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Dopo l'affare Cmc ora il Kenya aiuta l'Italia anche sul caso Regeni

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Dopo l'affare Cmc ora il Kenya aiuta l'Italia anche sul caso Regeni
Ansa

In queste ore è in corso la visita del direttore del Dpp (Director of public prosecution) Noordin Haji e del suo collega del Dci (Director of criminal investigations) George Kinoti in Italia. Incontri con il procuratore generale di Roma Giovanni Salvi e il capo della procura Michele Prestipino. Al centro della collaborazione c'è l'inchiesta sulla cooperativa di Ravenna, ma spunta anche il caso del ricercatore italiano trovato torturato e ucciso vicino al Cairo all'inizio del 2016: un agente dei servizi segreti egiziani ne avrebbe parlato a Nairobi durante una cena.

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Dimmi La Verità | Flaminia Camilletti: «Disorienta lo scontro tra Trump e la Meloni»

Ecco #DimmiLaVerità del 15 aprile 2026. Con la nostra Flaminia Camilletti commentiamo lo scontro tra Donald Trump e Giorgia Meloni.

La sinistra italiana ed europea festeggiano un Parlamento ungherese composto al 97% da esponenti di destra, dove l’area progressista è stata cancellata dalle urne. Com’è possibile? C’è una verità più profonda che svela la natura della politica odierna: i progressisti hanno abbandonato ogni connotato laburista per trasformarsi nel custode dell’apparato europeista.

Radiografie false con l’intelligenza artificiale: l’allarme su truffe e risarcimenti
iStock
  • Uno studio dimostra che le radiografie generate dall’intelligenza artificiale possono ingannare anche gli specialisti. E mentre assicurazioni e imprese iniziano a dotarsi di strumenti di verifica, il cyber risk cambia natura: non colpisce solo i sistemi, ma la fiducia nelle prove.
  • In Hackerare la mente Pierguido Iezzi e Gennaro Fusco raccontano come algoritmi, linguaggio e intelligenza artificiale possano orientare scelte e percezioni. Una riflessione che aiuta a capire anche il boom di frodi digitali e contenuti manipolati.

Lo speciale contiene due articoli

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Ormai la sinistra è solo dire sì all’Ue
Peter Magyar (Getty Images)
Socialisti magiari con zero seggi, eppure le cancellerie rosse applaudono il successore di Orbán perché più europeista e quindi più sensibile all’agenda politica delle élite.

Mentre nello Stato europeo dove «la democrazia è a rischio» si tengono le elezioni che portano chi è stato al governo per 15 anni (come il Pd, però Orbán le elezioni le aveva vinte) a cedere il governo allo sfidante, Ursula von der Leyen accorre a ribadire il menu della Ue con tanto di riferimento al «superamento dell’unanimità», quello sì un vero e proprio rischio sostanziale per la democrazia.

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