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In viaggio con Resto al Sud: storie di giovani che investono nel Mezzogiorno

Facciamo uno strappo alla regola per la settima tappa del viaggio con Resto al sud, perché le storie che vi andiamo raccontare sono due, vicine territorialmente, ma molto diverse tra loro.

Siamo in Basilicata e la prima impresa che incontriamo è BoatsandGo di Luciano Pergola, una startup innovativa ospitata nell'incubatore di Sviluppo Basilicata, all'interno dell'Università di Potenza.

Poi ci spostiamo un po' più a sud, quasi al confine con la Calabria, a Viggianello, piccolo borgo di 3.000 abitanti, nel cuore del Parco nazionale del Pollino.

Nasce qui la seconda impresa nata con Resto al Sud, Hyris Lab, il laboratorio di cosmetica di Salvatore Anastasio e Adil Rafia.

Per tutte le info su gli incentivi Resto al Sud https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/creiamo-nuove-aziende/resto-al-sud

Gualtieri predica il salario minimo e poi paga i lavoratori 4,5 euro l’ora
Roberto Gualtieri (Ansa)
La Cgil: disparità contrattuali per gli steward della biglietteria di Fontana di Trevi.

Cortocircuito a sinistra. Pd e Cgil hanno sempre fatto del salario minimo e del contrasto allo sfruttamento del lavoro una battaglia di bandiera. Invece accade che a bordo della Fontana di Trevi, uno dei monumenti simbolo di Roma, si stia consumando l’ennesimo paradosso dei compagni.

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Il Pd okkupa il palazzo che ci costa 21 milioni
Massimo D'Alema (Ansa)
Massimo D’Alema, Pierluigi Bersani e Roberto Speranza protagonisti a un evento allo Spin time, lo stabile romano in mano ai movimenti per la casa da oltre dieci anni, malgrado su di esso gravi un provvedimento che condanna il ministero dell’Interno a risarcire i proprietari.

Storia vecchia e ripetitiva. Si tratta di un immobile di via Santa Croce in Gerusalemme a Roma che fu occupato dai movimenti per la casa nel 2013, 13 anni fa. È un immobile che ha fatto molto discutere perché, oltre a essere occupato abusivamente, si svolgevano dentro quelle mura attività, anche commerciali, totalmente illecite. Lo ricorderete in particolare per un fatto.

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Repubblicani, diplomazia e pazienza. I tre antidoti al caos sulle tariffe
Donald Trump (Ansa)
Il Gop potrebbe bocciare i nuovi rincari. L’incertezza però va superata entro due mesi.

La reazione di Donald Trump alla sentenza della Corte Suprema statunitense che ha negato il suo potere esclusivo di imporre dazi senza approvazione del Congresso è stata quella di firmare venerdì una tariffa aggiuntiva del 10% a tutte le importazioni, a partire dal 24 febbraio, per un periodo di 5 mesi eventualmente prorogabile dal Congresso stesso. Ieri ha cambiato idea e ha aumentato il dazio aggiuntivo al 15%.

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