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2023-11-20
L’Italia si qualifica a Euro 2024
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Ansa
In Germania per tornare in Germania. L’Ucraina era l’ultimo ostacolo degli azzurri sulla strada che porta dritta dritta a Euro 2024, in programma il prossimo giugno proprio in terra tedesca. Alla BayArena di Leverkusen, campo neutro considerata l’impossibilità di giocare a Kiev a causa del conflitto con la Russia, l’Italia pareggia 0-0 e stacca il pass per il prossimo torneo continentale, regalandosi così l’opportunità di difendere il titolo conquistato due anni fa a Wembley.
Agli azzurri, appaiati al secondo posto del gruppo C con l’Ucraina, bastava infatti un punto per qualificarsi, in virtù dello scontro diretto vinto nella partita di andata. A giudicare da come i giocatori di Luciano Spalletti hanno interpretato la gara nel primo tempo, però, l’impressione è che l’Italia non è arrivata in Germania per speculare sul doppio risultato. Anzi. I primi 45 minuti, eccetto un paratona di Donnarumma su Tsygankov al 14’, sono stati tutti di marca azzurra. Al 7’ Chiesa ha sciupato un’ottima occasione calciando alto a pochi passi dalla porta un pallone messo al centro da Zaniolo. Al quarto d’ora ci ha provato Barella dalla distanza, ma Trubin è stato attento e si è salvato in corner. L’Italia ha poi sfiorato il vantaggio di nuovo al 28’ con Di Lorenzo, il cui colpo di testa sugli sviluppi di un angolo ha mancato di poco il bersaglio. La palla gol più ghiotta di tutta la partita è quella del 29’, quando Chiesa con una super giocata in mezzo al campo ha tagliato in due la difesa ucraina e ha imbucato per Frattesi, sempre bravo a inserirsi, ma il centrocampista dell’Inter si è visto respingere il tiro da Trubin.
Alla ripresa Spalletti ha mandato in campo Scamacca per Raspadori, optando per il centravanti di peso che possa dare maggiore peso in area di rigore, in virtù dei tanti palloni messi al centro durante il primo tempo, ma poco sfruttati. Le cose però non sono migliorate. L’attaccante dell’Atalanta è finito stretto nella morsa dei due centrali difensivi ucraini e i palloni finiti dalle sue parti sono stati davvero pochi. La prima vera occasione nel secondo tempo è stata al 58’ e ha portato la firma di Chiesa: il giocatore della Juventus si è prodotto nel suo marchio di fabbrica, punta l’uomo in velocità, rientra sul destro e prova il tiro sul palo lontano, ma è mancato di precisione. Da qui l’Italia è calata nella produzione offensiva e ha dovuto pensare più a controllare le retrovie, concedendosi qualche sofferenza di troppo. Al 65’ è servito ancora un intervento super di Donnarumma su Mudryk per evitare quello che sarebbe stato il gol del vantaggio ucraino. A venti minuti dalla fine Spalletti ha rimescolato di nuovo le carte, sostituendo Jorginho e Zaniolo rispettivamente con Cristante e Politano. All’80’, dopo l’ennesima sgroppata sulla fascia sinistra, è finita tra gli applausi la partita di Chiesa, sostituito da Kean. Gli ultimi 10 minuti sono stati di gestione mista a paura, paura di subire quel gol che ci avrebbe condannato, ancora una volta, all'incubo spareggi. Invece, eccetto un rigore reclamato dall’Ucraina per una trattenuta in area, non è accaduto più nulla e dopo gli ultimi, sofferti, cinque minuti di recupero, grazie allo 0-0 l’Italia ha staccato il pass per Euro 2024.
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Gli azzurri soffrono, ma lo 0-0 di Leverkusen contro l’Ucraina vale il pass per il prossimo torneo continentale. Il ct Luciano Spalletti: «Non era facile, ma noi oggi siamo stati bravi e adesso viene il bello».In Germania per tornare in Germania. L’Ucraina era l’ultimo ostacolo degli azzurri sulla strada che porta dritta dritta a Euro 2024, in programma il prossimo giugno proprio in terra tedesca. Alla BayArena di Leverkusen, campo neutro considerata l’impossibilità di giocare a Kiev a causa del conflitto con la Russia, l’Italia pareggia 0-0 e stacca il pass per il prossimo torneo continentale, regalandosi così l’opportunità di difendere il titolo conquistato due anni fa a Wembley.Agli azzurri, appaiati al secondo posto del gruppo C con l’Ucraina, bastava infatti un punto per qualificarsi, in virtù dello scontro diretto vinto nella partita di andata. A giudicare da come i giocatori di Luciano Spalletti hanno interpretato la gara nel primo tempo, però, l’impressione è che l’Italia non è arrivata in Germania per speculare sul doppio risultato. Anzi. I primi 45 minuti, eccetto un paratona di Donnarumma su Tsygankov al 14’, sono stati tutti di marca azzurra. Al 7’ Chiesa ha sciupato un’ottima occasione calciando alto a pochi passi dalla porta un pallone messo al centro da Zaniolo. Al quarto d’ora ci ha provato Barella dalla distanza, ma Trubin è stato attento e si è salvato in corner. L’Italia ha poi sfiorato il vantaggio di nuovo al 28’ con Di Lorenzo, il cui colpo di testa sugli sviluppi di un angolo ha mancato di poco il bersaglio. La palla gol più ghiotta di tutta la partita è quella del 29’, quando Chiesa con una super giocata in mezzo al campo ha tagliato in due la difesa ucraina e ha imbucato per Frattesi, sempre bravo a inserirsi, ma il centrocampista dell’Inter si è visto respingere il tiro da Trubin.Alla ripresa Spalletti ha mandato in campo Scamacca per Raspadori, optando per il centravanti di peso che possa dare maggiore peso in area di rigore, in virtù dei tanti palloni messi al centro durante il primo tempo, ma poco sfruttati. Le cose però non sono migliorate. L’attaccante dell’Atalanta è finito stretto nella morsa dei due centrali difensivi ucraini e i palloni finiti dalle sue parti sono stati davvero pochi. La prima vera occasione nel secondo tempo è stata al 58’ e ha portato la firma di Chiesa: il giocatore della Juventus si è prodotto nel suo marchio di fabbrica, punta l’uomo in velocità, rientra sul destro e prova il tiro sul palo lontano, ma è mancato di precisione. Da qui l’Italia è calata nella produzione offensiva e ha dovuto pensare più a controllare le retrovie, concedendosi qualche sofferenza di troppo. Al 65’ è servito ancora un intervento super di Donnarumma su Mudryk per evitare quello che sarebbe stato il gol del vantaggio ucraino. A venti minuti dalla fine Spalletti ha rimescolato di nuovo le carte, sostituendo Jorginho e Zaniolo rispettivamente con Cristante e Politano. All’80’, dopo l’ennesima sgroppata sulla fascia sinistra, è finita tra gli applausi la partita di Chiesa, sostituito da Kean. Gli ultimi 10 minuti sono stati di gestione mista a paura, paura di subire quel gol che ci avrebbe condannato, ancora una volta, all'incubo spareggi. Invece, eccetto un rigore reclamato dall’Ucraina per una trattenuta in area, non è accaduto più nulla e dopo gli ultimi, sofferti, cinque minuti di recupero, grazie allo 0-0 l’Italia ha staccato il pass per Euro 2024.
«Quel che vide Nostro Signore al primo sguardo» (@Giovanni Gasparro)
Quel che vide Nostro Signore al primo sguardo vince la dodicesima edizione del Premio Eccellenti Pittori – Brazzale. Per Giovanni Gasparro è un ritorno al successo, dopo la vittoria della prima edizione nel 2014.
Il quadro italiano più bello del 2025 è Quel che vide Nostro Signore al primo sguardo di Giovanni Gasparro. A decretarlo è stata la giuria del Premio Eccellenti Pittori – Brazzale, giunto alla dodicesima edizione, che ogni anno seleziona le opere più rappresentative della pittura italiana contemporanea.
L’opera del pittore pugliese, nato a Bari nel 1983, è stata scelta tra i quadri realizzati negli ultimi dodici mesi e pubblicati sul sito Eccellenti Pittori. Si tratta di un’Adorazione vista da una prospettiva inedita: quella del Bambino. Un punto di vista che, secondo il fondatore del premio Camillo Langone, non ha precedenti nella storia dell’arte cristiana.
«È la prima volta che il premio viene assegnato a un artista che lo aveva già vinto in passato», spiega Langone. Gasparro, infatti, si era aggiudicato anche la prima edizione del riconoscimento nel 2014. «Allora la giuria era completamente diversa – ricorda – e questo dimostra la capacità dell’artista di parlare a generazioni e sensibilità differenti». Langone racconta di aver visto il dipinto in anteprima nello studio di Gasparro, subito dopo l’ultimo colpo di pennello: «Un quadro straordinario, capace di innovare restando fedele alla tradizione. Una Madonna di grande grazia, pastori realistici e una scena illuminata dalla mangiatoia: impossibile non rimanerne colpiti».
Giovanni Gasparro
La giuria del Premio Eccellenti Pittori – Brazzale è composta, oltre che dai fondatori Camillo Langone e Roberto Brazzale, da esponenti del mondo dell’impresa, dell’industria e della cultura, uniti non da ruoli professionali nel settore artistico ma da una comune passione per il bello. È una delle caratteristiche distintive del premio, primo in Italia dedicato esclusivamente alla pittura e unico a non essere giudicato da addetti ai lavori.
Oltre al riconoscimento per il miglior quadro dell’anno, il Premio organizza mostre dedicate alla nuova pittura italiana presso il Museo Le Carceri di Asiago. L’ultima esposizione si è tenuta nell’estate 2024 con il titolo Gran Turismo, mentre la prossima è prevista per l’estate del 2027.
Ideato da Camillo Langone e sostenuto dal Gruppo Brazzale, storica azienda casearia fondata nel 1784, Eccellenti Pittori – Brazzale si definisce «il diario della pittura italiana vivente»: un progetto che punta a offrire un panorama ampio e libero della produzione pittorica contemporanea, senza barriere di età, stile o curriculum e senza costi di partecipazione per gli artisti.
Con la vittoria del 2025, Giovanni Gasparro conferma un percorso artistico già ampiamente riconosciuto a livello nazionale e internazionale, segnato da importanti commissioni, premi e partecipazioni a mostre in musei e istituzioni di primo piano.
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