Gender, Pro Vita & Famiglia: «Grave e pericolosa iniziativa del Comune di Roma»

Gender, Pro Vita & Famiglia: «Grave e pericolosa iniziativa del Comune di Roma»

«È gravissimo e pericoloso per i nostri bambini il fatto che a Roma, presso la Biblioteca Interculturale 'Cittadini del Mondo', dal 26 febbraio si terrà un ciclo di tre incontri 'finalizzati a far conoscere storie di inclusione e amicizia senza pregiudizi di genere' e dal titolo 'Fiabe e racconti d'inclusione e amicizia per bambin* e ragazz*'. È inaccettabile, poi, che questo corso sia pubblicizzato sul sito del Comune di Roma. Il sindaco Raggi intervenga e blocchi quest'assurdità» hanno poi chiesto Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita & Famiglia, Onlus organizzatrice del Congresso delle Famiglie di Verona. «Vi sembra normale, poi, che saranno 'le Drag Queen Cristina Prenestina e Paola Penelope' che accoglieranno, insieme agli operatori e alle operatrici "Cittadini del Mondo" le scuole del territorio che vorranno partecipare agli incontri, che oltretutto saranno gratuiti? I cittadini romani non vogliono pagare di tasca propria queste iniziative vergognose, che indottrinano i nostri figli su teorie che nel mondo sono già oggetto di revisione e di passi indietro, dopo i danni che hanno fatto. Non esistono sessi aggiuntivi oltre al maschio e alla femmina affermano i biologi» ha quindi proseguito Pro Vita & Famiglia. In conclusione, da Brandi e Coghe è partito l'invito ai genitori «a non far partecipare i propri figli e a prestare attenzione a questi eventi, perché i bambini sono i più vulnerabili al negazionismo sessuale e il concetto di identità di genere invece del sesso biologico è una dannosa intrusione nella sfera intima dei nostri figli».

Oggi Pro Vita & Famiglia lancia la petizione. Qui il link per firmarla.

A Cannes vince la polemica (e la censura)
Il regista Michel Hazanavicius (Ansa)

Di titoli, dentro e fuori il concorso del Festival di Cannes, ce ne sono anche quest’anno. Anno in cui la polemica, la maggiore, ha travolto un film francese, colpevole di essersi chiamato semplicemente Z. Doveva essere la Z di Zombie, ma è stato deciso che quella Z avrebbe evocato Vladimir Putin e il conflitto atroce con l’Ucraina, e quindi Michel Hazanavicius, regista della pellicola, ha dovuto rimpiazzare la Z con un titolo meno ambiguo, Coupez! (Cut!).

Il vizio italico di subire in silenzio riverbera già nei libri di 110 anni fa
(Getty Images)
«Old Calabria» è l’opera di uno scrittore scozzese che attraversò la regione nel 1911 e scrisse di musei chiusi per lavori, burocrazia mostruosa e un popolo che, anziché rifiutare un sistema sbagliato, preferiva conviverci.
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