L’Aula della Camera ha approvato la risoluzione della maggioranza con la quale si impegna il governo «ad adottare le opportune iniziative per l’avvio della procedura relativa alla richiesta della clausola nazionale di salvaguardia», in linea con le comunicazioni del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e in particolare sui limiti di spesa relativi ad energia e Difesa.
Prima del voto però non sono mancate le tensioni nel centrodestra (comunque stemperate dalla quadra trovata sulla legge elettorale), dopo che la Lega ha chiesto di riformulare la risoluzione. «È evidente, e non credo sia un mistero, che la riformulazione della risoluzione di maggioranza è stata chiesta dalla Lega e la spiegazione è che la prima versione conteneva un giudizio di valore, magari per un errore, chiedendo al governo un impegno “a valutare il ricorso alle migliori condizioni di finanziamento quali quelle di cui al programma Safe”», ha spiegato il senatore leghista Claudio Borghi.
I partiti della maggioranza di centrodestra hanno quindi riformulato la proposta con cui, come ha letto in aula il sottosegretario leghista al Mef, Federico Freni, viene chiesto all’esecutivo l’impegno a «valutare il ricorso a diverse condizioni di finanziamento ivi incluse, ove ritenute complessivamente vantaggiose, quelle di cui al programma Safe, preordinando in via prevalente l’utilizzo dei fondi a sistemi tecnologici, difensivi e di sicurezza nazionale». Il documento, sul quale il governo aveva espresso parere favorevole, dopo la riformulazione proposta dalla Lega, ha incassato voti 181 favorevoli e 126 contrari (12 gli astenuti). Per quanto riguarda le risoluzioni presentate dalle opposizioni, non è stato votato il testo unitario presentato da Avs, Pd e M5S, in quanto precluso evitando così al campo largo di mettere nero su bianco la frattura nel Pd. I testi presentati da Italia viva, Azione, Futuro nazionale e +Europa, che avevano tutte ottenuto parere contrario da parte del governo, sono state bocciate dal voto dell’Aula. Nella sua risoluzione Fn chiedeva al governo di «individuare Paesi produttori di energia in grado di garantire forniture a condizioni economicamente più vantaggiose rispetto agli attuali costi di approvvigionamento, prendendo in considerazione anche nazioni quali la Federazione Russa».
Intervenendo dopo la replica del ministro Giorgetti nell’annunciare il voto contrario alla risoluzione il deputato di Fn Edoardo Ziello ha mostrato un cappio: «Le forze di centrodestra con l’accesso alla clausola di salvaguardia e quindi al Safe andranno a creare un macigno di debito gigantesco che schiaccerà le nostre imprese e le nostre famiglie. L’accesso a quei fondi di fatto rappresenta una completa sottomissione ai poteri forti di Bruxelles. Quelle risorse saranno un beneficio per l’industria tedesca perché ha già riconvertito tantissimi impianti che sull’automotive hanno fallito per colpa del Green Deal in industrie belliche che andranno ad alimentare una guerra non nostra in Ucraina che ci è già costata più di 4 miliardi di euro quando i nostri muoiono di fame. Noi non saremo mai complici della svendita della sovranità economica e finanziaria del nostro paese, perché di fatto voi state mettendo un pericoloso cappio al collo nei confronti dell’Italia», ha attaccato Ziello mostrando in Aula una corda annodata con cappio.
Una scena già vista con protagonista il partito in cui Ziello si è formato e cioè la Lega Nord, un tempo forza politica antisistema che era riuscita ad entrare nelle istituzioni per combatterle e cambiarle dall’interno. Era il 16 marzo 1993 quando il deputato Luca Leoni Orsenigo agitò un cappio per i presunti corrotti in piena Tangentopoli. Oggi invece per i vannacciani quel nodo scorsoio rappresenta i vincoli dell’Europa sulla sovranità dei conti pubblici italiani come ha ribadito lo stesso leader di Futuro nazionale Roberto Vannacci a margine di una conferenza stampa alla Camera.
«Sì, effettivamente parliamo di cappi al collo, parliamo di fardelli per i nostri giovani. C’è qualcuno che vorrebbe far tornare i giovani dall’estero, ma con questo cappio i giovani scapperanno per non pagare i debiti fatti da qualcun altro». L’ex generale ha accusato chi ha deciso di ricorrere al fondo al Safe: «La maggioranza sbaglia? Sbaglia chiunque stia predicando di fare ulteriore debito. L’Italia è un Paese che è già indebitato in maniera grave tant’è vero che siamo in procedura di infrazione per eccessivo indebitamento, fare un debito per comprare delle armi come lo giustifichiamo? io non direi che sia una mossa della maggioranza, perché mi risulta che anche il Pd sia d’accordo con questo debito per l’acquisto delle armi».
Intanto, il centrodestra avrebbe trovato l’intesa sulla legge elettorale e proporrà anche al Senato l’emendamento presentato alla Camera per l’introduzione delle preferenze con una sola modifica per rafforzare maggiormente l’alternanza di genere, compresi i collegi uninominali del Trentino Alto Adige. Al testo, che dovrebbe essere a firma di tutte le forze di maggioranza, si è arrivati dopo un incontro tra gli sherpa dei partiti di governo nella sede di Fdi in via della Scrofa.
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