorno degli annunci da Bruxelles parte la solita corsa a far finta di contare qualcosa.

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Non Sparate sul Pianista | Sciortino: «La musica è viva e ha il suono del nostro tempo»

Orazio Sciortino, pianista concertista e compositore contemporaneo, ci guida nel mondo della musica «colta» di oggi. Un'apparente Babele del linguaggio nella quale tutti gli ingredienti del passato sono a disposizione degli artisti.

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