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Fuga dagli Emirati. Ingegneri italiani ritornano soppiantati dai colleghi asiatici

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Fuga dagli Emirati. Ingegneri italiani ritornano soppiantati dai colleghi asiatici
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Era la fine degli anni Novanta e Dubai era tutta da costruire. Poi è stata approdo di chi in Patria era colpito dalla crisi o, ancora, si è trovato tra gli esodati della prima ora. Nel 2012 i visti rilasciati agli italiani per spostarsi nel Golfo erano 3.000, nel 2016 erano già 13.000 con circa 150 nuovi arrivi al mese. I dati ufficiali dell'Aire registrano nel 2018 poco più di 11.000 presenze residenti. Nel 2017 erano più di 10.000 e nel 2016 circa 8.400. I flussi sono in forte calo mentre aumentano i rientri. Nel 2016 sono stati circa 200 e nel 2018 poco meno di 450. Un trend destinato ad aumentare e colpisce tutti i lavoratori occidentali al cui posto vengono preferiti indiani o asiatici che costano meno e non necessitano dei benefit costosi come casa e scuola per i figli.

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«Nei conflitti di oggi non esistono domini. Ora è tutto collegato»
Marco Arenare
L’esperto Marco Arenare: «La tecnologia muta gli scontri, ma alla fine ci saranno sempre uomini molto addestrati che dovranno decidere e agire».

Marco Arenare entra giovanissimo nella Marina militare. Ha un obiettivo: diventare un incursore del Comsubin. Ci riesce. Ma è solo l’inizio di una vita vissuta intensamente.

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«L’Italia può aiutare a sminare Hormuz»
L’ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica Vincenzo Camporini (Imagoeconomica)
L’ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica Vincenzo Camporini: «Gli Usa hanno soltanto vecchie navi, noi siamo all’avanguardia. La guerra in Iran s’avvia alla fine ma la strada è lunga: quello firmato è solo un memorandum».
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La ferrovia turco-saudita che preoccupa Israele
Un recente incontro tra il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan Al Saud (Getty Images)

La scorsa settimana, Turchia e Arabia Saudita hanno sottoscritto un accordo per realizzare una linea ferroviaria che dovrebbe collegare i due Paesi attraverso Siria e Giordania. In futuro, si prevede che l’opera venga estesa anche all’Oman: l’obiettivo, ha riferito il Times of Israel, è quello di creare una via commerciale terrestre che permetta di aggirare Hormuz.

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