Negli ultimi mesi Gioventù Nazionale, insieme a Modavi – Protezione Civile e Opes Italia, ha coordinato una vasta raccolta di aiuti umanitari destinati alla popolazione libanese colpita dal conflitto nel Sud del Paese.
L’iniziativa ha coinvolto decine di città italiane e ha portato alla raccolta di 20 tonnellate di materiale, suddivise in 45 pallet, trasportati in Libano grazie al supporto dell’Aeronautica Militare, attraverso un aereo trasportatore 767 dell’Aeronautica Militare.
I materiali raccolti vanno dai beni di prima necessità (alimenti, prodotti per l’igiene personale) al materiale scolastico (libri, quaderni, penne, pennarelli, cancelleria). Questi ultimi saranno donati al Patriarcato greco-melchita per aprire un’aula studio nel villaggio di Rabieh, nel Sud del Libano. Qui verrà intitolata un’aula studio ad Almerigo Grilz.
Il materiale raccolto dai militanti di Gioventù Nazionale di tutta Italia verrà recapitato ad associazioni locali che si occupano di aiutare gli sfollati e i libanesi in difficoltà. Fra queste: Caritas libanese, il Patriarcato latino di Antiochia, Sheild Association e COSMO.
La delegazione che ha accompagnato la prima consegna del materiale era composta da Carlo Fidanza, eurodeputato; Massimo Milani, deputato; Andrea Piepoli, dirigente nazionale di Gioventù Nazionale; Francesco Todde, presidente GN Roma; Emanuele Buffolano, presidente Modavi, insieme ad altri militanti di Gioventù Nazionale provenienti da tutta Italia.
Ad accogliere la delegazione erano presenti, oltre ai militari italiani del contingente UNIFIL, anche l’ambasciatore italiano Fabrizio Marcelli, il generale Stefano Abagnara (UNIFIL) e il colonnello Cortone.
Visto il continuo afflusso di donazioni, è già prevista una seconda missione di consegna a settembre. Il nostro impegno per il Libano non si ferma.
Le dichiarazioni:
Massimo Milani (FdI): «C’è grande soddisfazione per questo primo viaggio di consegna nelle mani di associazioni importanti, con cui stabilire un rapporto duraturo. Il rapporto dell’Italia con il Libano è profondo, come testimonia UNIFIL, che dal 1978 è quasi sempre a guida italiana. L’esempio virtuoso di una nazione multiconfessionale va difeso: lo Stato libanese prova dagli anni ’40 a vivere questo modello, spesso messo in difficoltà da interferenze esterne. Ma il popolo libanese ha dimostrato una resilienza straordinaria e continua a difendere questa convivenza».
Carlo Fidanza (FdI): «È la dimostrazione concreta di una solidarietà che si aggiunge alla storica presenza italiana nella missione UNIFIL e all’intenso lavoro diplomatico che sta realizzando il governo per la stabilizzazione dell’area e il contributo alla pace».
Emanuele Buffolano (Modavi): «Abbiamo mantenuto l’impegno preso tre mesi fa. Esistono percorsi istituzionali che garantiscono che le donazioni arrivino davvero a chi ne ha bisogno».
Francesco Todde (GN Roma): «Un momento emozionante, la conclusione di un lungo percorso. Ore di volontariato e militanza, sacrifici condivisi. È la dimostrazione – dichiara Todde – che la solidarietà riesce ad abbattere qualsiasi distanza. Dietro ogni imballaggio c’è il volto di un volontario che ha scelto di esserci e quello di un cittadino che ha deciso di donare a chi ha perso quasi tutto. Visto il successo e le tante aziende che ci stanno contattando, a settembre saremo già pronti per la seconda consegna».
On. Paolo Inselvini, eurodeputato FdI-ECR: «È con grandissima soddisfazione e con grande onore che abbiamo cercato di aiutare e di stare a fianco dei nostri fratelli libanesi, in primis i nostri fratelli cristiani, che stanno soffrendo più di tutti una guerra che non hanno mai voluto, ma in generale tutta la popolazione civile che è martoriata da questa guerra. Purtroppo le bombe continuano a cadere: più di un milione di persone sono attualmente sfollate dopo essere state costrette ad abbandonare le proprie case.
Di fronte a questa tragedia noi abbiamo deciso di stare a fianco dei libanesi ancora in tempi non sospetti. Non è un caso, infatti, che io sia stato in Libano, e proprio nel Sud del Libano, lo scorso ottobre, prima ancora che ci fosse una recrudescenza del conflitto. Una guerra che, nel silenzio dell’Occidente e dell’Europa, va avanti da anni.
Quindi abbiamo sentito forte il richiamo all’aiuto di un popolo, di una civiltà millenaria che è, nel Medio Oriente, un esempio di convivenza, coesistenza ed equilibrio fra diverse etnie e tradizioni religiose. I militanti di tutta Gioventù Nazionale hanno sentito forte il richiamo all’aiuto di queste persone anche perché troppo spesso, qui in Europa e anche in Italia, la stampa ha taciuto rispetto alle sofferenze di questo popolo.
Ed è così che, lasciando stare la propaganda inutile dei sinistri che attraverso la flottiglia volevano semplicemente provocare senza aiutare davvero le persone, noi, da un lato, non indietreggiamo di un millimetro rispetto all’affermazione della verità e quindi alla denuncia delle sofferenze patite dalla popolazione sotto i bombardamenti israeliani; allo stesso tempo abbiamo cercato di collaborare con l’esercito, con le associazioni di volontariato e con il governo libanese, affinché potesse arrivare vero aiuto da parte nostra.
E per questo va un grandissimo ringraziamento a tutti i militanti di Gioventù Nazionale, perché hanno dato ancora una volta l’esempio di cosa voglia dire fare militanza nella Destra: principi chiari, valori eterni e profondi e, allo stesso tempo, il coraggio di metterli in pratica, anche quando potrebbe non convenire. Per questo noi di Gioventù Nazionale abbiamo dimostrato ancora una volta cosa voglia dire la coerenza.
Nel nostro piccolo vogliamo accogliere il richiamo del cardinale Pizzaballa e di Papa Leone XIV: vogliamo provare a essere operatori di pace, perché queste piccole azioni possono dare speranza alle tante persone civili, ai cristiani in particolare che – come dice il vescovo di Tiro Iskandar – non si arrendono e non abbandoneranno la loro terra perché vogliono semplicemente vivere in pace a casa loro».
Andrea Piepoli, dirigente nazionale di Gioventù Nazionale: «Il Libano ha storici rapporti con l’Italia e l’Europa. Tuttavia, il dramma della sua popolazione civile non è adeguatamente attenzionato dai media. Intollerabile per una nazione a maggioranza cristiana e che ospita un importante contingente italiano inquadrato nella missione UNIFIL, a comando italiano e impegnato da decenni nella pace. La nostra presenza domenica a Beirut è servita specialmente per aumentare le luci su questo piccolo lembo di terra sul Mediterraneo.
L’obiettivo della nostra missione, nata su iniziativa di Modavi Protezione Civile e Opes, supportata sin dall’inizio da Gioventù Nazionale e Azione Studentesca, era di portare a Beirut la maggior parte di beni di prima necessità, tra alimenti, farmaci, prodotti per l’igiene e per bambini.
La consegna di domenica sera di tutto il materiale alle autorità militari, che si impegneranno a trasferirlo a Onlus, enti e associazioni locali, tra cui Caritas Libanese e il Patriarcato latino, è il traguardo più bello e che ha restituito il senso più alto del lavoro di questi mesi.
È la dimostrazione di come, quando il mondo dell’associazionismo si mescola con il volontariato giovanile, nascano grandi storie da raccontare. Seguiranno altre missioni dopo questa».