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«Con Talentware si premia il merito e si allena il talento dei lavoratori»

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«Con Talentware si premia il merito e si allena il talento dei lavoratori»
I tre fondatori di Talentware: Andrea Raimondo, Giacomo Marchiori e Ismet Balihodzic

La startup nata a Milano a luglio del 2023, con l'utilizzo dell'intelligenza artificiale mappa le competenze presenti in un'azienda e individua percorsi di crescita professionale valorizzando le capacità di ogni singolo dipendente. Giacomo Marchiori, uno dei tre fondatori spiega: «Spesso le risorse se ne vanno non perché mancano le opportunità, ma perché sono un po’ nascoste. In un’ottica meritocratica di gestione del talento noi le aiutiamo a scovarle».

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L’Algeria condanna un altro autore
Kamel Daoud, scrittore algerino (Ansa)
Non compriamo gas russo per ragioni morali. Però quello del Paese nordafricano che colpisce lo scrittore Kamel Daoud «reo» di aver scritto un romanzo va bene
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I nostri «riportano» Cristo in Libano
Gli italiani di Unifil posano un nuovo crocifisso a Debel, proprio dove si trovava quello distrutto da un soldato dell’Idf. Pizzaballa contro le azioni dei coloni in Gisgiordania.

Quando gli abitanti di Debel, nel Sud del Libano, hanno visto da lontano l’oggetto che i militari italiani portavano con sé non hanno avuto dubbi: era un Crocifisso. Anche se avvolto da una imbottitura bianca e pesante, non poteva essere altro che ciò che stavano immaginando: era il loro Crocifisso. Quello che, solamente qualche giorno fa, era stato distrutto a colpi di martello da un soldato israeliano.

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La sinistra  spara sugli Alpini: «Sporcano»
Un gruppo di soldati degli Alpini sfila davanti a una parata durante l'Adunata Nazionale Alpini del 2019 (Getty Images)
Lorena Lucattini, ex candidata di Avs al Comune di Genova, insulta le penne nere in vista dell’adunata nazionale: «Bevono e sporcano, occupano scuole e palestre. Almeno si pagassero gli alberghi». Silenzio della Salis.

«Ci siamo ereditati questa pagliacciata. Occupano scuole e palestre, bloccano una città per tre giorni, la sporcano, bevono, fanno casino. Almeno si pagassero gli alberghi. Non vedo l’ora che se ne vadano ancora prima che arrivino». Finalmente un’attivista di sinistra che ha colto la molestia pubblica dei centri sociali e lo scrive sul web.

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Dopo aver intascato decine di milioni, Saviano fa il pentito e ripudia «Gomorra»
Roberto Saviano (Ansa)
L’autore del bestseller sulla camorra si piange addosso in un’intervista su Repubblica. Ma intanto lo fa ristampare.

Roberto Saviano è pentito. Lo ha confessato a Repubblica, il giornale per cui scrive e da cui si è fatto intervistare. «Odio Gomorra, mi ha rovinato la vita». Il pentimento è così profondo e l’odio nei confronti del libro così radicato che la paginata pubblicata sul giornale romano è uno spot per lanciare la riedizione del volume a vent’anni di distanza dalla prima uscita. L’intervista è un capolavoro di vittimismo.

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