Chinotto, cedrata e gassosa: le… vecchie signore tornano al bar
Le bibite della nostra tradizione conquistano anche i giovani, meglio se in versione light.
Le bibite della nostra tradizione conquistano anche i giovani, meglio se in versione light.
È una piantina prepotente: se non limitata, si allarga negli orti come una falange macedone. Ha pure il soprannome «porcellana» ma non c’è alcun rimando a raffinati piatti o teiere: era il cibo dei maiali. Ricca di Omega-3 e vitamina C, la si usa nelle insalatone.
Terza puntata con gli italici gastroracconti di Paolo Monelli. Tra Emilia, Liguria e Toscana si perde tra i piatti della nostra cucina. Preparati anche da un oste con un «testone rapato da lottatore e avambracci a tenaglia».
Il tozzo di pane abbrustolito, cosparso d’olio, aglio e un pizzico di sale secondo la ricetta originaria, nasce nell’antica Roma. O forse in Etruria. Nell’Urbe, però, è ancora oggi una pietanza quasi di culto. Celebrata da grandi artisti come Aldo Fabrizi.
Inizia il viaggio lungo i saliscendi della vita del cronista che seppe raccontare l’Italia attraverso cibo e vino. I natali a Fiorano, la laurea in giurisprudenza, ma la vera passione era quella del reporter. Che lo spinse a iniziare un tour culinario del Belpaese.
La macedonia di verdure crude e croccanti nasce nell’Urbe dei Papi, prima nei banchetti delle famiglie aristocratiche e poi in quelli del popolino. Venne decantata da Trilussa. Con l’avvento del politicamente corretto, il nome fu cambiato in pinzimonio.
Ci siamo ispirati a un classico: il pesto che prevede oltre al basilico, fagiolini e patate. Ebbene, ecco una variazione che mette in rilievo sapori ancora più freschi e vegetali in una preparazione gustosa, semplice e rapida, adatta a contrastare…
Un vecchio adagio pantesco recita: «Dentro a ogni contadino c’è l’animo di un pescatore». Una verità che si trova nelle ricette.
Il macellaio: «Quella stagionata è una moda, ma è davvero più gustosa. Per fare miracoli bastano un forno e una padella (non troppo calda)».
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