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Operazione «Homecoming». I prigionieri Usa ritornano a casa

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operazione homecoming vietnam
Ex prigionieri americani ritornano dal Vietnam su un C-141 noto come «Hanoi Taxi» (Getty Images)

Il 12 febbraio 1973 furono rilasciati i primi prigionieri dalle carceri del Nord Vietnam. Per alcuni di loro furono 8 anni di torture. La «banda Alcatraz» degli 11 irriducibili che sfidarono ogni tipo di abuso.

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Il governo pressa i cinesi: fuori dal controllo di Pirelli o tagliamo i diritti di voto
(Getty Images)
Se Pechino resta nell’azionariato del gruppo degli pneumatici a marzo scatta il divieto di vendita sul mercato Usa. La Meloni è pronta a usare i poteri speciali.

C’è un momento, nella vita delle aziende globali, in cui la geopolitica smette di essere un concetto astratto e diventa una fattura da pagare. Per Pirelli quel momento ha una data precisa: marzo. Manca poco al momento in cui a Washington esporranno il cartello con scritto: vietato l’ingresso. Non un difetto di fabbrica, non un richiamo di sicurezza. Un problema legato al passaporto cinese dell’azionista di riferimento. E così il governo Meloni si ritrova con il piede sull’acceleratore dei poteri speciali e l’altro sul freno della diplomazia. Perché il messaggio che arriva da Washington non ammette interpretazioni creative: se Pechino resta dentro, Pirelli resta fuori. Fuori dal mercato Usa, fuori da un quinto dei ricavi.

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Berlino al buio per colpa degli ambientalisti
Berlino durante il blackout del 3 gennaio 2026 (Ansa)
Altro che pista russa e Putin: il sabotaggio della rete elettrica è stato rivendicato dai militanti di estrema sinistra (Vulkangruppe). In passato avevano danneggiato, sempre tramite incendi, gli stabilimenti di Tesla. La polizia denuncia: «Sottovalutati per decenni».

Non poteva mancare la «pista russa» nell’analisi che i servizi di sicurezza tedeschi stanno effettuando in merito al sabotaggio alla rete elettrica di Berlino, che all’alba dello scorso sabato ha lasciato senza corrente elettrica 45.000 famiglie e oltre 2.000 aziende.

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Ursula offre 45 miliardi in più per il sì dell’Italia al Mercosur
Ursula von der Leyen (Ansa)
L’impressione non è delle migliori; a una lettura superficiale se ne ricava che basta pagare. L’Italia dice sì al Mercosur dopo che Ursula von der Leyen, cedendo alle pressioni di Roma, ha sbloccato un esborso aggiuntivo da 45 miliardi per rimpinguare i fondi Pac. Giorgia Meloni, proprio da Parigi dove si teneva l’ennesimo vertice dei volenterosi, rompe il fronte di resistenza che la univa a Emmanuel Macron, che così resta solo sulla trincea del no, anche perché i contadini francesi non mollano e pure ieri sono tornati a bloccare L’Esagono con i trattori.
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Lo ha detto il ministro dell'Agricoltura nella conferenza stampa tenutasi a Bruxelles.

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