L’inciucio giallorosso tra Schlein e Conte sboccia nella piazza dei nuovi partigiani
  • Tra slogan truci («Le sedi dei fascisti si chiudono col fuoco…») e passerelle, Pd e M5s usano l’antifascismo per riavvicinarsi.
  • Il centrodestra contro la manifestazione: «In Italia non esiste alcun pericolo di svolta autoritaria».

Lo speciale contiene due articoli.

Il tentativo dal punto di vista politico è estremamente chiaro: la manifestazione indetta ieri a Firenze dai sindacati della scuola di Cgil, Cisl e Uil dopo la rissa tra studenti di sinistra ed esponenti di Azione studentesca all’esterno del liceo Michelangiolo, altro non è che il primo passo verso la ricostruzione del fronte giallorosso, quello che dovrà sfociare in una rinnovata alleanza tra Pd, M5s e cespuglietti rossoverdi dopo la frattura delle elezioni politiche.

Il Pd targato Elly Schlein abbraccia il M5s di Giuseppe Conte, la Cgil di Maurizio Landini celebra queste seconde nozze, l’obiettivo è far tornare competitivi gli sconfitti del 25 settembre, e con la legge elettorale a turno unico l’unica speranza per le sinistre è ricompattarsi.

Certo, l’effetto insalata (indigesta) è in agguato, e non è certo un caso che a un certo punto al corteo «in difesa della scuola e della Costituzione» si aggreghi anche un manipolo di antagonisti con tanto di striscione per Cospito, «con Alfredo contro il 41 bis», che viene esposto anche a Piazza Santa Croce, dove si tiene il raduno conclusivo della manifestazione. Non è mancato uno spezzone che ha intonato il truce coro anni Settanta: «Le sedi dei fascisti si chiudono col fuoco, ma coi fascisti dentro, sennò è troppo poco».

Il corteo parte poco dopo le 14 da piazza Santissima Annunziata: sono circa 15.000 i partecipanti all’iniziativa, c’è anche la preside del liceo Leonardo Da Vinci, Annalisa Savino. La preside è l’autrice della lettera in cui affermava che «il fascismo nacque dall’indifferenza», che ha provocato la dura reazione del ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara.

In piazza anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e il sindaco di Firenze Dario Nardella, che nei giorni scorsi ha rivolto alla cittadinanza un appello alla partecipazione. Presente l’ex ministro Teresa Bellanova, per Italia viva, mentre Carlo Calenda non ha aderito: l’atomo terzopolista continua a dividersi, ma ormai si tratta di materia per soli appassionati. In piazza anche Nicola Fratoianni, leader di Sinistra italiana, e Angelo Bonelli, co-portavoce nazionale di Europa Verde.

Gli obiettivi dei fotografi sono puntati su Giuseppe Conte e Elly Schlein, accompagnati da ampie delegazioni di M5s e Pd: sembra passato un secolo dalla gestione dem by Enrico Letta, che preferì il suicidio elettorale a un’alleanza con il M5s, sacrificata sull’altare dell’atlantismo doc.

È evidente che Elly e Giuseppi, pur essendo in concorrenza tra loro nel contendersi l’elettorato di sinistra radicale, hanno in mente di riesumare gli striscioni giallorossi dei quali si erano perse le tracce.

«L’identità e la visione del M5s», dice Conte, «non dipende delle scelte di vertice che vengono fatte in casa altrui. La nostra identità e la nostra visione è frutto di un percorso sofferto, meditato, ben costruito nel corso soprattutto degli ultimi anni e quindi di un rinnovamento che non può essere rimesso alle scelte che fanno al vertice di altre forze politiche. La competizione non ci spaventa, l’importante è che sia tesa a rafforzare l’area progressista. Se noi ci troviamo qui con il segretario del Pd», aggiunge Conte, «vuol dire che su partite concrete noi ci siamo, che riguardano tutti, non solo le forze progressiste, siamo in piazza per difendere principi costituzionali, il problema non è il primato e le leadership della sinistra: a noi interessa come M5s lavorare per rafforzare l’azione politica di forze progressiste. Se col nuovo vertice del Pd questo dialogo rafforzerà questo orizzonte ben venga per tutta l’Italia».

Il corteo sfila fino a Piazza Santa Croce, dove è in programma il comizio conclusivo: Conte, la Schlein e Landini, prima di salire sul palco, ridono e scherzano nel backstage, si fanno fotografare con delle magliette con scritti gli articoli della Costituzione, in sostanza trasmettono ai rispettivi elettorati l’immagine di una coalizione tornata unita.

«Sono molto felice», conferma la Schlein, «che ci sia qui una grande delegazione del Pd, che ci sia qui il M5s, che ci siano qui altre forze civiche e della sinistra ecologista, credo che sia un bel segnale che su alcune battaglie fondamentali, come abbiamo sempre detto, noi dobbiamo lavorare insieme sia in Parlamento che nel paese, per organizzare una opposizione. Noi ci saremo su questi temi concreti: la difesa della scuola pubblica, la difesa della sanità pubblica, la difesa del lavoro, il salario minimo, la difesa della Costituzione, la battaglia contro l’autonomia differenziata. Credo che abbiamo molti spunti per fare un buon lavoro comune», aggiunge la leader dei dem, «ed è un piacere ritrovarci in questa piazza insieme, grazie a chi ha organizzato, i sindacati e tutte le associazioni che hanno risposto a questo appello».

«Questa manifestazione», chiosa Maurizio Landini, «è la più bella risposta che si può dare a chi pensa e pratica atti squadristi e di violenza, a chi vuole tornare indietro. La democrazia va difesa e praticata e i valori della nostra Costituzione debbono essere realizzati».

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