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Un italiano su quattro ha smesso di fare sport

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Un italiano su quattro ha smesso di fare sport
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Secondo l’Istat il 25,4% degli italiani ha interrotto l’attività fisica. Per contrastare il fenomeno del «drop-out sportivo», Vero Volley ha presentato la prima «filiera dello sport» riconosciuta da Regione Lombardia, modello unico in Italia.

In Italia, più di una persona su quattro ha smesso di fare sport. È quanto emerge dall’ultimo rapporto Istat sulla pratica sportiva: il 25,4% della popolazione - oltre 14 milioni di cittadini dai 3 anni in su - ha interrotto l’attività fisica continuativa in un certo momento della vita. Un fenomeno, quello del cosiddetto drop-out sportivo, che colpisce in particolare i più giovani: oltre un milione e mezzo di ragazzi tra i 10 e i 24 anni ha abbandonato una disciplina. Le motivazioni sono molteplici: mancanza di tempo, impegni scolastici o lavorativi, perdita di interesse, pigrizia. Ma, sottolineano gli esperti, anche la scarsità di impianti e spazi adeguati gioca un ruolo decisivo.

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Alternativa magra al salmone per chi cerca gli omega 3. Le virtù dello scorfano, il «brutto» ras dei fondali
(IStock)
Cacciatore implacabile in mare, a tavola è protagonista di piatti leggendari come il cacciucco alla livornese o la bouillabaisse. Ma occhio alle spine.

Si tratta di uno dei pesci più brutti che ci siano, ma al contempo dei più amati e pregiati: è lo scorfano, nome con cui ci si riferisce a varie specie di scorfano, quella più diffusa in primo luogo da noi ha il nome zoologico di Scorpaena scrofa (anche a livello nominativo allo scorfano non va proprio benissimo).

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«I preti si sentono soli perché sono ridotti a erogatori di servizi»
Monsignor Antonio Staglianò (Imagoeconomica)
Il teologo di punta del Vaticano Antonio Staglianò: «La loro natura è essere testimoni. Ma senza senso del Mistero salgono i casi di depressione e stress».

Essendo un uomo, anche un sacerdote può sentirsi solo, come il giovane protagonista del romanzo del 1936 di Georges Bernanos, Diario di un curato di campagna, che, destinato in un piccolo villaggio francese, Ambricourt, deve affrontare la dura realtà delle cose e anche l’ostilità di alcuni suoi parrocchiani fino ad ammalarsi di cancro, abbracciando la sua mistica evangelica, «Tutto è grazia». Monsignor Antonio Staglianò, classe 1959, è presidente della Pontificia accademia di teologia, il teologo e filosofo di punta della Santa Sede. Vescovo emerito di Noto, è stato ordinato sacerdote il 20 ottobre 1984 e subito dopo nominato viceparroco della cattedrale di Crotone. Ha appena pubblicato Pop-Christology (ed. Ancora), un volume di 800 pagine al servizio dell’evangelizzazione.

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La docuserie di Corona su Netflix pagata dal Mic di Giuli: 793.000 euro di tax credit
Fabrizio Corona e la locandina della docuserie Io sono notizia (Ansa)

L'ex re dei paparazzi torna sotto ai riflettori dopo la vicenda giudiziaria con Alfonso Signorini. La docuserie Io sono notizia è in onda da venerdì 9 gennaio.

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Se il coraggio della libertà infrange il volere unico del «Noi» collettivo
(IStock)
  • Nel suo ultimo romanzo, Christelle Dabos, famosa per la saga dell’«Attraversaspecchi», racconta un’umanità in cui tutti pensano allo stesso modo. E raccoglie l’eredità di Zamjatin e Rand, i precursori del genere distopico.
  • Nell’«Asse del lupo», lo scrittore Tesson ripercorre l’eroico cammino di Rawicz: il polacco fuggito dall’inferno e trattato come un pazzo perché anticipò Solzenicyn.

Lo speciale contiene due articoli.

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