No Tav, ora arriva la legge contro i black bloc
Ansa

Come difendersi dai black bloc che hanno spaccato tutto in val di Susa incendiando camionette e ferendo decine di Carabinieri? Come arginare la guerriglia urbana che in piazza del Nettuno, a seguito «dell’adunata democratica e di resistenza» organizzata senza autorizzazione dal sindaco di Bologna Matteo Lepore per la morte di Abderrahim Fakir, è costata il ferimento di una settantina di agenti e devastazioni per alcuni milioni?

E come individuare i responsabili di questi reati? Serve – questo è il parere di dei deputati di Fratelli d’Italia e del Governo sul versante del riconoscimento facciale – un adeguamento del codice penale. Com’è scontato, il Pd grida allo Stato di polizia. È ben curioso che, mentre al Parlamento europeo la pattuglia di Elly Schlein vota convinta il chat control (cioè la possibilità di spiare i telefoni) per fare pesca a strascico di presunti pedofili, quando si affaccia il recepimento della norma europea per il riconoscimento facciale di delinquenti s’inalberi. Il senatore del Pd Filippo Sensi scrive sui social: «Ennesima forzatura sui diritti e le libertà». Alla libertà di sfasciare tutto vogliono mettere un freno il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami (è di Bologna ed è «ferito» come gli agenti dalla guerriglia scoppiata nella sua città) con i suoi colleghi di partito onorevoli Francesco Filini, Andrea Delmastro Delle Vedove, Augusta Montaruli, Sara Kelany che hanno presentato una proposta di legge mirata a punire il reato associativo d’insurrezione con modifiche al codice penale.

Nel nostro codice sono punite l’associazione a delinquere e quella di stampo mafioso, ma non c’è alcuna sanzione per chi si organizza in gruppi per sfasciare tutto come s’è visto a Chiomonte o in piazza Nettuno. Affermano i proponenti di questa di legge che ha un solo articolo: «Si colma una lacuna del nostro ordinamento rispetto ai fenomeni di criminalità collettiva caratterizzati da un’elevata capacità offensiva, ma privi dei requisiti di stabilità e di organizzazione richiesti dagli 416 e 416-bis». Significa: dobbiamo impedire che chi si mette insieme anche in maniera estemporanea la faccia franca.

È anche una risposta alla segretaria del Pd, Elly Schlein, che paventa possibili infiltrazioni nelle manifestazioni per incolpare chi protesta, visto che i leader storici dei No Tav Guido Fissore e l’ottuagenaria Nicoletta Dosio hanno dichiarato: «Siamo tutti black bloc e attaccare i cantieri è una forma di difesa legittima». Con la proposta di legge di Fratelli d’Italia queste affermazioni impatterebbero nella legge. L’impianto normativo mira a colpire le pratiche aggregative anche attraverso l’utilizzo dei social, delle comunicazioni via cellulare e di tutto l’apparato da guerriglia urbana che si è visto in questi giorni. Perciò è necessario «un adeguamento affinché ci sia una risposta efficace e proporzionata a queste nuove forme di organizzazione criminale che minano non solo l’incolumità degli operatori di polizia, ma anche i beni pubblici e privati».

Il nuovo articolo 416-bis2 viene così titolato: «Associazione con vincolo operativo coordinato per la commissione di reati di violenza pubblica» e prevede una pena da due a otto anni per «chiunque partecipa a un gruppo composto da tre o più̀ persone che, pur privo dei requisiti di stabilità e di struttura gerarchica, si costituisce o si coordina, anche mediante strumenti di comunicazione elettronica o in occasione di manifestazioni pubbliche, per commettere» una serie di reati che vanno dalla violenza e resistenza contro un pubblico ufficiale, al danneggiamento o attentato a strutture pubbliche fino alle lesioni. Il favoreggiamento è punito da uno a quattro anni e per i «capi» la pena arriva fino a otto anni con aggravanti se si intercettano o impedisco le comunicazioni delle forze dell’ordine. Si prevede sempre la confisca degli strumenti di offesa.

Alla presentazione, oltre ai proponenti, hanno partecipato anche il capogruppo Lucio Malan e il vicecapogruppo Raffaele Speranzon di Fdi al Senato a significare che si vuole andare spediti.

E un accelerazione il Governo l’ha data sull’uso dell’intelligenza artificiale e del riconoscimento facciale. Lo schema di decreto legislativo consente «l’uso di sistemi di videosorveglianza per identificare persone indiziate solo dopo la commissione di un reato. La conservazione dei dati è limitata a sette giorni, con registri informatici non modificabili mantenuti per cinque anni». Contro Pd e 5S gridano «al pericoloso blitz della maggioranza». Ma il senatore di Fratelli d’Italia Giulio Terzi di Sant’Agata, presidente della Commissione incaricata, spiega: «L’Italia sta dando attuazione all’Artificial Intelligence Act europeo con un impianto normativo equilibrato; si danno alle Forze di polizia strumenti adeguati alle nuove sfide della sicurezza, garantendo la tutela delle libertà fondamentali dei cittadini. È questa la direzione indicata dal Governo».

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