Dal fisco all’Ue, agenda per il centrodestra
Altro che metodo Draghi, chi vuol governare faccia proposte sui temi chiave. Il Pd sposterà la campagna elettorale su atlantismo e guerra. Ci vuole invece un programma d’urto sulla crisi. Fdi, Lega e Forza Italia affrontino ciò che interessa alla gente: salari, gestione Covid, bollette e rapporto con l’Ue.
Pd e centrosinistra hanno già avviato una campagna elettorale basata su due schemi. Il primo è il tentativo di rafforzare i mini partiti di centro con l’intento di indebolire il centrodestra, nella speranza che i Calenda di turno portino via un po’ di voti (o attraggano pezzi) di Lega o di Forza Italia. D’altro canto, il centrosinistra punterà tutto sul tema dell’atlantismo. O meglio, del rischio che in caso di vittoria di Lega, Fdi e Fi si spezzi l’equilibrio Nato e si favorisca l’avanzata dei russi. Arriveranno alcune accuse generiche e altre più puntuali. Non va escluso il peso e l’impatto di eventuali inchieste giudiziarie. Chi ha l’ambizione di governare il Paese non potrà restare succube di questa narrativa. Accompagnando il dibattito della campagna elettorale, giornalisticamente ci interessa il presidio di temi cruciali che rischiano di essere oscurati da personalismi e accuse rivolte alla genesi del «draghicidio». E cioè: come affrontare la crisi d’autunno? Quale politica energetica attuerà il Paese? Come ci muoveremo di fronte alle pressioni Ue sulla transizione energetica? Poi c’è la necessità di una riforma fiscale degna di tale nome, che impari dagli errori di metodo e merito degli ultimi mesi. Ci sarà da affrontare il dramma della inflazione e maneggiare con cura i rapporti con la Bce. Infine, l’enorme capitolo del Covid. Non basterà cacciare Speranza e il suo entourage. Immaginare una alternativa implica una presa di posizione sulla pandemia e sui futuri vaccini. L’adozione del green pass e l’obbligo prima surrettizio e poi per legge (vedi gli over 50) di vaccinarsi ha spezzato la società in due. Lega e Forza Italia sono stati in quella maggioranza di governo e ora non possono più nascondersi dietro Draghi: dovranno trovare una linea comune e farsene carico davanti agli elettori.

Lo speciale contiene quattro articoli.

L’agenda Draghi è un trucco politico, ma di programmi c’è bisogno eccome. O almeno, chi ambisce a governare una situazione come quella italiana di fine 2022 ha l’onere di proporre approcci e risposte realistiche su una serie di urgenze. Abbiamo provato, in un inizio di campagna elettorale fin qui costruita su accuse e personalismi, a identificare quattro macro-temi, provando non a fornire sterili ricette ma suggerendo un perimetro di questioni non eludibili. Il primo è il rapporto con l’Ue: ruolo della Bce, problema dei titoli di Stato, eventuale collocazione internazionale dell’ex premier, posizione sul Patto di stabilità e alleanze sono la precondizione per qualunque politica. Secondo: il fisco. Terzo: l’energia. Quarto: la pandemia, perché Speranza sia il passato.


Da non perdere

Renzi teme l’accordo Vannacci-centrodestra
Governo

Renzi teme l’accordo Vannacci-centrodestra

Mentre il partito del generale continua a crescere (e lui, dopo la Lega, vuole superare anche Forza Italia), tra le opposizioni si fa strada l’incubo della grande alleanza tra le fila degli avversari. Ma toccherà a Giorgia Meloni sciogliere tutti i nodi dell’intesa.