​​Il ritorno di Tavecchio. Vuole la Lombardia per tornare in Figc

Nonostante i danni degli anni passati, l’ex presidente che se ne andò 3 anni fa dopo la mancata qualificazione dell’Italia ai mondiali sfida domani Alberto Pasquali per il comitato federale lombardo della Lega Nazionale dilettanti. In ballo c’è la sfida del 22 febbraio quando Gabriele Gravina sfiderà Cosimo Sibilia per la presidenza della Federcalcio

A distanza di più di 3 anni dalle dimissioni nel mondo del calcio italiano sta per tornare alla ribalta un nome che rischia di fare rumore. E’ quello di Carlo Tavecchio, l’ex presidente della Figc che abbandonò alla fine di novembre del 2017 dopo la mancata qualificazione dell’Italia ai mondiali di Russia 2018 e una quantità impressionante di polemiche. E’ prevista per domani sabato 9 gennaio la votazione per il comitato lombardo della Lega Nazionale Dilettanti. Alle 9 in prima convocazione e alle 10 in seconda convocazione, è in programma l’assemblea ordinaria elettiva, che dovrà individuare il nuovo vertice del Comitato regionale lombardo della Lega nazionale dilettanti della Figc. Tavecchio conosce bene questo mondo. Anche perché nel 1987 partì proprio da qui per dare la scalata al mondo della politica e del pallone in Italia.

Lo ha ricordato lui stesso, in una lettera aperta al mondo calcistico lombardo nei mesi scorsi. «All’età di 33 anni mi sono candidato a sindaco nel mio comune di nascita nelle liste della Democrazia Cristiana. Sono stato eletto e ho conservato la carica per quattro mandati consecutivi, dal 1976 al 1995. Nel 1974 sono stato tra i fondatori della Polisportiva di Ponte Lambro e, in ambito calcistico, per sedici anni il presidente dell’ASD Pontelambrese, società dilettantistica che durante la sua gestione è arrivata a disputare anche il campionato di Prima Categoria» . E poi ha sottolineato. «La mia carriera dirigenziale all’interno di Federcalcio inizia con l’incarico di consigliere del Comitato Regionale Lombardia della Lnd mantenuto dal 1987 al 1992, diventando poi nei successivi quattro anni vicepresidente della Lnd e venendo eletto nel 1996 al vertice del medesimo Comitato Regionale Lombardia». Soprattutto Tavecchio sa quanto peserà la federazione lombarda nella votazione del prossimo 22 febbraio, quando proprio la Figc dovrà decidere il nuovo presidente, con tutta probabilità uno tra l’attuale Gabriele Gravina e il vice Cosimo Sibilia. La situazione fluida. E Tavecchio, nonostante i danni degli anni passati, è in cerca di vendetta.

Domani dovrà vedersela contro Alberto Pasquali, bresciano, considerato vicino proprio all’attuale presidente nazionale della Lnd Sibilia: Pasquali guida da tredici anni alla guida delle delegazione provinciale Sibilia è da qualche settimana nell’occhio del ciclone, perché molte società sostengono non sia stato abbastanza duro nei confronti delle politiche del ministro Vincenzo Spadafora. E poi c’è appunto Tavecchio, considerato da tanti come «un usato sicuro». Non a caso, in questi giorni, l’ex presidente noto per la sua battute su extracomunitari e banane («Opti Poba’ è venuto qua che prima mangiava le banane e adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così», continua a rilasciare dichiarazioni dove insiste nel chiedere prese di posizioni più forti nei confronti di Roma.

Lo ha fatto anche in un’intervista alla Voce di Mantova, dove ha ribadito di essere stato contattato da consiglieri e squadre di calcio che «nn modo accorato mi hanno esposto che serviva un piano finanziario in loro aiuto, una governance più forte che battesse i pugni a Roma. Mi hanno prospettato che la più importante Regione stava andando a scontrarsi con un decreto che stava abolendo il vincolo nel totale silenzio delle Istituzioni. Mi hanno chiesto di tornare in campo». E poi ha insistito: «Sono stato a Roma più di 20 anni, so come ci si muove. Bisogna chiedere al Governo una legge quadro nuova. Bisogna dar battaglia alla Lnd per avere i soldi della Lombardia, avere buone relazioni con le istituzioni calcistiche per accelerare i tempi ed aprire contrattazioni. Basti pensare ai proventi che vogliamo aumentare della serie A».

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