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I «cinesi» d’Italia tifosi del covid zero

Da Walter Ricciardi a Roberto Speranza, da Roberto Burioni a Andrea Crisanti, da Nino Cartabellotta fino al «Corriere»: in tanti incitavano a seguire il modello Pechino. Ora dicono che «eliminare il virus» è un’utopia, ma fino a ieri hanno evocato «il nemico da sconfiggere». Primo fra tutti Sergio Mattarella. Slitta la sentenza della Consulta sull’obbligo. Si parla di «altruismo»: se il criterio è questo...

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Francia e Germania contro Von der Leyen che limita le banche nei prestiti di denaro
Ursula von der Leyen (Ansa)
Lettera congiunta dei ministri dell’Economia alla Commissione: snellire i regolamenti finanziari per aiutare famiglie e imprese.

Proprio nei giorni in cui cresce la propaganda a favore di «più Europa!», si manifestano evidenti segnali di sgretolamento di tutto l’assetto istituzionale della Ue e sono proprio gli Stati membri a stimolare questo processo. Da Parigi, Roma e Berlino arrivano forti segnali di insoddisfazione verso l’operato della Commissione guidata da Ursula von der Leyen e la sua capacità di fornire risposte rapide ed efficaci per la tutela degli interessi economici delle principali potenze economiche.

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Dimmi La Verità | Marco Pellegrini (M5s): «Con la guerra in Iran, ricadute disastrose per l'Europa»

Ecco #DimmiLaVerità del 3 marzo 2026. Con il deputato del M5s Marco Pellegrini commentiamo le ricadute disastrose per l'Europa della guerra in Iran.

Cosa sta succedendo nello Stretto di Hormuz? Gli impatti sui prezzi del gas e dell’energia elettrica in Italia. Ospite Diego Pellegrino, portavoce di Arte, Associazione Reseller e Trader dell’Energia.

Il Superbonus continua a strangolare l’Italia
(Imagoeconomica)
Secondo le stime dell’Istat, nel 2025 i conti pubblici sono migliorati ma il rapporto deficit/Pil resta di un decimale sopra la soglia del 3%: a rischio l’uscita dalla procedura di infrazione. Giancarlo Giorgetti: «Peccato, è il colpo di coda delle misure del governo Conte».

È uno degli ultimi colpi di coda del Superbonus. La misura vessillo del M5s tiene ancora sotto stress i conti pubblici, ostacolando la discesa del deficit sotto la fatidica soglia del 3% stabilita dal Trattato di Maastricht per consentire ai Paesi di usare di più la leva della spesa. Secondo le stime dell’Istat, nel 2025 il deficit misurato in rapporto al Pil è stato pari al 3,1%, in miglioramento rispetto al 3,4% del 2024 anche se oltre il limite di un decimo relativo agli accordi dell’Unione europea. Nel Dpfp (il Documento programmatico di finanza pubblica) di ottobre scorso, con l’aggiornamento degli obiettivi di finanza pubblica il governo stimava di raggiungere il 3,0%. I tecnici della Commissione Ue erano stati anche più ottimisti e a metà novembre avevano ipotizzato un disavanzo italiano al 2,98%.

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