Porte aperte al prossimo stupratore

Mentre Letta si scaglia contro la Meloni per un video, escono gli impressionanti dati del Viminale sui crimini commessi da stranieri nel nostro Paese: quasi il 40% degli stupri sono opera loro. E gli sbarchi aumentano in modo esponenziale: ieri altri 1.300 clandestini. Il centrodestra vuole la stretta, ma è diviso sul come. Giro di vite anche da parte di Macron.

Bisogna riconoscere che Enrico Letta è un tipo davvero sfortunato. Dopo avere inseguito per mesi il progetto di un campo largo, per via delle elezioni anticipate si è ritrovato in un campo minato. Prima Giuseppe Conte ha mandato a monte l’alleanza con il Pd facendo cadere Mario Draghi, poi Carlo Calenda lo ha piantato in asso dopo aver flirtato fino all’ultimo, infine il povero Sottiletta si è sentito accusare di voler imporre uno stile sovietico da Mara Carfagna, per la proposta dell’asilo obbligatorio. Insomma, da tempo non gliene va bene una e l’ultima è la scivolata sullo stupro di Piacenza. Un richiedente asilo ha violentato una donna in pieno centro e quando Giorgia Meloni ha diffuso il video dell’aggressione chiedendo una maggior presenza di forze dell’ordine nelle città, invece di prendersela con lo stupratore ha alzato la voce per criticare la leader di Fratelli d’Italia, rea di aver «postato» la scena. La sensibilità del segretario del Partito democratico, evidentemente è stata colpita più dalla diffusione del video che dalla violenza usata dal criminale. Ma questo è il minimo. Perché mentre manifestava tutta la propria indignazione per la messa online delle immagini, non si è reso conto che il Viminale aveva appena pubblicato sul suo sito i dati ufficiali dei crimini commessi dagli immigrati, a conferma di un allarme che da tempo è ignorato.

Non soltanto un terzo dei detenuti è straniero, con dieci nazionalità che sono più rappresentate rispetto ad altre e tra queste svettano in cima a tutti i detenuti con passaporto marocchino, ma ci sono reati che vedono una predominanza di stranieri rispetto agli italiani. Tra questi ci sono proprio i crimini sessuali, vale a dire gli stupri. Il 39% è infatti commesso da extracomunitari, ma si dà il caso che gli immigrati non rappresentino il 40% della popolazione, ma l’8. Dunque, pare evidente che ci sia un problema grande come una casa, perché se gli stranieri commettono molte più violenze rispetto agli italiani il fenomeno non può essere ignorato e forse di questo avrebbe dovuto parlare Letta e non della diffusione di un video.

Peraltro il segretario del Pd, se non fosse stato impegnato ad attaccare la leader di Fratelli d’Italia, nel tentativo un po’ disperato di non vedere il suo partito scavalcato da quello di Giorgia Meloni, avrebbe potuto dire la sua su alcune altre notizie contenute nel rapporto del ministero dell’Interno. La prima a meritare attenzione riguarda l’aumento dei crimini commessi da immigrati, in particolare da persone che sono in attesa di permesso di soggiorno o di ottenere lo status di rifugiato. La seconda si riferisce invece al boom degli sbarchi. Nel 2020, e non certo a causa del lockdown, nei primi otto mesi dell’anno, gli arrivi di extracomunitari sulle nostre coste sono stati contenuti entro 18.000: numeri superiori a quelli dell’anno precedente, ma tutto sommato ancora non allarmanti. L’anno scorso però, il flusso di migranti era già più che raddoppiato, con oltre 36.000 richiedenti asilo. Tuttavia, il balzo lo si è avuto quest’anno, con 51.353 stranieri dal primo gennaio al 23 agosto. Cioè nei primi due terzi dell’anno abbiamo un incremento di quasi il 30%.

Di questo avrebbe dovuto parlare Letta, ma preso com’era a inseguire Giorgia Meloni, la sua invettiva ha riguardato principalmente l’opportunità o meno di diffondere un video della violenza. Di quanto sia stata strumentale la presa di posizione, si sono già occupati altri colleghi su questo giornale. Ma a me sarebbe piaciuto che il segretario del Pd avesse riservato le sue parole anche per i tanti episodi di violenza che hanno avuto come protagonista, in negativo, qualche altro clandestino (un richiedente asilo in attesa di permesso è a tutti gli effetti clandestino in un Paese che non lo ha accolto). Letta non ha che l’imbarazzo della scelta. È sufficiente, infatti, che sfogli le pagine di cronaca delle ultime settimane per trovare molti spunti e spiegarci qual è la sua politica a proposito di sicurezza e immigrazione. Due giorni fa a Bologna una turista finlandese ha subito violenza da parte di un richiedente asilo, mentre nelle Marche uno straniero ha ammazzato di botte un uomo e, guarda caso, l’assassino non avrebbe dovuto trovarsi in Italia. Sì, la lista è lunga, tuttavia non mi risulta che questi episodi sollevino l’interesse di Letta. Invece della criminalità e di un’immigrazione fuori controllo, il problema del segretario del Pd rimane Giorgia Meloni, quasi che senza di lei ogni questione fosse risolta. Quella dello sfortunato Enrico pare proprio un’ossessione. Dunque, da qui al 25 settembre preparatevi ad assistere ad altri episodi dello psicodramma di casa Letta.

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