Un provvedimento tampone in attesa di conoscere l’ammontare dell’extragettito Iva di luglio che consentirà di utilizzare la leva della cosiddetta «accisa mobile».
Sul prezzo dei carburanti il governo interviene con una manovra in due tempi. La prima fase ha effetto immediato e da oggi (a partire dalla mezzanotte di ieri per l’esattezza) il prezzo del gasolio scende di 17 centesimi al litro.
«Le tensioni internazionali stanno facendo salire di nuovo il prezzo dei carburanti e, con esso, il costo di tutto quello che viaggia su strada. Di fronte a questo rincaro, che non abbiamo determinato ma dobbiamo gestire, abbiamo deciso di intervenire subito con un decreto: un taglio immediato sul gasolio, il carburante che pesa di più su trasporti, agricoltura e sui prezzi che ogni famiglia paga. Sappiamo che non risolve il problema. Ma è una risposta tempestiva e responsabile, tenendo in considerazione le poche risorse che abbiamo e un quadro internazionale in continua evoluzione», ha affermato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un intervento sui social a ridosso della fine del consiglio dei ministri che ha varato il provvedimento.
«La decisione», ha spiegato il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, «è concentrata solo sul carburante per i motori diesel, mente non sono per ora previsti tagli per il prezzo della benzina, che ha fatto registrare aumenti significativamente inferiori». Il governo ha anche prorogato il contributo per gli autotrasportatori e il credito d’imposta per l’agricoltura.
Complessivamente il costo del provvedimento da qui al 6 luglio è di 125 milioni, coperti in parte da meccanismo delle cosiddette accise mobili del mese pregresso, dalle sanzioni antitrust e dai fondi strutturali di politica economica. Questo regime di aiuti resterà in vigore fino al 6 di agosto. Nel frattempo il governo ha già fissato una nuova riunione del consiglio dei ministri su questi temi per il 4 agosto quando la questione sarà di nuovo affrontata nella sua interezza.
«Nel frattempo», ha spiegato il ministro Giorgetti, «la situazione sarà attentamente monitorata». Ad esempio oggi, in base alle ultime evoluzioni del conflitto in Medio Oriente, con la sospensione degli attacchi tra Usa e Iran, le quotazioni del greggio sono scese largamente al di sotto dei 100 dollari al barile: parliamo di prezzi al di sotto dei 91 dollari al barile per il Brent e del prezzo del Wti inferiore agli 84 dollari al barile. «Anche se le quotazioni delle materie prime energetiche evolvono in modo erratico», ha sostanzialmente spiegato Giorgetti, «i prezzi dei carburanti dovrebbero risentirne positivamente».
In ogni caso, il 4 agosto il quadro, alla vigilia dell’esodo per le vacanze degli italiani, il quadro complessivo sarà più chiaro, anche per quanto riguarda il cosiddetto extragettito Iva sui carburanti che può finanziare in parte le accise mobilil. Giorgetti ha sottolineato come l’Italia sia l’unico Paese europeo ad adottare provvedimenti di questo tenore per contrastare il caro carburanti.
Allargando poi l’analisi agli effetti combinati dei conflitti in atto, non solo il Medio Oriente ma anche l’invasione russa dell’Ucraina che ha drasticamente mutato il quadro degli approvvigionamenti europei, il ministro ha messo in evidenza come l’impatto maggiore lo abbiano avuto Italia e Germania che dipendono più di altri dalle energie di origine fossile.
L’intervento del governo, dunque, è stato per ora circoscritto al gasolio per riportare i listini, che ormai erano andati anche oltre i 2,2 euro al litro in tutta Italia, attorno alla soglia psicologica dei due euro al litro.
Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del ministero del Made in Italy ieri il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale era pari a 1,982 euro al litro per la benzina e 2,185 euro per il gasolio. Sulle autostrade, invece, il prezzo medio self era arrivato a 2,071 euro per la benzina e 2,255 euro per il gasolio. I prossimi giorni, prima del consiglio dei ministri del 4 agosto, serviranno dunque anche a rendersi conto in maniera più puntuale della tendenza dei mercati energetici.
Potranno anche essere utili a verificare se abbia fondamento (e ce ne sia la necessità) l’ipotesi circolata ieri di un aumento del prezzo delle sigarette come parte della copertura finanziaria. Il tema non è stato affrontato (lo ha confermato in conferenza stampa il ministro dell’Economia) ma già era emersa la contrarietà della Lega. La questione delle risorse e quindi delle coperture è cruciale, giacché gli interventi finora messi in campo, dal 19 di marzo al 6 luglio, sono costati circa 2 miliardi che non erano preventivati nel quadro di bilancio.
Sui temi più generali legati alla finanza pubblica, Giorgetti, ha detto che la settimana prossima «andremo in Aula per avere dal Parlamento il mandato per chiedere all’Europa l’attivazione della clausola nazionale in deroga al patto di stabilità. Proprio perché è uno scostamento va usato in modo intelligente e mirato».
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