Sull’onda del caos clandestini nell’exclave spagnola di Ceuta, si terrà oggi alle 10 la riunione d’emergenza, in videocollegamento, dei ministri dell’Interno dell’Ue, richiesta da Italia e Danimarca con una lettera congiunta sottoscritta dalla stragrande maggioranza, 22 su 27, degli Stati membri.
Come preludio una riunione di ieri del Coreper, Comitato dei rappresentanti permanenti dell’Ue, ha «espresso solidarietà alla Spagna», ma anche apprezzato «la rapidità della risposta delle autorità».
Emergenza migranti a Ceuta: la richiesta d’intervento all’UE
Il governo italiano ha reso noto che la riunione ha consentito all’Italia di ribadire i contenuti della lettera per «un approccio europeo al contrasto dei flussi migratori irregolari». Stando a una nota di Roma: «L’Italia ha evidenziato che la protezione delle frontiere esterne e il rafforzamento della dimensione esterna della politica migratoria devono costituire i pilastri dell’azione dell’Unione, anche in considerazione del fatto che dall’integrità delle frontiere esterne dipende il corretto funzionamento dello spazio Schengen. È stata inoltre richiamata la necessità di rafforzare gli strumenti di contrasto all’immigrazione irregolare, eliminando i fattori di attrazione e potenziando la capacità di deterrenza dell’Ue».
Modello Albania e hub extra-UE: la strategia per i rimpatri
Alla base c’è la proposta italiana di hub, finanziati con fondi europei, per raccogliere i migranti irregolari, secondo il modello già attuato in Albania, e valutarne l’effettivo diritto d’asilo e il rimpatrio. Fra le ubicazioni si ipotizza l’Uganda, caldeggiata in particolare da Germania, Austria e Olanda, ma anche Montenegro, Ghana, Senegal, Tunisia, Libia, Mauritania, Egitto, Uzbekistan, Armenia ed Etiopia. Che all’origine dell’iniziativa ci sia l’asse fra due premier, l’italiana Giorgia Meloni e la danese Mette Fredriksen, che politicamente non sono affini, dimostra quanto la difesa delle frontiere Ue vada al di là degli schieramenti, essendo interesse vitale delle nostre genti.
Nella missiva italo-danese, risalta: «Non possiamo permettere attraversamenti di massa incontrollati, strumentalizzazione della migrazione o altre minacce ibride che creino la percezione che l’ingresso illegale nell’Ue sia possibile o che l’ingresso illegale di un migrante possa trasformarsi in un soggiorno legale. Incoraggerebbe ulteriori tentativi».
Dalla teoria alla pratica: la reazione dei partner europei
Parole sagge che hanno fatto breccia in ben 22 governi. I pochi stati non firmatari sono Spagna, Francia, Lussemburgo, Portogallo e quell’Irlanda che detiene la presidenza di turno dell’Unione. In sostanza tutta l’Europa centrale, settentrionale e sudorientale è compatta, con buona pace dell’emarginata cerchia franco-iberica. Ne ha preso atto la Spagna, che pure preannuncia la ricerca di «solidarietà dagli altri Stati membri», come ha detto ieri il ministro degli Esteri José Manuel Albares.
Ma lo stesso Portogallo, che pure non ha firmato la lettera italo-danese, fa trasparire una sostanziale approvazione del vertice straordinario, dalla nota diffusa dal premier Luís Montenegro: «La politica rigorosa di regolamentazione e umanitarismo del nostro governo in materia di accoglienza e rimpatrio, nonché di cooperazione e monitoraggio costante nei Paesi di origine, è la strada giusta».
E il portavoce del governo tedesco Sebastian Hille: «L’incidente (di Ceuta, ndr) dimostra che gli sforzi congiunti europei sono necessari ed essenziali per arginare l’immigrazione illegale». Mentre il presidente francese Emmanuel Macron, al di là del «rafforzare i controlli alla frontiera spagnola», non ha voluto per ora staccarsi da Madrid, alla quale sembra ancora voler assicurare «solidarietà» a oltranza.
Dal canto suo, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, ha sviato il problema sul confronto Spagna-Marocco, scrivendo che «l’Ue non accetterà ingressi illegali né alcun tentativo di usare la migrazione illegale come mezzo per esercitare pressioni su uno Stato membro».
Dall’Austria, il ministro dell’Interno Gerhard Karner ha preannunciato l’appoggio all’idea di hub esterni alle frontiere Ue.
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >