economia

{{ subpage.title }}

Lo ha dichiarato l'eurodeputato di Fratelli d'Italia Mario Mantovani durante la sessione plenaria a Strasburgo.

I Paesi del Golfo: «Investimenti esteri non più assicurati». Cosa rischia l’Italia
(Ansa)
Data center, Ia, materie prime, infrastrutture energetiche, turismo e moda: in ballo progetti comuni da decine di miliardi.

Alcuni grandi Paesi del Golfo stanno valutando una revisione degli investimenti esteri e degli impegni futuri per alleggerire la pressione sui conti pubblici provocata dalla guerra con l’Iran. A pagarne il conto potrebbe essere tutta l’Unione europea e dunque anche l’Italia.

Continua a leggereRiduci
  • Il Paese euroasiatico, ricco di giacimenti di gas e petrolio, è anche un grande produttore agricolo. Mantiene un forte legame economico con Mosca, ma l'interscambio con Pechino è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni. Pil in crescita del 5% nel 2025.
  • Nel gennaio 1942 iniziarono le deportazioni degli italiani residenti in Crimea da parte delle autorità russe. Fu l'olocausto verso i gulag del Kazakistan. Di circa 2.000 persone, solo 78 fecero ritorno alle loro case di Kerç. Gli altri morirono di stenti o già durante il terribile viaggio nei vagoni merci verso la steppa gelata.

Lo speciale contiene due articoli.

Continua a leggereRiduci
Epstein al nipote di Gianni Agnelli: «Mi devi un bambino»
Eduardo Teodorani e Jeffrey Epstein (Imagoeconomica-Ansa)
La corrispondenza tra l’orco e Teodorani, figlio della sorella dell’Avvocato, parte almeno dal 2010, due anni dopo la prima condanna del magnate. Il quale, oltre a sapere in anticipo maxi operazioni di Exor e commentare insieme ragazze, di lui diceva: «È uno di noi».

Jeffrey Epstein era ovunque. Aveva senz’altro una comprovata e stabile frequentazione con i massimi livelli del potere politico, economico e accademico statunitense, ma la sua rete raggiungeva anche l’Europa, l’Asia e perfino l’Africa (si parla di legami con figure vicine ai leader di Senegal e Costa d’Avorio). Per ora, al di fuori degli Usa, sono cadute teste nel Regno Unito, dove è indagato addirittura un reale, in Francia, negli Emirati Arabi Uniti, in Slovacchia, in Norvegia e in Svezia. Esiste, tuttavia, anche un filone italiano dello scandalo. E, come in tutti gli altri casi, porta proprio al centro del potere economico del Paese: la famiglia Agnelli-Elkann, la loro holding (Exor) e la loro ricchezza.

Continua a leggereRiduci
Epstein al nipote di Gianni Agnelli: «Mi devi un bambino»
Eduardo Teodorani e Jeffrey Epstein (Imagoeconomica-Ansa)
La corrispondenza tra l’orco e Teodorani, figlio della sorella dell’Avvocato, parte almeno dal 2010, due anni dopo la prima condanna del magnate. Il quale, oltre a sapere in anticipo maxi operazioni di Exor e commentare insieme ragazze, di lui diceva: «È uno di noi».

Jeffrey Epstein era ovunque. Aveva senz’altro una comprovata e stabile frequentazione con i massimi livelli del potere politico, economico e accademico statunitense, ma la sua rete raggiungeva anche l’Europa, l’Asia e perfino l’Africa (si parla di legami con figure vicine ai leader di Senegal e Costa d’Avorio). Per ora, al di fuori degli Usa, sono cadute teste nel Regno Unito, dove è indagato addirittura un reale, in Francia, negli Emirati Arabi Uniti, in Slovacchia, in Norvegia e in Svezia. Esiste, tuttavia, anche un filone italiano dello scandalo. E, come in tutti gli altri casi, porta proprio al centro del potere economico del Paese: la famiglia Agnelli-Elkann, la loro holding (Exor) e la loro ricchezza.

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy