Perché il M5s non può non salvare Salvini

Che finisse così, ovvero con un «serrate i ranghi altrimenti casca il governo», avremmo potuto scommetterci. Non a caso il giorno in cui era stata resa nota la decisione del Tribunale dei ministri di richiedere l'autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini avevamo scritto che in gioco c'era la stessa maggioranza. Del resto non avrebbe potuto essere che così. Il ministro dell'Interno non è finito nel mirino dei magistrati di Catania per aver commesso un reato come capo della Lega o come privato cittadino. Né per aver preso una decisione contraria ai propri doveri di tutore dell'ordine pubblico.

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  • Molti segnali lasciano intendere che sia alle porte il rischio di un aumento vertiginoso dei prezzi come accadde negli anni di Weimar. Succede quando la capacità produttiva di un Paese viene affossata. Per scongiurare il pericolo occorre salvare più aziende possibili.
  • Oltre 2 milioni di famiglie in povertà. Colpite maggiormente le famiglie numerose. Ma avere i nonni diventa una risorsa.

Lo speciale contiene due articoli.

Mario Draghi (F.Origlia/Getty Images)
Linea dura dell'Italia che blocca le spedizioni del colosso anglosvedese in accordo con la Commissione. Possibili ritorsioni del gruppo, che infiala nel Lazio. Giancarlo Giorgetti: «400-500 milioni pronti per il polo nazionale».
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