Fondi in anticipo agli agricoltori. Mossa anti rincari di Lollobrigida
Francesco Lollobrigida (Ansa)

Se la siccità spaventa gli agricoltori, arriva almeno un’irrigazione economica che fa respirare i bilanci. Il ministro per l’agricoltura e la sovranità alimentare Francesco Lollobrigida ha rotto gli indugi: servono soldi per salvare i campi, così ha deciso di sbloccare in anticipo 1,67 miliardi di contributi Pac colmando le troppe promesse mancate di Bruxelles.

L’Agea – che peraltro questo ministro ha riformato – e le altre agenzie erogheranno la prima tranche di 680 milioni entro il 30 luglio, le «casse» regionali entro il 30 agosto erogheranno altri 621 milioni di euro ed entro il 15 ottobre tutti gli enti «pagatori» verseranno agli agricoltori 368 milioni. Questo significa che i pagamenti avvengono a data certa e con ammontare stabilito. L’azione del ministero è tale per cui dieci regioni che sono investite direttamente dai pagamenti Agea sanno già al 30 luglio quanto viene erogato (Lazio: 49,196 milioni di euro, Campania: 48,165 milioni di euro, Puglia: 155,542 milioni di euro, Basilicata: 40,317 milioni di euro, Sicilia: 121,979 milioni di euro, Molise: 20,184 milioni di euro, Marche: 47,175 milioni di euro, Abruzzo: 31,188 milioni di euro, Umbria: 30,087 milioni di euro, Valle d’Aosta: 3,2 milioni di euro) e così le altre sette regioni che riceveranno i fondi che saranno erogati attraverso i cosiddetti «pagatori regionali». Agrea (Emilia-Romagna): 135 milioni di euro, OP Lombardia: 100 milioni di euro, Artea (Toscana): 74 milioni di euro, Avepa (Veneto): 106 milioni di euro, Arpea (Piemonte): 112 milioni di euro, Arcea (Calabria): 59 milioni di euro Argea (Sardegna): 35 milioni di euro).

Il ministro Francesco Lollobrigida annunciando le misure commenta: «In questo momento di grande crisi geopolitica che condiziona l’economia di tutte le nazioni non c’è tempo da perdere e per questo ho dato mandato ad Agea e agli altri enti regionali di pagare in anticipo 1,67 miliardi di euro di risorse Pac. Sono risorse per sostenere gli agricoltori in tempi di costi crescenti ed evitare che aumenti il costo del carrello della spesa per tutti i cittadini. Tre anni fa avevo preso un impegno: dare agli agricoltori i loro soldi e in data certa. In passato lo Stato non ha rispettato i tempi; pagare in ritardo era la regola. Oggi diamo le risorse della Pac agli agricoltori in anticipo di 80 giorni rispetto ai tempi dettati da Bruxelles e di addirittura 10 mesi rispetto al passato».

Va ricordato che all’agricoltura in questi quattro anni il governo di Giorgia Meloni ha destinato 16,8 miliardi, di cui 8,9 miliardi vengono dagli stanziamenti Pnrr. Altri quasi 4 miliardi (considerando anche le risorse che vengono attivate col decreto Coltivitalia) arrivano direttamente alle imprese attraverso anche l’anticipo di questi fondi Pac. Lollobrigida ha posto l’accento sul disboscamento burocratico al contrario di quanto fa la Commissione europea che con il nuovo quaderno di campagna digitale crea, soprattutto ai piccoli agricoltori delle zone svantaggiate, ulteriori complicazioni. Sostiene il ministro: «Un imprenditore deve avere le risorse che gli spettano in tempi certi per non essere costretto ad indebitarsi per garantire i suoi impegni. Questo porta un vantaggio anche a tutti cittadini, evitando che l’aumento dei costi di produzione ricada sul carrello della spesa». Il ministro ha sottolineato che «Agea (è l’agenzia che è il braccio operativo del ministero ed eroga tra l’altro i fondi Pac, ndr) diretta da Fabio Vitale, che ringrazio, è stata riorganizzata, ha investito in tecnologie e ha fatto con grande anticipo le pratiche amministrative e i controlli satellitari che consentiranno a tutti gli organismi pagatori di essere i primi in Europa a remunerare gli agricoltori per il loro lavoro. Abbiamo detto che avremmo messo al centro il settore primario», ha concluso il ministro, «e abbiamo mantenuto l’impegno».

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