L’incontro in Puglia scrive il futuro di economia e rimpatri
Matteo Salvini e Giorgia Meloni (Ansa)
Sintonia tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini al vertice in masseria. Al lavoro per velocizzare le espulsioni, extraprofitti e caro benzina.

Al netto di chi sui giornali li continua a dipingere come uno nemico dell’altra, o di chi parla di vertici blindati e segreti, l’incontro di domenica tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni nella masseria di Ceglie Messapica ha confermato invece la piena sintonia tra il ministro dei Trasposti e il presidente del Consiglio in vista dei prossimi provvedimenti del governo, dall’emergenza immigrazione alla prossima manovra economica. Sul primo punto – che sta sempre molto a cuore all’ex ministro dell’Interno e su cui l’emergenza continua – si è parlato del nuovo decreto Sicurezza che sarà varato nelle prossime settimane dal ministro Matteo Piantedosi. A quanto pare, come aveva anche anticipato il numero uno del Viminale qualche giorno fa, ci sarà un potenziamento del sistema delle espulsioni e dei rimpatri, con un potenziamento per le realizzazioni dei Cpr dove vengono trattenuti i migranti irregolari da espellere. Sul secondo, invece, il fronte economico, sono tanti i temi trattati dai due, dalla tassa sugli extraprofitti fino al dialogo serrato con l’Unione Europea in vista della manovra economica.

Dall’entourage leghista si continua a sottolineare la perfetta sintonia e il solido rapporto personale che i due hanno instaurato questa estate. Si sono sentiti spesso al telefono, hanno cenato insieme a Bolgheri poche settimane fa e ora hanno ripetuto lo stesso programma in Puglia. Un pranzo veloce a base di granchio blu, una chiacchierata di qualche ora, anche insieme con i loro rispettivi partner Francesca Verdini e Andrea Giambruno.

Durante l’incontro sono stati affrontati diversi temi che saranno all’ordine del giorno a breve, quando a settembre ci sarà il rientro dalle vacanze. Uno dei nodi centrali da sciogliere è senza dubbio la prossima manovra economica, su cui in mattinata si era ancora soffermato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti: «Noi come governo ci approcciamo alla legge di bilancio, sarà una legge di bilancio complicata, tutte lo sono» ha spiegato il numero uno di via XX Settembre. «Siamo chiamati – poiché facciamo politica – a decidere delle priorità: non si potrà fare tutto, certamente dovremo intervenire a favore dei redditi medio bassi, ma dovremo anche usare le risorse a disposizione per promuovere la crescita. Questo è l’indirizzo»). Meloni e Salvini sono soprattutto in sintonia sulla tassa sugli extraprofitti che dovrebbe riguardare gli istituti di credito e che dovrà garantire il massimo gettito possibile nel 2024, in vista della manovra di bilancio. Il provvedimento non piace a Forza Italia. Ma il leader leghista tira dritto e ne ha parlato spesso questa estate, ribadendo di essere orgoglioso di un «provvedimento per togliere i soldi degli extraprofitti alle banche e ridistribuirli ai lavoratori. Non è un “dagli al banchiere”, io i banchieri li rispetto come tutti coloro che lavorano. Io sono un liberale, non sono per l’esproprio proletario ma ora, di fronte a scelte europee della Bce, che alza tassi e costo del denaro, un governo con la schiena dritta deve fare provvedimenti a favore dei cittadini». Meloni aveva rivendicato con forza questa decisione. Non a caso da qualche settimana i tecnici del governo sono al lavoro per superare anche le resistenze di una parte del sistema bancario. Nella masseria pugliese però si è parlato anche del rincaro della benzina che sta falcidiando le vacanze degli italiani. Si lavora a una nuova misura che possa migliorare anche quella che venne varata dal governo di Mario Draghi nel 2022 e che riuscì per qualche mese a stabilizzare i prezzi di benzina e gasolio. Il tema centrale è poi il tema migranti, un’emergenza che sta investendo in pieno l’esecutivo. I dati del Viminale parlano chiaro. Sono stati 105.449 gli arrivi dei migranti dall’inizio dell’anno ad oggi. La cifra è più che raddoppiata rispetto allo scorso anno quando, sempre al 21 agosto, si erano registrati 50.759 arrivi: nel 2021 erano stati 35.349. Durante il mese di agosto il picco di arrivi si è registrato il 10, quando ne sono sbarcati 1706 in un solo giorno. I nuovi immigrati arrivano soprattutto dalla Guinea (12.631), seguita dalla Costa d’Avorio (12.315), poi Tunisia (8217) e Egitto (7.943) . Al 15 agosto, secondo dati del Viminale, si contavano 132.796 migranti in centri di accoglienza sul territorio italiano, tra cui 16814 in Lombardia e 12.572 in Emilia Romagna e 11.758 in Sicilia.

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