È stato dato dalla Camera il via libera bipartisan, con 244 voti favorevoli, per l’emendamento al decreto Sport del ministro Andrea Abodi che prevede una stretta sulla sicurezza delle piscine. Verrà applicato uno stop per gli impianti con bocchettoni non a norma che coinvolgerà piscine pubbliche e private aperte al pubblico e a uso collettivo, con un fondo stanziato di circa 5 milioni di euro per il pubblico.
Dovranno essere garantiti degli standard di sicurezza tali da evitare l’effetto ventosa, il quale può essere provocato dai sistemi di ricircolo e dalle prese di aspirazione, dai bocchettoni alle griglie di fondo. Qualora non venissero applicate le modifiche atte all’adeguamento delle piscine, scatterà l’immediata chiusura dell’impianto fino alla messa a norma. È invece saltata all’ultimo l’obbligatorietà della cuffia da nuoto per gli under 16 che era stata proposta da Laura Cavandoli, deputata della Lega, e che è stata ritirata poco prima dell’approvazione dell’Aula della Camera sulla modifica al decreto Sport.
L’emendamento arriva dopo le numerose tragedie delle ultime settimane. Il 18 luglio, a Milano Marittima, una bambina austriaca di 4 anni è annegata nella piscina di un hotel. Settimana scorsa Alice, una bambina di 11 anni, è stata risucchiata dal bocchettone di una piscina a Sestri Levante. L’accaduto a detta della maggioranza ha messo definitivamente in luce la necessità di mettere in sicurezza le piscine italiane e il fatto che questo intervento non fosse più rinviabile. L’ultimo grave caso, emerso proprio durante il semaforo verde della Camera per il decreto, è avvenuto l’altro ieri a Monterotondo, in provincia di Roma, dove un bambino di 5 anni ha perso la vita. Tre persone sono state indagate, dalla Procura di Tivoli, per omicidio colposo.
Il fatto è avvenuto in una piscina comunale, mentre si svolgevano le attività ricreative di un centro estivo. I carabinieri della Compagnia e della Stazione di Monterotondo, con il coordinamento della Procura, sono impegnate nello svolgimento delle indagini per ricostruire la vicenda e per identificare con sicurezza ogni persona tenuta a garantire e tutelare la sicurezza degli utenti dell’impianto. La tragedia è avvenuta di mattina quando il minore si trovava con altri 15 bambini, appartenenti al medesimo centro estivo, all’interno di una piscina profonda circa 1,20 metri.
Secondo l’Istituto superiore di Sanità sono 75 i casi di morti avvenute nelle piscine italiane dal 2022 ad oggi. Solo tra il 2024 e il 2025 se ne contano 37, con oltre la metà che vede protagonisti minori di 14 anni.
«Troppi bimbi morti in piscina». Queste le parole, a margine di un convegno del Sib, del ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini, il quale afferma che la norma sarà «operativa dal 1 agosto».
Il presidente della Commissione cultura e sport della Camera e deputato di Fratelli d’Italia Federico Mollicone, il capogruppo di Fratelli d’Italia in VII Commissione Alessandro Amorese e il relatore del decreto sport e deputato di Fratelli d’Italia Gimmi Cangiano hanno dichiarato: «Come ha scritto Giorgia Meloni nel giugno 2026 alla mamma di Matteo, un’altra drammatica scomparsa per queste cause: “Serve una legge nazionale che riduca al minimo il rischio che si possa morire in una piscina, com’è purtroppo accaduto a Matteo. E ad altri bambini e ragazzi in questi mesi”. Il ministro Musumeci sta lavorando in questo senso con un ddl che sarà approvato in autunno. Nel frattempo c’era urgenza di intervenire e, come Parlamento, lo abbiamo fatto».
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