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Il coronavirus non ferma il Giappone. E i turisti diventano virtuali

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Il coronavirus non ferma il Giappone. E i turisti diventano virtuali
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  • Sebbene non si conoscano ancora le tempistiche di riapertura dei voli verso l'Oriente, i tour digitali spopolano sul web e mostrano le bellezze di un Paese che, nell'anno delle Olimpiadi, si è ritrovato ad affrontare per la prima volta l'assenza totale di visitatori dall'estero.
  • Il gruppo teamLab, responsabile di due musei interattivi a Tokyo, ha dato vita a una nuova installazione completamente digitale a cui tutti possono partecipare. Basta disegnare un fiore.
  • Il museo dello Studio Ghibli, responsabile per i più celebri film d'animazione giapponesi, ha creato il suo profilo Youtube dove ogni settimana carica video tour virtuali.
  • Trascorri mezz'ora con una geisha di Hakone tra balli e canzoni. Su Zoom.
  • A 75 anni dalla distruzione di Hiroshima, visitate il «parco della pace» e partecipate alla cerimonia delle lanterne.

Lo speciale contiene cinque articoli e gallery fotografiche.

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Steve McCurry in mostra a Parma
Agra, Utar Pradesh, India, 1999 ©Steve McCurry

Dall’India alla Cambogia, dall’Afghanistan al Pakistan, sino a 12 aprile 2026 le sale di Palazzo Pigorini a Parma ospitano una grande mostra dedicata Steve McCurry, nome importante della fotografia contemporanea. Fra ritratti, paesaggi e squarci di vita quotidiana, esposte le immagini più belle realizzate in ogni angolo del mondo in oltre quarant’anni di carriera.

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Casanova era pazzo delle ostriche. E paragonava le femmine ai ragù
Nel riquadro, un ritratto di Giacomo Casanova (IStock)
Il grande seduttore veneziano fu un palato libero: passava con disinvoltura dalle bettole alle tavole nobiliari. Grandissimo divoratore di riso, il cibo faceva da sfondo decisivo ai divertimenti e alle sue conquiste amorose.
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Come raccontato dal vicedirettore Francesco Borgonovo a Tivù Verità, nuovo scontro nel caso della famiglia nel bosco: l’assistente sociale ha denunciato per violenza privata gli avvocati dei Trevallion. Intanto la garante dell’infanzia Marina Terragni replica duramente ai servizi sociali e parla di segnali di disagio nei bambini.
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L’atelier delle donne vittime di violenza. Dove gli abiti «feriti» avvolgono la dignità
Kulsum Shadab Wahab, fondatrice di Ara Lumiere, tra i capi della collezione «Wounds of Gold»
Il brand Ara Lumiere presenta la collezione «Wounds of Gold». Ogni capo è un racconto di rinascita e di ritrovata indipendenza.

Per la stagione Fall/Winter 2026-2027, il brand di moda sostenibile Ara Lumiere presenta «Wounds of Gold», una collezione che esplora il potere trasformativo dell’abbigliamento e restituisce al corpo il suo valore simbolico, estetico e identitario. Più che una semplice proposta stagionale, il progetto si configura come una dichiarazione culturale: un racconto di resilienza, memoria e rinascita che prende forma attraverso la sartorialità. Alla guida del marchio c’è Kulsum Shadab Wahab, filantropa ed executive director della Hothur Foundation.

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