I cassintegrati aspettano ancora. Agli immigrati arrivano 170 milioni
  • Nei giorni scorsi il Viminale ha prorogato fino alla fine dell’anno i progetti di accoglienza del Siproimi e ha provveduto a elargire ai Comuni i fondi relativi ai primi sei mesi del 2020: in tutto sono 340 milioni.
  • L’Inps non mantiene le promesse. In 17.000 senza soldi da marzo. A fine mese possibile l’offensiva dei renziani in Parlamento.

Lo speciale contiene due articoli.

Mentre 17.000 lavoratori non hanno ancora visto un euro della cassa integrazione di marzo (dati Inps), i soldi per gli immigrati ci sono. Il Viminale conferma i progetti dei Comuni: in tutto 340 milioni.

Quando fa comodo, sembra di capire, i soldi si trovano eccome. Magari mancano per concedere un sostegno ai liberi professionisti. Oppure svaniscono se c’è da pagare la cassa integrazione. Però, quasi miracolosamente, ricompaiono quando ci sono di mezzo i migranti.

Il fatto è che il governo ha appena messo a disposizione la bellezza di 170 milioni di euro allo scopo di «garantire la prosecuzione dei progetti di accoglienza fino al 31 dicembre 2020». In virtù dell’emergenza Covid, infatti, i vari progetti di accoglienza che risultavano in scadenza al 30 giugno sono stati prorogati fino al 31 dicembre 2020, e i milioni di cui sopra sono la cifra necessaria a foraggiare il sistema fino alla fine dell’anno.

A rendere effettivi i finanziamenti ci ha pensato un decreto firmato dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, il 18 di giugno. La responsabile del Viminale, in realtà, ha semplicemente accolto le indicazioni contenute nel decreto Cura Italia, il quale prevedeva appunto un rifinanziamento dei cosiddetti «progetti Siproimi».

Stiamo parlando del «Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e minori stranieri non accompagnati». Sostanzialmente, il Siproimi è il sistema che, fino al 2018, si chiamava Sprar, e di cui tanto spesso si è discusso sui giornali e in Parlamento.

L’accesso a questo sistema, si legge sul sito ufficiale, «è riservato ai titolari di protezione internazionale e a tutti i minori stranieri non accompagnati. Inoltre, la nuova disposizione normativa prevede che possano accedere ai servizi di accoglienza integrata del Siproimi anche i titolari di permesso di soggiorno per: vittime di violenza o tratta, vittime di violenza domestica, motivi di salute, vittime di sfruttamento lavorativo, calamità, atti di particolare valore civile». Insomma, i soldi stanziati dal Viminale dovrebbero servire a garantire «l’integrazione» dei migranti.

I 170 milioni appena stanziati saranno spartiti fra 501 progetti diversi attivi su tutto il territorio nazionale. Al Comune di Agrigento, ad esempio, arriveranno 991.713,51 euro, a quello di Pistoia 512.764 e via di questo passo. Tali denari saranno erogati in due tranche: la prima dovrebbe essere pagata a settembre, la seconda alla fine dell’anno, sempre a partire dalle rendicontazioni fornite dagli enti locali che gestiscono l’accoglienza.

Stando ai dati forniti dal Viminale martedì, allo stato attuale il Siproimi accoglie 22.299 persone tra rifugiati e minori non accompagnati. Facendo un calcolo spannometrico, dunque, potremmo dedurre che ciascun migrante nei prossimi sei mesi ci costerà circa 7.623 euro. Cifre del genere, anche se non mostruose, in questo momento diventano comunque rilevanti. E infatti stanno già spuntando le prime polemiche. Un piccolo esempio. Al Comune di Porto Sant’Elpido (vicino a Fermo) sono stati assegnati 277.000 euro. Il consigliere di Fratelli d’Italia, Andrea Putzu, ha calcolato che questa cifra corrisponde a circa 1.250 euro al mese per ogni straniero in accoglienza. Solo che, dice il consigliere di Fdi, a Porto Sant’Elpido «sono state rigettate quasi 400 richieste di buoni spesa perché mancavano i fondi e ci sono centinaia di lavoratori che ancora attendono la Cig». Il ragionamento è chiaro, e pure condivisibile: niente buoni spesa, niente cassa integrazione, però i soldi per il Siproimi arrivano.

C’è un altro particolare interessante. Non solo sono stati disposti dal Viminale i finanziamenti (170 milioni) per i prossimi sei mesi. Ma, stando a quanto dichiarato dall’Anci (l’associazione dei Comuni), il governo ha provveduto a liquidare – «nei tempi previsti» – i soldi dovuti agli enti locali per foraggiare i progetti di accoglienza messi in campo nei primi sei mesi del 2020. E sono altri 170 milioni.

Ciò significa che, per l’intero 2020, i fondi destinati al Siproimi dovrebbero aggirarsi intorno ai 340 milioni di euro. Il pagamento dei primi 170 milioni è stato effettuato (o comunque dovrebbe essere completato in questi giorni), e intanto è stata approntata una cifra analoga per il periodo da qui alla fine dell’anno.

Vedremo se i governanti saranno altrettanto lesti nell’erogare i fondi destinati agli italiani.


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