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In viaggio con Resto al Sud: storie di giovani che investono nel Mezzogiorno

Facciamo uno strappo alla regola per la settima tappa del viaggio con Resto al sud, perché le storie che vi andiamo raccontare sono due, vicine territorialmente, ma molto diverse tra loro.

Siamo in Basilicata e la prima impresa che incontriamo è BoatsandGo di Luciano Pergola, una startup innovativa ospitata nell'incubatore di Sviluppo Basilicata, all'interno dell'Università di Potenza.

Poi ci spostiamo un po' più a sud, quasi al confine con la Calabria, a Viggianello, piccolo borgo di 3.000 abitanti, nel cuore del Parco nazionale del Pollino.

Nasce qui la seconda impresa nata con Resto al Sud, Hyris Lab, il laboratorio di cosmetica di Salvatore Anastasio e Adil Rafia.

Per tutte le info su gli incentivi Resto al Sud https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/creiamo-nuove-aziende/resto-al-sud

Il capo della Lega è morto a 84 anni. Ha cambiato la politica e oggi viene raccontato un po' diversamente da come era in realtà. Ricordi di chi lo ha conosciuto bene.

L’Italia all’Onu vota «arcobaleno»: il genere non è solo uomini e donne
La sede dell'Onu a New York (IStock)
Passa il documento Lgbt che orienterà linguaggio e politiche. Ira di Pro Vita e Famiglia.

L’Italia affossa la definizione biologica di genere. Non è bastata la petizione organizzata online per ottenere il risultato sperato da Pro Vita & Famiglia. Anche il nostro Paese ha votato sì all’Onu sull’ideologia gender e ora Antonio Brandi, presidente dell’associazione, chiede che il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che aveva la diretta responsabilità di indicare le linee guida alla delegazione italiana in Commissione, chiarisca il perché di quel voto.

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La politica italiana perde uno dei grandi protagonisti degli ultimi decenni: Umberto Bossi è morto ieri a Varese. Fondatore nel 1984 della Lega Lombarda, con l’approdo tre anni dopo al Senato della Repubblica divenne per tutti il «Senatùr».

Boom di ascolti per Giorgia da Fedez. Nell’era dei podcast l’Agcom è un calesse
(Ansa)
La svolta pop del premier scuote la sinistra da salotto tv devota alla par condicio (oppressiva). Ma la comunicazione è cambiata.

«Giorgia vuole diventare una Ferragni». La gastrite è ai massimi livelli e Stefano Patuanelli non si trattiene: «Invece che andare da Fedez poteva venire in Parlamento a parlare della guerra». Già fatto due volte in una settimana. L’uscita creativa stile Nicola Gratteri è il segnale di regressione comunicativa dei progressisti.

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