I cortocircuiti di Biden favoriscono il (pericoloso) asse tra Teheran e Caracas

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I cortocircuiti di Biden favoriscono il (pericoloso) asse tra Teheran e Caracas
Il ministro degli esteri venezuelano Plasencia (sx) incontra il presidente iraniano Raisi (Getty Images)

Che Joe Biden capisse poco di politica internazionale, non è mai stato un grande mistero. E infatti il suo ultimo “capolavoro” consiste nell’aver incrementato i già solidi legami che storicamente intercorrono tra due atavici nemici dell’America (e alleati della Russia), come Teheran e Caracas. Un fattore, questo, che sta pericolosamente indebolendo la strategia transatlantica nei confronti di Mosca.

La Nato scatenata: «L’Ucraina può vincere»
Jens Stoltenberg (Ansa)
Svezia e Finlandia hanno schiacciato il piede sull’acceleratore: presenteranno domanda di ingresso nell’Alleanza entro 48 ore. Jens Stoltenberg: «La Russia non sta raggiungendo gli obiettivi che si è posta». Poi dice: la Turchia non si opporrà ai Paesi nordici.
Ecco l'immigrazione che verrà
Ansa
  • I rincari delle materie prime e il blocco delle derrate da Russia e Ucraina stanno affamando l’Africa, con il rischio di nuove massicce ondate di disperati in fuga non dalle guerre, ma per fame. Un’emergenza che per l’Ue non esiste.
  • Il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni: «Draghi inascoltato quando chiese di modificare il trattato di Dublino. E i rimpatri non funzionano».
  • Il sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello: la pesca e il turismo sono fermi e le istituzioni tacciono.

Lo speciale contiene tre articoli.

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