2021-12-05
La Scala apre con Macbeth
Una scena del Macbeth alla Scala (Ansa)
È senza dubbio l'evento culturale più atteso dell'anno. La prima del Teatro alla Scala di Milano non è solo una tradizione meneghina legata alle festività natalizie ma è anche uno dei maggiori appuntamenti per gli appassionati di opera a livello internazionale.
Sebbene per la prima volta dall'inizio della pandemia quest'anno tornerà il pubblico in sala, visto il numero crescente dei contagi la direzione dello storico teatro milanese sta lavorando per ridurre al minimo ogni tipo di rischio. Si parte dall'orchestra. In buca saranno presenti circa 70 musicisti, un numero che - tuttavia - potrebbe variare in base proprio al numero di contagi. «Stiamo cercando di evitare in ogni modo il plexiglass» ha spiegato il direttore Riccardo Chailly «e per questo stiamo molto attenti al distanziamento degli orchestrali». Attenzione particolare rivolta anche al coro che, «Sarà in numero limitato e distanziato il più possibile in scena».
Per la prima della "rinascita" si è scelto il Macbeth di Giuseppe Verdi e un cast d'eccezione. Il direttore d'orchestra sarà lo stesso Riccardo Chailly, il regista Davide Livermore, le voci Anna Netrebko (Lady Macbeth), Luca Salsi (Macbeth), Francesco Meli (Macduff), Chiara Isotton (Dama di Lady Macbeth) e Ildar Abdrazakov (Banco).
La primina, dedicata agli under 30 e andata in scena in 4 dicembre ha raccolto ben 11 minuti di applausi ininterrotti e solo recensioni positive dai giovani appassionati venuti da tutta Italia per partecipare a questo storico evento. A stupire è stata soprattutto la scenografia, per nulla classica ma che invece strizza l'occhio a un Novecento distopico, con grandi metropoli in cui trionfano i toni del grigio e in cui è il rosso a fare da contrasto. Una scelta che, forse, non piacerà ai puristi dell'opera ma che sembra essere stata accolta con entusiasmo dagli addetti ai lavori. L’opera è divisa in quattro atti (80 + 70 minuti, primo e secondo atto + terzo e quarto atto) con intervallo di 40 minuti.
L'appuntamento è per il 7 dicembre alle 17.45 con inizio della rappresentazione alle ore 18. Per quest'anno, non saranno garantite riprese in alta definizione, ma l'audio sarà 5.1 e tutta l'opera sarà accompagnata da sottotitoli e audiodescrizione.
Per chi non sarà tra i fortunati presenti alla Scala, per assistere al Macbeth potrà sintonizzarsi su Rai 1, Radio 3 o RayPlay. Oppure scegliere di recarsi in uno dei 34 i luoghi di proiezione nei nove Municipi cittadini e fuori città che trasmetteranno l'opera grazie all'iniziativa Prima Diffusa, sospesa solo nel 2020 a causa della pandemia. Numerosi i luoghi simbolici come il Teatro della Casa di Reclusione Milano Opera, il Teatro Puntozero Beccaria presso l'Istituto Penale per minorenni Cesare Beccaria e la Casa Circondariale San Vittore, la Casa dell'Accoglienza 'Enzo Jannacci', la Casa della Carità, l'Aeroporto di Malpensa, il MUDEC, WOW Spazio Fumetto, Made in Corvetto, Mare Culturale Urbano e altri ancora trasmetteranno la Prima in diretta. Tutte le proiezioni saranno precedute da guide all'ascolto a cura di Accademia Teatro alla Scala. L'ingresso nelle sedi delle dirette è gratuito con prenotazione obbligatoria.
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Il 7 dicembre si riaprono, come da tradizione, le porte della Scala. In scena il Macbeth diretto da Riccardo Chailly. E per la prima volta dopo la pandemia, torna il pubblico in sala. La primina, con 2000 under 30 seduti tra palco e platea, ha raccolto 11 minuti di applausi. È senza dubbio l'evento culturale più atteso dell'anno. La prima del Teatro alla Scala di Milano non è solo una tradizione meneghina legata alle festività natalizie ma è anche uno dei maggiori appuntamenti per gli appassionati di opera a livello internazionale. Sebbene per la prima volta dall'inizio della pandemia quest'anno tornerà il pubblico in sala, visto il numero crescente dei contagi la direzione dello storico teatro milanese sta lavorando per ridurre al minimo ogni tipo di rischio. Si parte dall'orchestra. In buca saranno presenti circa 70 musicisti, un numero che - tuttavia - potrebbe variare in base proprio al numero di contagi. «Stiamo cercando di evitare in ogni modo il plexiglass» ha spiegato il direttore Riccardo Chailly «e per questo stiamo molto attenti al distanziamento degli orchestrali». Attenzione particolare rivolta anche al coro che, «Sarà in numero limitato e distanziato il più possibile in scena».Per la prima della "rinascita" si è scelto il Macbeth di Giuseppe Verdi e un cast d'eccezione. Il direttore d'orchestra sarà lo stesso Riccardo Chailly, il regista Davide Livermore, le voci Anna Netrebko (Lady Macbeth), Luca Salsi (Macbeth), Francesco Meli (Macduff), Chiara Isotton (Dama di Lady Macbeth) e Ildar Abdrazakov (Banco). La primina, dedicata agli under 30 e andata in scena in 4 dicembre ha raccolto ben 11 minuti di applausi ininterrotti e solo recensioni positive dai giovani appassionati venuti da tutta Italia per partecipare a questo storico evento. A stupire è stata soprattutto la scenografia, per nulla classica ma che invece strizza l'occhio a un Novecento distopico, con grandi metropoli in cui trionfano i toni del grigio e in cui è il rosso a fare da contrasto. Una scelta che, forse, non piacerà ai puristi dell'opera ma che sembra essere stata accolta con entusiasmo dagli addetti ai lavori. L’opera è divisa in quattro atti (80 + 70 minuti, primo e secondo atto + terzo e quarto atto) con intervallo di 40 minuti.L'appuntamento è per il 7 dicembre alle 17.45 con inizio della rappresentazione alle ore 18. Per quest'anno, non saranno garantite riprese in alta definizione, ma l'audio sarà 5.1 e tutta l'opera sarà accompagnata da sottotitoli e audiodescrizione. Per chi non sarà tra i fortunati presenti alla Scala, per assistere al Macbeth potrà sintonizzarsi su Rai 1, Radio 3 o RayPlay. Oppure scegliere di recarsi in uno dei 34 i luoghi di proiezione nei nove Municipi cittadini e fuori città che trasmetteranno l'opera grazie all'iniziativa Prima Diffusa, sospesa solo nel 2020 a causa della pandemia. Numerosi i luoghi simbolici come il Teatro della Casa di Reclusione Milano Opera, il Teatro Puntozero Beccaria presso l'Istituto Penale per minorenni Cesare Beccaria e la Casa Circondariale San Vittore, la Casa dell'Accoglienza 'Enzo Jannacci', la Casa della Carità, l'Aeroporto di Malpensa, il MUDEC, WOW Spazio Fumetto, Made in Corvetto, Mare Culturale Urbano e altri ancora trasmetteranno la Prima in diretta. Tutte le proiezioni saranno precedute da guide all'ascolto a cura di Accademia Teatro alla Scala. L'ingresso nelle sedi delle dirette è gratuito con prenotazione obbligatoria.
«Wonder Man» (Disney+)
La nuova serie, su Disney+ da mercoledì 28 gennaio, segue Simon Williams, supereroe con identità segreta, alle prese con una carriera da attore e la sorveglianza del Dipartimento per il controllo dei danni. Tra quotidiano e straordinario, lo show intrattiene senza promettere rivoluzioni.
L'idea è ormai sedimentata. I supereroi, la cui narrazione un tempo era appannaggio di pochi e magnifici film, sarebbero stati sfruttati dalla serialità televisiva. Un do ut des, perché la domanda non rimanesse mai senza risposta e perché anche i personaggi minori degli universi fumettistici potessero trovare un loro spazio. Ci sarebbe stata reciprocità, uno scambio consensuale fra il pubblico e la parte creativa. E così, in questi ultimi anni, è stato. Così continuerà ad essere.
Wonder Man, su Disney+ da mercoledì 28 gennaio, sembra portare avanti quel che è iniziato diverse stagioni fa, l'idea ormai sedimentata. Al centro, dunque, non ha alcun personaggio noto. Non ai più. Protagonista dello show è Simon Williams, un ragazzo all'apparenza ordinario, impegnato a intraprendere una carriera da attore. Parrebbe desiderare quello che tanti, come lui, desiderano: un posto nel mondo patinato dello spettacolo, sotto i riflettori, dove il lavoro si possa mescolare al gioco e il gioco al divertimento. Per farlo, parrebbe anche disposto a tutto. Ivi compreso nascondere quel che più lo renderebbe straordinario, i suoi super poteri. Simon Williams, di cui è stato raccontato (ad oggi) solo all'interno dei fumetti, non è un uomo qualunque, ma un supereroe. Un supereroe che il Dipartimento per il Controllo dei Danni, guidato dall'agente P. Cleary, considera alla stregua di una minaccia. Troppo spesso i supereroi si sono ritagliati ruoli che, all'interno della società, non avrebbero dovuto ricoprire. Troppo spesso i media sono andati loro dietro, accecati da quell'abbaglio che il Dipartimento vuole denunciare come tale.Williams abbozza, concentrando ogni energia su di sé, l'occultamento dei poteri e la carriera da attore. Una carriera che potrebbe prendere il volo, qualora il ragazzo riuscisse ad aggiudicarsi la parte del protagonista in un remake d'autore.Wonder Man si muove così, su un binario duplice, sfruttando l'alterità tra identità segreta e identità pubblica. C'è l'uomo, quello semplice e comune, con i drammi e le difficoltà, le gioie e l'evolversi di un quotidiano che in nulla differisce da quello di chi guardi. E c'è il supereroe, messo alle strette da un'istituzione ambigua, che vorrebbe controllarne il potenziale. Non è irrinunciabile e non promette di inaugurare un nuovo filone, una nuova epopea. Però, intrattiene, con quel po' di genuina magia che i supereroi sanno portarsi appresso.
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