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Il presidente deve azzerare tutto il Csm

Il presidente deve azzerare tutto il Csm
Dopo l’esposto di Carlo Taormina, molti membri del Parlamentino rischiano di finire sotto processo. È una situazione paradossale, che non può trascinarsi, il presidente dovrebbe chiedere le dimissioni di tutti.
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Scandalo Ricci, l’accusa di peculato è nata dagli scoop firmati dalla «Verità»
Matteo Ricci (Ansa)
Dal tour «Pane e politica» sono emerse spese pazze. E cene elettorali pagate con i denari pubblici della Fondazione.

Per settimane, proprio nel periodo clou dell’inchiesta, coincidente con la campagna elettorale per le elezioni regionali fallita da Matteo Ricci, ex sindaco di Pesaro ed eurodeputato (con immunità), il Partito democratico, i giornali progressisti ma anche alcuni quotidiani di destra, avevano continuato a sostenere che, nel caso dell’Affidopoli alla pesarese, al consenso politico non corrispondeva corruzione. Una linea difensiva rassicurante.

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Spuntano 133 milioni di Mps a Tortora. La lista del cda accreditata al 30%
Pierluigi Tortora (Imagoeconomica)
Secondo l’Ansa la Plt Holding dell’imprenditore che ricandida Lovaglio alla guida della banca, avrebbe avuto linee di credito da Siena pari a oltre un terzo dei fidi bancari. Oggi l’assemblea: Palermo favorito per diventare ad.

Vigilia incandescente per l’assemblea di Montepaschi che oggi dovrà eleggere il nuovo consiglio d’amministrazione. Una miscela fra un copione già scritto e colpi di scena solo sperati. Oggi si alza il sipario sul rinnovo del cda, per un thriller con finale già spoilerato. La lista del cda uscente che indica come presidente Nicola Maione e ad Fabrizio Palermo secondo le indicazioni prevalenti viaggia oltre il 30% e si prepara a incassare almeno dodici seggi su quindici. Le altre liste, quella di Assogestioni e quella di Plt Holding, restano comparse.

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Sulle stragi i pm fecero «indagini apparenti»
Getty Images
Il procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, dice alla commissione Antimafia che l’inchiesta «Mafia e appalti» fu «sicura concausa» della morte di Falcone e Borsellino. Tra sciatterie ed errori procedurali, il lavoro di Pignatone e Natoli esce a pezzi.

Si è svolta ieri in commissione Antimafia la terza audizione del procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, che ha spiegato come la gestione da parte della Procura di Palermo dell’indagine dei carabinieri del Ros «Mafia e appalti» rappresenti una sicura concausa delle stragi del 1992. I reati ci sono e sono stati determinati anche da quel movente, ma non vi sono elementi per sostenere l’accusa in giudizio nei confronti di coloro che hanno «gestito» quell’indagine sovraesponendo Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, consegnandoli di fatto a Cosa nostra.

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La Nasa inventa il bullone no gender
Nasa

L’uomo li creò maschio e femmina, i bulloni. Ma dopo 500 anni di utilizzo inconsapevole è arrivato il momento di liberarli da stereotipi sessisti. Basta con viti maschio e dadi femmina. La Nasa ha brevettato un connettore genderless, che si assembla in qualunque direzione. Per secoli milioni di esseri umani hanno usato i bulloni con rozza insensibilità e sottile discriminazione. Come non capire che il dado-donna era un simbolo della dominazione patriarcale? Lo stesso vale per il reparto elettricità, dove si sprecano spinotti fallocrati, da abbinare per forza a spine femmine dolci e remissive. E pure nell’idraulica, è tutto un pullulare di tubi maschi, manicotti femmina e perfino «prolunghe femmina» sulla cui destinazione finale sarà meglio non elucubrare troppo.

Sul sito gay.it, tra i più popolari nei cantieri e nelle ferramenta, leggiamo che «il binarismo, anche nell’hardware, è un limite tecnico prima ancora che culturale. I connettori convenzionali impongono orientamento, gerarchia, direzione obbligata. Quello androgino no: si assembla in qualunque direzione, tollera il disallineamento, non richiede che il robot sappia distinguere chi sta sopra e chi sta sotto». E quindi ben venga il bullone no gender della Nasa, «strumento non-escludente che garantisce più ampi margini di manovra, più adattabilità e maggior efficienza». Tutto pronto, insomma, anche per la rondella ermafrodita e il trapano non binario. Sembra da gay.it apprendiamo che il connettore genderless «troverà immediato utilizzo nella costruzione di habitat lunari assemblati da robot: strutture modulari, reversibili, riconfigurabilabili. Metafora perfetta di identità deidentificate: non fisse, non gerarchiche, ma adattabili e polifunzionali». Come i batteri, le muffe e altre forme di vita umida e spugnosa.

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