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2020-02-17
Pericolo conflitto di interessi di De Siervo sui diritti della serie A all'estero
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Luigi De Siervo (Ansa)
C'è l'ombra dello schema Infront, l'ex advisor della Lega Serie A sui diritti televisivi, intorno alle polemiche di questi giorni intorno all'attuale amministratore delegato Luigi De Siervo per la gestione dei diritti esteri delle nostre partite di calcio. Si tratta di un'eredità pesante perché come stabilito dall'Antitrust lo scorso anno, era il 19 maggio del 2019, le gare per l'assegnazione dei diritti televisivi della serie A dal 2008 al 2014 furono falsate danneggiando la Lega calcio e le squadre del campionato per almeno 67 milioni di euro. All'epoca l'advisor era sempre Infront, dove proprio De Siervo è stato amministratore delegato, dopo le polemiche e un'inchiesta archiviata dalla procura di Milano, (reati di associazione a delinquere, truffa, turbativa d'asta, riciclaggio e autoriciclaggio), su Marco Bogarelli (ex presidente di Infront), Giuseppe Ciocchetti (ex direttore generale) e Riccardo Silva, titolare della Mp Silva, società leader nella distribuzione dei diritti tv a livello mondiale.
Da un mese un pugno di presidenti di squadre di calcio ha iniziato a mettere nel mirino le scelte di De Siervo proprio sull'impostazione del bando per diritti Internazionali Serie A 2018-2021, assegnato nel 2017 a Img, tra le società multate proprio dall'Antitrust. Tre squadre a settembre dello scorso anno, Torino, Fiorentina e Chievo Verona, hanno deciso di fare causa contro il colosso Usa per i diritti tv, (l'unica ancora attiva di quel cartello sanzionato), chiedendo un risarcimento di 554,6 milioni di euro e puntando al sequestro conservativo di 344 milioni di euro. Per quale motivo? Img avrebbe avuto un comportamento anticoncorrenziale nella gestione dei diritti, penalizzando la Serie A e le nostre squadre. Del resto c'è il rischio la gestione dei diritti televisivi all'estero del nostro calcio avvantaggi i nostri diretti competitors, come Premier League, Liga e Bundesliga. Per di più andrebbe valutato anche il danno generato nelle diverse aree geografiche perché potrebbe trattarsi di decine di milioni di euro a stagione
A quanto risulta alla Verità la novità di questo bando è stata la separazione in pacchetti diversi e disgiunti dei diritti in lingua italiana per le comunità italiane all'estero (pacchetto dal valore commerciale molto basso e vendita solo perché è previsto come obbligo dalla Melandri) dai diritti principali eventuali internazionali (pacchetto più importante e che rappresenta quasi la totalità del valore commerciale per la Lega e i clubs). In passato questi due pacchetti non erano mai stati separati, proprio per evitare potenziali conflitti tra licenziatari diversi visto e considerato il valore marginale di uno dei pacchetti. La Lega, accettando di scontare ad Img gli importi dovuti per i diritti acquisiti per un ammontare pari 10 milioni di euro all'anno, ha di fatto riconosciuto di non avere rispettato i termini e gli obblighi contrattuali fissati dalla stessa Lega, o meglio ha riconosciuto che la Rai, altro licenziatario della Lega, non ha rispettato termini e vincoli contrattuali previsti.
Il vecchio assetto ha sempre funzionato e non ha generato mai problemi. Perché cambiare? Chi ha spinto per una differente pacchettizzazione? Proprio De Siervo che ha avuto il ruolo centrale in tutta la vicenda. Prima in qualità di amministratore delegato di Infront, advisor esclusivo della Lega con piena responsabilità di impostazione e gestione del bando, poi nella seconda fase in quanto amministratore delegato delle Lega. Non solo.
Nella fase ancora precedente al bando De Siervo è stato anche il manager di Raicom, fu lui a chiudere l'accordo commerciale tra Rai e Condista. Cos'è Condista? E' una società con sede a Miami, dove sono di casa gli ex top manager di Infront multati, tra cui proprio Silva, il proprietario del Miami Calcio. Condista è il distributore esclusivo di Rai Italia (canale che trasmette le partite di Serie A in lingua Italiana) per il centro e sud America.
La Lega in questi anni è rimasta inerte davanti agli sviluppi di questa vicenda, senza mai intervenire come avrebbe potuto, per tutelare i suoi interessi; per garantire gli introiti delle squadre associate e per difendere il valore dei diritti Tv internazionali della Serie A. Qui le domande sono diverse. Perché la Lega ha riconosciuto un sconto a Img e non ha chiesto risarcimento e danni alla Rai? Perché la Rai non ha chiesto risarcimento e danni a Condista? Perché nessuno ha sollevato il possibile conflitto di interessi di De Siervo coinvolto (in fasi diverse ma tutte legate strettamente) con ben 3 cappelli, Raicom, Infront e Lega? Paolo Dal Pino, neo presidente della Lega, potrebbe chiederne conto già nella prossima assemblea del 2 marzo.
Come le società Img e Mp Silva hanno danneggiato i club di Serie A tra il 2008 e il 2014
Ci sono 129 pagine di requisitoria dell'Antitrust firmate nel maggio del 2019 firmate dal segretario generale Filippo Arena e dal presidente Gabriella Muscolo (qui il link) dove è stato chiarito che la gestione dei diritti televisivi delle squadre di calcio di serie A fu falsato dal 2008 al 2014, durante la gestione Infront di Marco Bogarelli e Riccardo Silva. Per l'authority «la partecipazione alle gare è stata oggetto, a partire dal 2008, di un'intesa restrittiva della concorrenza posta in essere da alcuni operatori riconducibili a Mp Silva, Img, e B4 Capital/Be4 Sarl/B4 Italia». Chi ha pagato per vedere le partite su Sky e Mediaset ha favorito anche le aziende che hanno danneggiato le entrate fiscali.
L'Antitrust di fatto confermò l'impianto che i consulenti della procura di Milano, cioè Axerta con Ignazio Arcuri e Stefano Martinazzo, avevano ipotizzato: ci fu un patto di segretezza che fu sottoscritto in quegli anni per falsare le gare dei diritti audiotelevisivi. «Infatti, per ogni procedura di gara, le evidenze indicano che le parti non hanno formulato in autonomia le proprie offerte» si legge nella nota «ma hanno invece realizzato condotte tese ad influenzare reciprocamente le modalità di partecipazione alle gare al fine di contenere l'ammontare dell'offerta economica da presentare alla Lega, limitando la reciproca competizione sul prezzo di acquisto dei diritti internazionali. In particolare, attraverso la stipulazione di contratti antecedenti alle singole gare e contatti intercorrenti fra i loro rappresentanti, Mp Silva, Img, B4 Capital/ Be4 Sarl/B4 Italia hanno coordinato il proprio comportamento e, a seguito dell'assegnazione, hanno ripartito i ricavi derivanti dalla successiva rivendita all'estero dei Diritti Tv per le competizioni organizzate dalla Lega». Nel 2015 la procura aprì un'indagine, ma I pm chiesero l'archiviazione nel 2018, anche perché già nel luglio del 2017 il Tribunale del Riesame di Milano aveva stabilito che le aste a favore di Mediaset e ai danni di Sky per l'assegnazione dei diritti tv della Serie A non rappresentavano una truffa. Si trattava semmai di una lobby tra soggetti privati, dove di fatto si era capito che Infront non lavorò per la Serie A e per lo Stato italiano, ma per i soci stessi.
Proprio nella relazione si leggeva come, «appare evidente che l'invio della bozza del verbale da parte di Antonio d'Addio ( probabilmente presente il 2 novembre 2009 alle operazioni di apertura delle buste in qualità di legale dell'advisor della Lega calcio, Infront Italy) a Riccardo Silva, in via anticipata rispetto alle valutazioni e all'assegnazione dei diritti audiovisivi esteri da parte della Lega calcio, contenente dati relativi alle offerte economiche e alle valutazioni sugli eventuali elementi di difformità emersi, sia da considerarsi irregolare e in conflitto con i doveri di confidenzialità ai quali il legale di Infront Italy era tenuto». Non solo, si legge ancora nella relazione tecnica: «pare del tutto evidente che fra Mp Silva Ltd, Be4 Sarl e, a seconda dei casi, con il top management di Infront Italy e Domino Holding Ltd, si sia instaurata una sorta di società di fatto, dal momento che l'accordo esistente nella distribuzione all'estero dei diritti audiovisivi relativi ai campionati di calcio italiani, prevedeva la condivisione dei costi di acquisizione, dei conseguenti margini e delle eventuali perdite». Con tali premesse, il caso Infront avrebbe potuto aprire un dibattito in Italia. Ma questo non è mai accaduto. E anzi ora continua a creare non poche polemiche sempre all'interno della Lega calcio.
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L'attuale amministratore delegato della Lega calcio è stato in Raicom ed è numero uno di Infront e in questi anni ha gestito il bando per l'assegnazione delle partite delle nostra squadre di all'estero contro cui hanno fatto ricorso diversi club. A vincerlo è stata Img, già multata dall'Antitrust nel 2019 per la gestione 2008-2014. L'autorità per la concorrenza del mercato di fatto aveva confermato l'impianto che i consulenti della procura di Milano, Ignazio Arcuri e Stefano Martinazzo, avevano ipotizzato: ci fu un patto di segretezza che fu sottoscritto in quegli anni per falsare le gare dei diritti audiotelevisivi. Lo speciale contiene due articoliC'è l'ombra dello schema Infront, l'ex advisor della Lega Serie A sui diritti televisivi, intorno alle polemiche di questi giorni intorno all'attuale amministratore delegato Luigi De Siervo per la gestione dei diritti esteri delle nostre partite di calcio. Si tratta di un'eredità pesante perché come stabilito dall'Antitrust lo scorso anno, era il 19 maggio del 2019, le gare per l'assegnazione dei diritti televisivi della serie A dal 2008 al 2014 furono falsate danneggiando la Lega calcio e le squadre del campionato per almeno 67 milioni di euro. All'epoca l'advisor era sempre Infront, dove proprio De Siervo è stato amministratore delegato, dopo le polemiche e un'inchiesta archiviata dalla procura di Milano, (reati di associazione a delinquere, truffa, turbativa d'asta, riciclaggio e autoriciclaggio), su Marco Bogarelli (ex presidente di Infront), Giuseppe Ciocchetti (ex direttore generale) e Riccardo Silva, titolare della Mp Silva, società leader nella distribuzione dei diritti tv a livello mondiale. Da un mese un pugno di presidenti di squadre di calcio ha iniziato a mettere nel mirino le scelte di De Siervo proprio sull'impostazione del bando per diritti Internazionali Serie A 2018-2021, assegnato nel 2017 a Img, tra le società multate proprio dall'Antitrust. Tre squadre a settembre dello scorso anno, Torino, Fiorentina e Chievo Verona, hanno deciso di fare causa contro il colosso Usa per i diritti tv, (l'unica ancora attiva di quel cartello sanzionato), chiedendo un risarcimento di 554,6 milioni di euro e puntando al sequestro conservativo di 344 milioni di euro. Per quale motivo? Img avrebbe avuto un comportamento anticoncorrenziale nella gestione dei diritti, penalizzando la Serie A e le nostre squadre. Del resto c'è il rischio la gestione dei diritti televisivi all'estero del nostro calcio avvantaggi i nostri diretti competitors, come Premier League, Liga e Bundesliga. Per di più andrebbe valutato anche il danno generato nelle diverse aree geografiche perché potrebbe trattarsi di decine di milioni di euro a stagioneA quanto risulta alla Verità la novità di questo bando è stata la separazione in pacchetti diversi e disgiunti dei diritti in lingua italiana per le comunità italiane all'estero (pacchetto dal valore commerciale molto basso e vendita solo perché è previsto come obbligo dalla Melandri) dai diritti principali eventuali internazionali (pacchetto più importante e che rappresenta quasi la totalità del valore commerciale per la Lega e i clubs). In passato questi due pacchetti non erano mai stati separati, proprio per evitare potenziali conflitti tra licenziatari diversi visto e considerato il valore marginale di uno dei pacchetti. La Lega, accettando di scontare ad Img gli importi dovuti per i diritti acquisiti per un ammontare pari 10 milioni di euro all'anno, ha di fatto riconosciuto di non avere rispettato i termini e gli obblighi contrattuali fissati dalla stessa Lega, o meglio ha riconosciuto che la Rai, altro licenziatario della Lega, non ha rispettato termini e vincoli contrattuali previsti. Il vecchio assetto ha sempre funzionato e non ha generato mai problemi. Perché cambiare? Chi ha spinto per una differente pacchettizzazione? Proprio De Siervo che ha avuto il ruolo centrale in tutta la vicenda. Prima in qualità di amministratore delegato di Infront, advisor esclusivo della Lega con piena responsabilità di impostazione e gestione del bando, poi nella seconda fase in quanto amministratore delegato delle Lega. Non solo. Nella fase ancora precedente al bando De Siervo è stato anche il manager di Raicom, fu lui a chiudere l'accordo commerciale tra Rai e Condista. Cos'è Condista? E' una società con sede a Miami, dove sono di casa gli ex top manager di Infront multati, tra cui proprio Silva, il proprietario del Miami Calcio. Condista è il distributore esclusivo di Rai Italia (canale che trasmette le partite di Serie A in lingua Italiana) per il centro e sud America. La Lega in questi anni è rimasta inerte davanti agli sviluppi di questa vicenda, senza mai intervenire come avrebbe potuto, per tutelare i suoi interessi; per garantire gli introiti delle squadre associate e per difendere il valore dei diritti Tv internazionali della Serie A. Qui le domande sono diverse. Perché la Lega ha riconosciuto un sconto a Img e non ha chiesto risarcimento e danni alla Rai? Perché la Rai non ha chiesto risarcimento e danni a Condista? Perché nessuno ha sollevato il possibile conflitto di interessi di De Siervo coinvolto (in fasi diverse ma tutte legate strettamente) con ben 3 cappelli, Raicom, Infront e Lega? Paolo Dal Pino, neo presidente della Lega, potrebbe chiederne conto già nella prossima assemblea del 2 marzo. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/il-conflitto-di-interessi-di-de-siervo-sui-diritti-della-serie-a-allestero-2645173199.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="come-le-societa-img-e-mp-silva-hanno-danneggiato-i-club-di-serie-a-tra-il-2008-e-il-2014" data-post-id="2645173199" data-published-at="1766167572" data-use-pagination="False"> Come le società Img e Mp Silva hanno danneggiato i club di Serie A tra il 2008 e il 2014 Ci sono 129 pagine di requisitoria dell'Antitrust firmate nel maggio del 2019 firmate dal segretario generale Filippo Arena e dal presidente Gabriella Muscolo (qui il link) dove è stato chiarito che la gestione dei diritti televisivi delle squadre di calcio di serie A fu falsato dal 2008 al 2014, durante la gestione Infront di Marco Bogarelli e Riccardo Silva. Per l'authority «la partecipazione alle gare è stata oggetto, a partire dal 2008, di un'intesa restrittiva della concorrenza posta in essere da alcuni operatori riconducibili a Mp Silva, Img, e B4 Capital/Be4 Sarl/B4 Italia». Chi ha pagato per vedere le partite su Sky e Mediaset ha favorito anche le aziende che hanno danneggiato le entrate fiscali. L'Antitrust di fatto confermò l'impianto che i consulenti della procura di Milano, cioè Axerta con Ignazio Arcuri e Stefano Martinazzo, avevano ipotizzato: ci fu un patto di segretezza che fu sottoscritto in quegli anni per falsare le gare dei diritti audiotelevisivi. «Infatti, per ogni procedura di gara, le evidenze indicano che le parti non hanno formulato in autonomia le proprie offerte» si legge nella nota «ma hanno invece realizzato condotte tese ad influenzare reciprocamente le modalità di partecipazione alle gare al fine di contenere l'ammontare dell'offerta economica da presentare alla Lega, limitando la reciproca competizione sul prezzo di acquisto dei diritti internazionali. In particolare, attraverso la stipulazione di contratti antecedenti alle singole gare e contatti intercorrenti fra i loro rappresentanti, Mp Silva, Img, B4 Capital/ Be4 Sarl/B4 Italia hanno coordinato il proprio comportamento e, a seguito dell'assegnazione, hanno ripartito i ricavi derivanti dalla successiva rivendita all'estero dei Diritti Tv per le competizioni organizzate dalla Lega». Nel 2015 la procura aprì un'indagine, ma I pm chiesero l'archiviazione nel 2018, anche perché già nel luglio del 2017 il Tribunale del Riesame di Milano aveva stabilito che le aste a favore di Mediaset e ai danni di Sky per l'assegnazione dei diritti tv della Serie A non rappresentavano una truffa. Si trattava semmai di una lobby tra soggetti privati, dove di fatto si era capito che Infront non lavorò per la Serie A e per lo Stato italiano, ma per i soci stessi.Proprio nella relazione si leggeva come, «appare evidente che l'invio della bozza del verbale da parte di Antonio d'Addio ( probabilmente presente il 2 novembre 2009 alle operazioni di apertura delle buste in qualità di legale dell'advisor della Lega calcio, Infront Italy) a Riccardo Silva, in via anticipata rispetto alle valutazioni e all'assegnazione dei diritti audiovisivi esteri da parte della Lega calcio, contenente dati relativi alle offerte economiche e alle valutazioni sugli eventuali elementi di difformità emersi, sia da considerarsi irregolare e in conflitto con i doveri di confidenzialità ai quali il legale di Infront Italy era tenuto». Non solo, si legge ancora nella relazione tecnica: «pare del tutto evidente che fra Mp Silva Ltd, Be4 Sarl e, a seconda dei casi, con il top management di Infront Italy e Domino Holding Ltd, si sia instaurata una sorta di società di fatto, dal momento che l'accordo esistente nella distribuzione all'estero dei diritti audiovisivi relativi ai campionati di calcio italiani, prevedeva la condivisione dei costi di acquisizione, dei conseguenti margini e delle eventuali perdite». Con tali premesse, il caso Infront avrebbe potuto aprire un dibattito in Italia. Ma questo non è mai accaduto. E anzi ora continua a creare non poche polemiche sempre all'interno della Lega calcio.
«The Hunting Wives» (Netflix)
Sophie O’Neill credeva di aver raggiunto lo status che più desiderava, quando, insieme al marito e al figlio, ha lasciato Chicago, la sua carriera, tanto invidiabile quanto fagocitante, per trasferirsi altrove: in un piccolo paesino del Texas, una bella casa nel mezzo di una comunità rurale, pacifica, placida. Credeva di aver scelto la libertà. Invece, quel nuovo inizio così atipico, lontano dai rumori della città, rivela ben presto altro, la noia, la ripetitività eterna dell'uguale. Sheila si scopre sola, triste, annoiata, di una noia che solo Margot Banks, socialite parte di una cricca segretamente conosciuta come le Mogli Cacciatrici, sa combattere. Sono i suoi rituali segreti, le feste, i ritrovi di queste donne a ridestare Sheila, restituendole la voglia di vivere che pensava aver lasciato nella ventosa Chicago. Sheila è rapita da Margot, e passa poco prima che la relazione delle due diventi qualcosa più di una semplice amicizia: un amore figlio della curiosità, della volontà di sperimentare quel che in gioventù s'è tenuto lontano. Il tutto, però, all'interno di una comunità che questo tipo di relazioni dovrebbe scongiurare. C'è il Texas repubblicano e conservatore, a far da sfondo alla serie televisiva, costruita - come il romanzo - a mezza via tra due generi. Da un lato, il dramma, l'intrigo amoroso. Dall'altro, il giallo, scoppiato nel momento in cui il corpo di un'adolescente viene trovato senza vita nell'esatto punto in cui sono solite ritrovarsi le Mogli Cacciatrici.
Allora, le strade narrative di Nido di vipere divergono. Sheila è colta nelle sue contraddizioni, specchio di una società di cui l'autrice e gli sceneggiatori cercano di cogliere l'ipocrisia. La critica sociale prosegue insieme al racconto privato di questa mamma di Chicago, coinvolta, parimenti, in un'indagine di polizia. Nega, Sheila, cerca di provare la propria innocenza. Ma il giallo fa il suo corso, e non è indimenticabile quel che è stato scritto: la storia di Sheila, il suo dramma di donna, colto tanto nell'esistenza individuale quanto in quella collettiva, non sono destinata a riscrivere le sorti della serialità televisiva. Eppure, qualcosa affascina in questa serie tv, passatempo decoroso per le vacanze imminenti.
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Ecco #DimmiLaVerità del 19 dicembre 2025. Ospite la vicecapogruppo di Fdi alla Camera Augusta Montaruli. L'argomento del giorno è: "Lo sgombero del centro sociale Askatasuna di Torino".