La vita di Gina Lollobrigida in una docuserie HBO Max
«Gina Lollobrigida - Diva Contesa» (HBO Max)

Gina Lollobrigida – Diva Contesa. La docuserie HBO Max ricostruisce la vita dell’attrice, concentrandosi sugli ultimi anni e sul caso dell’eredità che ha coinvolto Javier Rigau, Andrea Piazzolla e il figlio Milko Skofic, tra accuse, contese e ricostruzioni giudiziarie.

Non la diva, ma la donna nella sua versione più fragile, quella anziana, ormai, circuita dalle persone che più avrebbero dovuto amarla. Gina Lollobrigida – Diva Contesa, prima produzione originale italiana della piattaforma Hbo Max, non è (solo) un tributo agli anni d’oro dell’attrice, alla sua vita magnifica e ai suoi successi.

Soprattutto, è un tentativo di capire cos’abbia segnato gli ultimi momenti della sua esistenza e cosa abbia portato all’esplosione mediatica di quel che, poi, è stato ribattezzato come vero «caso». La serie televisiva, tre episodi disponibili online a partire da venerdì 3 aprile, percorre veloce l’epoca dei fasti, quasi ad averne bisogno come contrappunto. Come alibi, come a dire che non è sempre stato così, che un’alternativa, una finestra in cui la Lollo sia stato altro, c’è stata, splendida e ampia. Gli esordi, il cinema, la consacrazione a diva. Poi, verso la fine, l’involuzione. E, nel mezzo, una riflessione sulla fama, gioie e dolori.

Gina Lollobrigida – Diva Contesa, pur restituendo un’immagine vivida dell’attrice, corre veloce fino agli anni precedenti la sua morte. Quelli in cui Javier Rigau, imprenditore spagnolo che si dice abbia frequentato la Lollo sin dal 1976, dai suoi quindici anni contro i quarantanove di lei, ha provato a vendersi come marito dell’attrice, cercando parimenti di allungare le mani sul suo patrimonio. Lo spagnolo, la cui esistenza è stata tenuta segreta fino al 2006, quando la diva ha reso nota l’intenzione di voler convolare a nozze, avrebbe sposato l’attrice per procura, il 29 novembre 2011. Avrebbe, perché la Lollobrigida in seguito ha dichiarato di non aver mai delegato le proprie funzioni.

Dunque, l’intervento di Papa Francesco, che nel 2019 ha chiesto alla Sacra Rota di annullare il matrimonio, definito inesistente. Rigau non avrebbe mai ricoperto il ruolo di marito. Eppure, negli anni, sarebbe riuscito a instaurare un ottimo rapporto con il figlio dell’attrice, Milko Skofic. Ed è con lui che, alla morte dell’amata, avvenuta il 16 gennaio 2023, ha polemizzato. La ripartizione dei beni della diva, stimati tra i dieci e i venti milioni di valore, sarebbe stata ingiusta. Di qui, la richiesta di avere oltre un milione di euro di eredità. Una richiesta giudicata folle e sconsiderata da Andrea Piazzolla, assistente di Gina Lollobrigida. Sono stati questi tre uomini, Rigau, Piazzolla e Skofic, a mettere in piedi il gran caso della diva contesa, ciascuno promettendo e strepitando di conoscerla meglio degli altri e di loro amarla. Sono stati loro ad accusarsi, reciprocamente, di plagio e ruberie, di truffa, senza però arrivare ad un dunque. Rigau, che da quel gennaio 2023 reclama il ruolo di vedovo ufficiale, è stato escluso dal testamento della Lollo, la quale ha deciso, invece, di lasciare metà del suo patrimonio al figlio, metà all’assistente.

Nulla di sindacabile, sulla carta. Peccato, però, che negli anni i beni dell’attrice si siano notevolmente ridotti. Quel tesoretto di dieci-venti milioni di euro, comprensivo dell’arcinota e magnifica villa sull’Appia Antica, è stato eroso, lasciando spazio a debiti e ombre. Piazzolla, nel frattempo, è stato condannato per aver sottratto alla diva parti consistenti del suo patrimonio, negli anni compresi fra il 2013 e il 2018. Ma la condanna non lo ha portato a perdere i propri diritti sul lascito della Lollobrigida, conteso come da titolo dello show.

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