È brava, anzi no. I media progressisti vanno in tilt davanti alla Meloni
I ritratti sono indecifrabili: chi le dà dell’europeista, chi si sforza e le riconosce abilità politica. Fino alla solita ossessione fascista.
I ritratti sono indecifrabili: chi le dà dell’europeista, chi si sforza e le riconosce abilità politica. Fino alla solita ossessione fascista.
Il cofondatore di Fdi: «Scampato il pericolo sull'extra deficit, la tempesta perfetta arriverà sul Mes. Mancano le condizioni per collaborare con i giallorossi: non basta un emendamento approvato su centinaia di articoli».
Silvio Berlusconi rivendica il ruolo di padre del centrodestra e promette leale collaborazione. Spazzando via ogni ambiguità sulla crisi internazionale: «Sempre stato uomo di pace e dalla parte dell’Occidente». Sullo sfondo resta aperta la partita dei sottosegretari.
Oggi il voto in Aula, Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni annunciano una posizione unitaria «Gli esperti sono al lavoro per formulare le nostre proposte, il governo ci ascolti».
Anche i pontieri di Fratelli d’Italia si danno da fare. La presidente, che ha in agenda un incontro con Matteo Salvini, ribadisce: un esecutivo pasticciato sarebbe letale. E non esistono coalizioni alternative. Fabio Rampelli vicino alla Transizione ecologica, Isabella Rauti…
C'è la necessità di trovare voti, frenare l'ondata di impopolarità e disarticolare il centrodestra. Fi tentenna, fermi Matteo Salvini e Giorgia Meloni.
Il ministro dei Trasporti: «Conosco delegati del sindacato rosso che non voteranno i referendum, basta con la politica dei no. Lo stop agli Euro 5? Una follia di Ursula, abbiamo già pronto un emendamento».
Il Federale leghista mette pressione a Fdi: basta veti e tecnici. Infrastrutture, Lavoro, Agricoltura, Giustizia, Riforme sono gli obiettivi. E all’Interno Matteo Piantedosi non basta.
Il magistrato che ha condannato i partecipanti alla marcia in memoria di Sergio Ramelli a Milano paragona la dottrina politica al fascismo. E subito partono le proteste.
A poche ore dai casi di Torino e Bergamo, una minorenne è stata stuprata a Bolzano. Matteo Salvini: «Vediamo se anche stavolta un giudice ci obbligherà a trattenere la risorsa».
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