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Gender, Pro Vita & Famiglia: «Grave e pericolosa iniziativa del Comune di Roma»

Gender, Pro Vita & Famiglia: «Grave e pericolosa iniziativa del Comune di Roma»

«È gravissimo e pericoloso per i nostri bambini il fatto che a Roma, presso la Biblioteca Interculturale 'Cittadini del Mondo', dal 26 febbraio si terrà un ciclo di tre incontri 'finalizzati a far conoscere storie di inclusione e amicizia senza pregiudizi di genere' e dal titolo 'Fiabe e racconti d'inclusione e amicizia per bambin* e ragazz*'. È inaccettabile, poi, che questo corso sia pubblicizzato sul sito del Comune di Roma. Il sindaco Raggi intervenga e blocchi quest'assurdità» hanno poi chiesto Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita & Famiglia, Onlus organizzatrice del Congresso delle Famiglie di Verona. «Vi sembra normale, poi, che saranno 'le Drag Queen Cristina Prenestina e Paola Penelope' che accoglieranno, insieme agli operatori e alle operatrici "Cittadini del Mondo" le scuole del territorio che vorranno partecipare agli incontri, che oltretutto saranno gratuiti? I cittadini romani non vogliono pagare di tasca propria queste iniziative vergognose, che indottrinano i nostri figli su teorie che nel mondo sono già oggetto di revisione e di passi indietro, dopo i danni che hanno fatto. Non esistono sessi aggiuntivi oltre al maschio e alla femmina affermano i biologi» ha quindi proseguito Pro Vita & Famiglia. In conclusione, da Brandi e Coghe è partito l'invito ai genitori «a non far partecipare i propri figli e a prestare attenzione a questi eventi, perché i bambini sono i più vulnerabili al negazionismo sessuale e il concetto di identità di genere invece del sesso biologico è una dannosa intrusione nella sfera intima dei nostri figli».

Oggi Pro Vita & Famiglia lancia la petizione. Qui il link per firmarla.

Il gioielliere costretto a pagare il danno biologico al rapinatore
Mario Roggero
Una vedova di un militare morto nell’attentato del 2003 in Iraq restò a bocca asciutta, in quanto «convivente non sposata». Per i congiunti dei delinquenti invece nessun problema: sono già 15 a essersi costituiti in massa.

A breve Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato per aver sparato a tre rapinatori, uccidendone due e ferendo il terzo, dovrà dire addio a ogni suo bene. La sua casa e i soldi guadagnati in una vita da lui e dalla sua famiglia serviranno a pagare i parenti dei rapinatori, i quali hanno chiesto un indennizzo del valore di 3,3 milioni e il tribunale ha già concesso loro una provvisionale esecutiva di 780.000 euro, cui si devono aggiungere decine di migliaia di euro di parcelle degli avvocati. Le famiglie dei banditi, del resto, si sono costituite in massa: madri, figli, sorelle, fratelli e conviventi. In totale 15 persone, tutte a rivendicare un risarcimento per la morte dei loro cari, che, impegnati in una rapina, sono stati inseguiti da Roggero.

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La Meloni blinda i soldati di «Strade sicure»
Ansa
Il premier visita i militari con i nuovi mezzi a Termini: «Altro che depotenziare la missione». La sinistra polemizza ancora sull’Ice alle Olimpiadi. In ansia persino l’Onu. Ma Matteo Salvini chiarisce: «Solo tecnici in sala operativa». Antonio Tajani: «Protestano per tre persone».

Quelli di Avs dicono che, «con le ricette di Matteo Salvini in tema di sicurezza, l’Ice sarebbe già in Italia». Per il momento ci sono i militari di «Strade sicure». Il giorno dopo l’annuncio del potenziamento del presidio di Termini e del Colosseo, con l’impiego di altri tre blindati e 12 uomini, Giorgia Meloni è andata alla stazione di Roma «a ringraziare i nostri militari impegnati a difesa della sicurezza dei cittadini». «Altro che depotenziamento di “Strade sicure”», ha scritto su Instagram, dove ha pubblicato una sua foto con i soldati, accanto ai Puma dell’esercito. Il suo intervento pone fine alla querelle sorta nel centrodestra sui fondi del riarmo: il vicepremier leghista e Guido Crosetto avevano bisticciato a proposito del rifinanziamento della missione di pattugliamento delle città. Il leader del Carroccio chiedeva di stanziare più soldi per quella che per gli arsenali; e il ministro della Difesa parlava di «polemica inutile», poiché i soldi c’erano già.

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Askatasuna non caccia i violenti e sfida Torino: «Avanti col corteo»
Ansa
Il centro sociale respinge la mediazione del prefetto. Perquisite le case di due attivisti.

Nessuna mediazione. Gli attivisti del centro sociale Askatasuna hanno respinto le richieste del prefetto di Torino di sfilare in un unico corteo indetto contro lo sgombero avvenuto il 18 dicembre scorso. «Avreste dovuto pensarci prima», hanno replicato, confermando i tre cortei che marceranno sotto lo slogan «Ci riprenderemo la città». Partiranno dalle stazioni ferroviarie di Porta Nuova e Porta Susa e a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, confluiranno in piazza Vittorio Veneto, in centro città, per poi ripartire in un unico serpentone. E proprio per l’occupazione di Palazzo Novo, ieri, il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha avuto un colloquio telefonico con la rettrice dell’Università, Cristina Prandi, alla quale ha espresso forte preoccupazione per le condizioni di sicurezza degli ambienti coinvolti, assicurando alla rettrice il pieno supporto del Ministero per affrontare una situazione definita inaccettabile: «L’università non è e non diventerà mai un centro sociale, è uno spazio di libertà e dialogo non di violenza».

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Paranoia e insulti per una «schedatura» che non esiste. Ma la lista rossa è ok
Ansa
Non si placa la polemica sul questionario di Azione studentesca Sull’iniziativa analoga dei collettivi, invece, nessuno ha da ridire.

Basterebbe memorizzare il format e confinarlo lì dove dovrebbe stare, in mezzo alla spazzatura mediatica. E invece per l’ennesima volta, riguardo l’ennesima polemica montata sul nulla cosmico, sono state riempite intere pagine di giornale e dedicate puntate di talk show che hanno avvelenato il dibattito. Tutto nasce da un’iniziativa di Azione studentesca, il movimento giovanile di Fratelli d’Italia che, in un sondaggio dedicato alla scuola, tra le varie domande sottoposte a chi ha deciso di rispondere al questionario («Quali sono le condizioni dal punto di vista strutturale della tua scuola?», «Quali sono le principali problematiche?», «La tua classe andrà in gita quest’anno? Se no, per quale motivo?» e via dicendo) ne ha inserita una in cui è stato chiesto «Hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni?».

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