Pirlo ct azzurro, manca solo la firma
Dopo il rifiuto di Guardiola, la dirigenza della Nazionale ripiega sull’ex centrocampista. L’accordo prevederebbe un contratto quadriennale a «solo» 1,5 milioni all’anno.
Dopo il rifiuto di Guardiola, la dirigenza della Nazionale ripiega sull’ex centrocampista. L’accordo prevederebbe un contratto quadriennale a «solo» 1,5 milioni all’anno.
La diplomatica italiana sull’«Economist» caldeggia l’invio di soldati: «Non servono all’Ucraina ma a noi per prepararci al futuro». Intanto Carlo Calenda parla di «elezioni inquinate»: proposta di legge contro la propaganda di Mosca.
Nel 2024 ben 3.751 poliziotti (senza contare gli altri corpi) hanno avuto la peggio negli scontri. Un dato in crescita (+9% in due anni). E addirittura durante i cortei del 2025, secondo il Viminale, gli incidenti di piazza sono aumentati del 53%.
Blitz di Maldini e Leonardo a Barcellona per provare a convincere Pep che però sembra propenso a dire no. Qualsiasi altro allenatore sarà un piano B. Restano sempre vive le piste Mancini, Pirlo e Pioli.
I progressisti cercavano un morto da strumentalizzare in campagna elettorale, come è accaduto con George Floyd oltreoceano. Ma la fretta rischia di portarli a spacciare per martire chi non lo è affatto.
In Fratelli d’Italia è caccia ai franchi tiratori che hanno affossato l’intento del premier: premiare il politico che conquista consensi e non più chi vive di rendita. Francesco Lollobrigida: «Alcuni vigliacchetti privi di coscienza civile».
Il viceministro: «Intelligenza artificiale e digitale sono la grande sfida del futuro».
Allo studio un modello olistico che mappi il territorio e, attraverso l’IA, consenta di prendere decisioni efficienti. Solo così sazieremo la sete di data center e campi.
La Cgia di Mestre denuncia il collasso delle reti di distribuzione: persi 157 litri al giorno per cittadino. Il danno economico per il Paese sfiora i 10 miliardi di euro all’anno. Altro che Green deal: si parta da qui.
La Commissione sogna la stretta ambientalista sull’uso dei fondi del budget comunitario. Roma si oppone: sarebbe il colpo fatale a industrie e competitività. E insieme a Parigi e Berlino spinge per la riforma degli Ets.
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