Che spettacolo i Vip di sinistra che piangono sull’intesa gialloverde

Che spettacolo i Vip di sinistra che piangono sull’intesa
 gialloverde
ANSA
Allearsi con Salvini? Quello della ruspa? Quello del giubbotto di Casa Pound? Quello che vuol cacciare i clandestini? Quello che vuol chiudere i campi rom? La filosofa Roberta De Monticelli deve essere andata a un passo dal mancamento: «Salvini è un ideologo dagli istinti tribali», ha sentenziato inorridita, rischiando di perdere i sensi per la rabbia. Si era appena accorta, infatti, che l'«ideologo dagli istinti tribali», adesso sta per andare al governo con i 5 stelle. Proprio quei 5 stelle in cui lei, fino a qualche giorno fa, riponeva tanta fiducia. Come reagire? «Non vi stimo più», ha dichiarato offesa su Facebook. Anzi, ha scoperto che non li stimava nemmeno prima. Era un'«ipotesi di stima», ecco. E in ogni caso «pur sempre perplessa». Li stimava ma a sua insaputa.
Il voto ci ha allontanato dal baratro dei «diritti» all’aborto e a nozze gay
(Imagoeconomica)
Unioni civili e legge 194 non saranno toccate. Ed è un bene. Le coppie arcobaleno non verranno equiparate a quelle etero e sposate. E la morte di tanti innocenti potrà essere scongiurata facendo sentire il battito del feto.
Dalla Castelli alla Vezzali a Nobili. Nomi roboanti senza lo strapuntino
Da sinistra: Luciano Nobili, Valentina Vezzali, Laura Castelli (Ansa)
A fondo i fedelissimi di Luigi Di Maio. Tra i dem restano fuori Andrea Marcucci, Stefano Ceccanti e Filippo Sensi.
La débâcle leghista colpisce anche Bossi. Si tenta di salvarlo con il seggio a vita
Umberto Bossi (Antonio Masiello/Getty Images)
Il Carroccio fallisce quota 100: avrà 95 parlamentari. Esclusi Simone Pillon, Armando Siri, Giulio Centemero e il Senatur, che non voleva candidarsi.
La Lega «assolve» Salvini: i suoi pm sarebbero finiti alla sbarra con lui
Da sinistra: Luca Zaia, Massimiliano Fedriga, Attilio Fontana
  • I governatori che guidano la fronda interna contro il Capitano sono gli stessi che hanno fatto scappare gli elettori. Per colpa del loro appiattimento sul disastro del Covid. Il leader ha le sue colpe e paga soprattutto l’appoggio a Mario Draghi (voluto pure dai detrattori).
  • Nel Carroccio la minoranza si muove ma per ora il capo è saldo al comando. Roberto Maroni attacca Matteo Salvini sui giornali: «Serve un nuovo segretario». E le bordate arrivano pure dal Senatur e da Roberto Castelli. Al consiglio federale però la leadership non viene messa in discussione. Anche se la base ribolle.

Lo speciale comprende due articoli.

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