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«La mia cura è democratica. Per questo mi danno contro»

«La mia cura è democratica. Per questo mi danno contro»
Giuseppe De Donno
Lo pneumologo di Mantova Giuseppe De Donno: «La terapia con il plasma costa poco, funziona benissimo non fa miliardari. E io sono un medico di campagna, non un azionista di Big Pharma».
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Biennale, ora tocca a Israele: furia pro Pal
Ansa
Dopo le polemiche sul padiglione russo, 27 stand hanno chiuso per protesta contro la presenza della delegazione dello Stato ebraico. Fuori, 3.000 manifestanti si sono scontrati con la polizia. Salvini: «Gli artisti non sono portavoce dei conflitti, no ai boicottaggi».

La Biennale di Venezia continua a essere terreno di scontri politici che riflettono le turbolenze internazionali. Dopo le polemiche sul padiglione russo, ieri 27 stand hanno chiuso in protesta contro la presenza della delegazione israeliana. Fuori, tremila manifestanti pro Pal si sono scontrati con la polizia. Matteo Salvini si è recato in visita: «Gli artisti non sono portavoce dei conflitti, no ai boicottaggi. Buttafuoco? Una persona eccezionale».

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Garlasco, quanti errori. L’unico colpevole certo è la giustizia
Da sinistra: Andrea Sempio, Chiara Poggi e Alberto Stasi (Ansa)

Io non so se Andrea Sempio sia colpevole dell’assassinio di Chiara Poggi: al momento contro di lui vedo tanti indizi, ma poche prove. Tuttavia, una cosa non mi sfugge: Alberto Stasi è stato condannato a 16 anni di carcere nonostante ci fossero meno indizi di quanti ora ne sono stati raccolti a carico di Sempio. Se si legge la sentenza che 11 anni fa ha spalancato le porte del carcere al «biondino dagli occhi di ghiaccio», infatti, ci si rende conto che a trasformarlo nel killer della fidanzata è stato solo il fatto di avere avuto una relazione con Chiara.

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Viaggio nella testa di Sempio
Andrea Sempio (Ansa)
Ossessioni, video, appunti, intercettazioni: ecco tutti gli elementi raccolti dall’accusa. Emerge un profilo psicologico problematico del nuovo indagato, ma manca una vera «pistola fumante». La famiglia Poggi all’assalto degli inquirenti: «Condizionati e opachi».
«Mi guardo intorno e realizzo una cosa importantissima: i miei libri, gli autori che leggevo, le canzoni che ascoltavo, i miei film preferiti erano tutti neri. Tutto girava attorno a sconfitta, depressione, suicidio, odio... lì ho capito che la mia depressione la stavo alimentando io stesso».
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Commerz cede ma serve il premio
Bettina Orlopp (Ansa)
L’istituto tedesco taglia 3.000 posti di lavoro e traccia un percorso di crescita autonoma. Poi svela il bluff: siamo aperti al dialogo con Unicredit però abbiamo le nostre richieste.

Commerzbank chiude un trimestre record, alza l’asticella delle previsioni, continua a sforbiciare organici e si infila sempre più a fondo nell’intelligenza artificiale. Il tutto mentre, sullo sfondo, la partita con UniCredit resta aperta, e tutt’altro che diplomatica. I numeri, almeno quelli, parlano da soli. Il primo trimestre dell’istituto tedesco si chiude con risultati record: utile operativo in crescita dell’11% a 1,4 miliardi di euro, utile netto a 913 milioni (+9%).

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