La Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha respinto la richiesta avanzata dalla Procura di Roma di acquisire le chat tra il deputato di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro Delle Vedove e il ristoratore Mauro Caroccia. La decisione ha provocato dure proteste delle opposizioni, in particolare del M5s che è arrivato a occupare i banchi del governo al Senato.
Il centrodestra ha votato a favore della proposta del relatore del testo, l’azzurro Pietro Pittalis, negando l’autorizzazione al sequestro della corrispondenza. Il centrosinistra ha votato contro. «La relazione ha messo in luce le criticità della richiesta della Procura di Roma relative alla genericità dell’oggetto, all’assenza di delimitazione temporale e alla mancata dimostrazione dell’impraticabilità di mezzi meno invasivi», ha detto Pittalis. La vicenda riguarda l’inchiesta sulla cosiddetta Bisteccheria d’Italia, il ristorante nel quale Delmastro era stato in società con Caroccia, considerato dagli inquirenti prestanome del clan Senese. Caroccia, già condannato in via definitiva a quattro anni di reclusione nell’ambito dell’inchiesta «Affari di famiglia», è ora in carcere. Gli inquirenti avevano chiesto di poter utilizzare le chat intercorse tra i due, considerate rilevanti ai fini delle indagini.
La tensione dopo la bocciatura della giunta è arrivata nell’aula di Palazzo Madama, dove i senatori pentastellati hanno esposto alcuni cartelli con la scritta «Fuori le chat» e «Vergogna», tra le proteste dei colleghi di Fdi, che hanno risposto con «Buffoni!». Il caos è degenerato in momenti di forte tensione quando il senatore di Fdi Roberto Menia ha raggiunto il capogruppo dei 5 stelle, Luca Pirondini, e ha strappato il cartello con la scritta «Fuori le chat». Nel parapiglia è intervenuto anche il questore del Senato, Gaetano Nastri, che è stato colpito a un ginocchio senza riportare conseguenze. Nelle immagini in aula si vede nella mischia anche il senatore di Fdi, Raoul Russo, con gli occhiali che volano via. Russo ha confermato i fatti aggiungendo di aver reagito agli insulti ricevuti dai 5 stelle con l’accusa di essere «responsabili di depistaggi» e contro la presidente della commissione Antimafia, Chiara Colosimo. La bagarre ha costretto la presidente di turno, Mariolina Castellone, a sospendere la seduta.
Durissimo il commento delle rappresentanti del M5s nella Giunta per le autorizzazioni della Camera, Enrica Alifano, Carla Giuliano e Daniela Torto, che hanno accusato la maggioranza di avere utilizzato l’organismo parlamentare per impedire l’acquisizione del materiale richiesto dalla Procura: «Le giunte delle autorizzazioni di Camera e Senato sono diventate organi scudificio per i politici del centrodestra, la maggioranza respinge qualsiasi richiesta dei magistrati, a prescindere da ogni valutazione di merito. Devono solo proteggere sé stessi. Dovendo trovare degli argomenti di facciata, si nascondono, come oggi sul deputato Delmastro, dietro argomentazioni infondate come una presunta genericità della richiesta della Procura di Roma. La verità è che la Procura ha affermato che le comunicazioni tra Caroccia e Delmastro sono indispensabili per capire se, come si ipotizza, i Caroccia nel ristorante in cui erano in società con Delmastro riciclassero denaro per conto del clan Senese». Alla protesta dei 5 stelle si è aggiunta quella del Pd, con il capogruppo dem nella giunta, Antonella Forattini, che, contestando la decisione, ha sostenuto che il diniego rischia di complicare il lavoro degli inquirenti. «Il Pd non intende accettare questo svilimento del ruolo del Parlamento e del lavoro della magistratura. Continueremo a denunciare con fermezza ogni tentativo di creare zone d’ombra o corsie preferenziali di impunità per chi governa il Paese», cosi il deputato dem Matteo Orfini. Per il capogruppo Avs, Peppe De Cristofaro: «È La solita destra che usa due pesi e due misure: scudano amici e sodali, mentre usano le leggi contro chi dissente e manifesta». Dopo la bocciatura della giunta il verdetto definitivo sarà emesso dall’Aula di Montecitorio.
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