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Gay, Pro Vita & Famiglia: «Le priorità di Zingaretti: premiare i gay con i nostri soldi, non le famiglie»

Gay, Pro Vita & Famiglia: «Le priorità di Zingaretti: premiare i gay con i nostri soldi, non le famiglie»
Nicola Zingaretti (Ansa)

«In uno dei momenti più tragici del nostro Paese dalla seconda guerra mondiale, il Pd targato Zingaretti ha dato prova delle sue priorità: non sostiene le famiglie ma sostiene i movimenti gay premiandoli anche a suon di contributi» hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia onlus, in merito all'iniziativa di supporto con 80.000 euro al progetto del Numero Verde anti omofobia Gay Help Line da parte della Regione Lazio.

«Un vero e proprio smacco a tanti imprenditori, commercianti e artigiani costretti a sopravvivere con contributi da fame. Ma è di più. La rapidità con cui queste associazioni arcobaleno sono state sostenute, ricordiamo anche il contributo del Governatore Rossi e dei suoi sodali sempre con 80.000 euro per il Consultorio Transgenere della Toscana, rappresenta una vera e propria offesa ai tanti medici e al personale sanitario che sta lavorando a contenere l'epidemia in questi mesi con sforzi inauditi e sovrumani» hanno proseguito i due vertici della onlus.

«Zingaretti pensa di continuare a investire così i soldi dei contribuenti dopo il caso delle mascherine fantasma? Le lobby gay non serviranno a vincere la guerra contro il coronavirus, mentre rappresentano sempre più chiaramente un danno per tutti i cittadini, distraendo importanti risorse al di fuori delle vere emergenze» ha concluso Pro Vita e Famiglia.

Francesco Cafiso, sassofonista siciliano che ha conquistato il mondo da giovanissimo senza dimenticare le sue radici, presenta il suo Vittoria Jazz Festival. Ricorda l’incontro che gli ha cambiato la vita, a 13 anni, con Wynton Marsalis. E rende omaggio al concittadino Arturo Di Modica, papà del Toro di Wall Street.

Iran: «C’è l’accordo». Con l’incognita pasdaran
(Ansa)
Il premier pakistano ottimista, verso la firma in Svizzera nel weekend. Trump striglia Netanyahu e gli europei: «Finora inutili, però saranno d’aiuto in futuro». Resta il giallo sui dettagli dell’intesa: secondo Washington, l’Iran ha diffuso delle bozze fasulle.
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