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Dopo le Marche il Pd perde la faccia. Chi lucra sulla guerra poi affonda

Dopo le Marche il Pd perde la faccia. Chi lucra sulla guerra poi affonda
Una imbarcazione della Global Sumud Flotilla (Getty Images)
I marinai amici di Elly Schlein gettano la maschera: le derrate alimentari per gli affamati erano solo una scusa. Il vero obiettivo di questa missione mediatica è attaccare il governo italiano. Risultato? Un buco nell’acqua.

C’è una distanza abissale tra la gravità della situazione a Gaza e la pochezza di quella che riguarda la cosiddetta Flotilla. Eppure, da giorni stampa e tv prestano attenzione solo alle barche con a bordo gli onorevoli di Pd, Avs e 5 stelle come se ciò che accadrà fosse determinante per i palestinesi. L’aspetto più incredibile è che ormai a tutti appare chiaro come la missione umanitaria per portare cibo a una popolazione affamata, in realtà sia tutt’altro, ovvero un’operazione politica assai spregiudicata e rischiosa, dove gli aiuti c’entrano niente. Abbiamo già dimostrato l’esiguità del carico di derrate a bordo delle imbarcazioni partite dall’Italia. Su 300 tonnellate raccolte a Genova ne sono state imbarcate cinque, mentre 40 sarebbero state spedite in Sicilia, un centinaio sono rimaste stoccate in Liguria e lì rimarranno fino a gennaio e il resto ha preso la strada del Sudan.

Formentini e Giordano lanciano al Parlamento il gruppo per il corridoio IMEC
Oltre quaranta parlamentari, tra cui i deputati di Forza Italia Paolo Formentini e Antonio Giordano, sostengono l’iniziativa per rafforzare la diplomazia parlamentare sul corridoio India-Middle East-Europe. Trieste indicata come hub europeo, focus su commercio e cooperazione internazionale.
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«Lady Macbeth» di Shostakovic: a Milano c’è un genio russo. E Mattarella diserta ancora
Una scena tratta dal «Lady Macbeth» (L. Castellari/Teatro alla Scala)
Il sovrintendente Fortunato Ortombina: «L’opera più grande, l’arte non si cancella per gli errori di Vladimir Putin». Riccardo Chailly: «Atto dovuto, era un gigante». Terzo forfait di fila del capo di Stato.

Meno undici a una Prima della Scala quanto mai lontana dalle luci intermittenti del Natale laico, dalla fiera degli Oh Bej! Oh Bej! di Sant’Ambroeus e dalla febbre da brindisi aziendale che da qualche giorno contagia Milano. Sta per entrare in scena infatti Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk - capolavoro di Dmitri Shostakovic - rossa come il sangue e nera come l’abisso che si spalanca quando muore ogni speranza, con una spruzzatina di humor grottesco. Il sovrintendente e direttore artistico, Fortunato Ortombina, ne è certo: «Non è l’opera più rilevante del Novecento: è la più importante di sempre».

Il piddino Furfaro fa il vice Salis: «Passo il tempo a bloccare sfratti»
Marco Furfaro (Imagoeconomica)
L’onorevole, incalzato dalla «Verità» dopo un post in cui si vantava di opporsi ai provvedimenti di sgombero: «Cerco di far dialogare i proprietari con chi ha perso il lavoro o ha spese impreviste. Aiuto molti anziani».

L’onorevole blocca sfratti risponde al nome di Marco Furfaro, giovane parlamentare del Pd, volto nuovo del partito e frequentatore abituale dei talk show televisivi. Una sua risposta su X a un utente che lo incalzava sulla legge elettorale ci ha incuriosito: «Penso», scrive Furfaro, «che questo Paese abbia tanti di quei problemi che metterci a discutere per un anno intero di legge elettorale sia da privilegiati. Io passo il mio tempo a bloccare sfratti, aiutare le persone che non riescono ad accedere alle cure, precari che non hanno più il lavoro».

L’inchiesta su Striano inguaia «Repubblica»: così cercava le fonti dei giornali «nemici»
Antonio Laudati (Ansa). Nel riquadro, Pasquale Striano
Giuliano Foschini in chat si lagna col capo delle Fiamme gialle per i buchi presi. E ipotizza che ci sia lo zampino dell’odiato pm Antonio Laudati.

«Il metodo Repubblica», quello del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, lo ha già brillantemente sunteggiato nel 2018 un ex redattore dello stesso giornale, il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio: «Per loro le notizie non sono tutte uguali né si misurano dalla loro importanza. Ma dal loro colore, cioè dalla convenienza o sconvenienza per la Causa», che consiste nel sostenere «il partito o la corrente o il leader che in quel momento essi, o meglio i loro editori, hanno investito della sacra missione di governarci».

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