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I maestrini che tifano per l’epidemia: «La vera malattia è il genere umano»

I maestrini che tifano per l’epidemia: «La vera malattia è il genere umano»
Sandro Veronesi (Ansa)
Lo stupidario degli intellettuali alla moda: si augurano che l'uomo sparisca dalla faccia della Terra, si lamentano perché hanno la tata in quarantena ed esultano in quanto il contagio colpisce più i maschi.
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Tornano i Neocon alla Casa Bianca e, con loro, anche le guerre degli Stati Uniti. Trump non è più lo stesso ed è stato "sequestrato" da una cricca di potere.

Il ministro degli Esteri in aula alla Camera: «La loro sicurezza è la priorità. Già 10.000 aiutati a rientrare dalle zone a rischio».
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Ieri nessuna nave ha attraversato lo Stretto. Donald Trump promette protezione militare, gli armatori non si fidano. Crolla la produzione di petrolio e gas dei Paesi del Golfo. Mentre India e Cina bussano alle porte di Mosca.

Mentre si susseguono gli attacchi sull’Iran, lo stretto di Hormuz resta il centro della crisi energetica. Da sabato scorso il traffico navale è quasi completamente fermo. Secondo i dati di tracciamento delle navi, normalmente circa 80 petroliere e gasiere attraversano ogni giorno lo stretto. Lunedì ne sono passate soltanto due, mentre il giorno successivo una sola petroliera ha tentato il transito. Nessuna ieri. Centinaia di navi sono ferme ai due lati dello stretto e molte compagnie di navigazione hanno sospeso le rotte nella zona.

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Starmer fa il finto bullo con gli Stati Uniti
Pedro Sànchez e Keir Starmer (Ansa)
Prima il premier britannico condanna l’intervento di Trump in Iran («L’Iraq insegna»), poi cede le basi ai bombardieri americani. Lo spagnolo Sánchez, invece, continua a negare ogni tipo di sostegno: «Le ritorsioni non ci renderanno complici di questa guerra».

La frattura tra Washington e Londra è ormai sfociata in uno scontro politico aperto. Dopo le dure accuse lanciate nei giorni scorsi da Donald Trump, ieri il premier britannico Keir Starmer ha risposto al tycoon per le rime, rivendicando la scelta di Londra di non partecipare agli attacchi contro Teheran.

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