True
2018-05-14
Mediaset rilancia Focus, sul digitale terrestre cultura e intrattenimento
True
Mediaset
Focus, le cui trasmissioni partiranno giovedì 17 maggio, è stato infilato al numero 35 del telecomando, laddove finora ha trovato spazio Italia 2 (spostato provvisoriamente al 120). «L'idea», ha spiegato Marco Paolini, direttore generale dei Palinsesti e della distribuzione di Mediaset, «è stata di collocare il canale all'interno di una fascia televisiva, quella compresa tra i numeri 28 e 36 del digitale terrestre, che in un giorno registra all'incirca 13 milioni di spettatori». La speranza, ha continuato il dg, è stata quella di creare con ciò «un canale illuminato», dove la divulgazione possa trovare più e varie declinazioni.
Bando, dunque, alla noia accademica. Ai tecnicismi e alle lectio televisive. Focus, omonimo tv del magazine Mondadori, avrà un palinsesto su misura, capace di parlare un linguaggio «serio, non serioso». Marco Costa, direttore delle reti tematiche, ha spiegato come il canale, finora appartenuto al gruppo Discovery Italia, tenterà di coniugare i documentari più moderni con l'intrattenimento hollywoodiano: quello dei grandi blockbuster, degli effetti speciali, della serialità. «Vorremo che Focus fosse il più vicino possibile all'attualità», ha spiegato Costa. «Abbiamo, perciò, deciso di non contrattualizzare i nostri prodotti per più di due anni, così da creare una library dinamica, in costante evoluzione. Abbiamo stretto un accordo con le eccellenze italiane, l'istituto Luce e i più blasonati tra i documentaristi e scelto di implementare la nostra offerta con film e serie tv che possano essere attinenti al brand».
Significa, questo, che il canale manderà in onda, di qui a fine anno, 500 ore di prime serate esclusive, dedicate su base giornaliera a un tema diverso. La domenica, per intendersi, sarà il giorno preposto alla divulgazione di carattere naturistico, il venerdì quello dedicato alla storia del Novecento. Ci sarà il paranormale, nel sabato, e l'astronomia il lunedì. E ci saranno, al fianco di prodotti quali Un anno nello spazio (in onda alle 21.15 del 17 maggio) e The story of God (dal 22 maggio), film come Gravity, Interstellar, La teoria del tutto.
«Abbiamo, addirittura, già chiuso un accordo per la prima coproduzione internazionale di Focus», ha continuato Costa, spiegando che sul canale sarà raccontata la storia di Erode. In un viaggio tra archeologia e cultura che per nulla al mondo, hanno giurato i piani alti Mediaset, è stato ispirato dal successo di Alberto Angela.
«Noi veniamo da un periodo complesso, nel quale abbiamo dovuto concentrare tutte le nostre risorse sulle reti principali così da sostenerne la raccolta pubblicitaria. Il Venti ci ha dato ottimi riscontri, aumentando lo share delle nostre tematiche di 1,2 punti percentuali in appena due mesi. Mancava il grip giusto», hanno detto, manifestando l'esigenza di riportare la divulgazione in Mediaset, completando un'offerta a più voci liquidata come trash. «Il trash, in programmi come il Grande Fratello, non è per noi né motivo di vergogna né motivo di esaltazione: semplicemente, alcuni momenti sono connaturati al genere reality. Abbiamo sempre avuto uno spazio per la cultura. La macchina del tempo, su Rete4, faceva ascolti record. Per Focus, oggi, ci auguriamo un 1% di share». Anche se Roberto Giacobbo, che secondo illazioni avrebbe dovuto lasciare Voyager per essere il volto del nuovo canale Mediaset, non sarà della partita. «È un dipendente Rai», hanno detto Costa e Paolini, non escludendo un domani la possibilità di affidare Focus a una persona fisica, il cui volto possa essere identificativo del canale.
Related Articles Around the Web
Continua a leggereRiduci
Mediaset, lo scorso aprile, ha lanciato il Venti. E l'operazione, volta ad ampliare la propria offerta tematica e, per conseguenza, il proprio pubblico televisivo, è andata tanto bene da aver indotto il Biscione a reiterarla. Il gruppo di Cologno, che con il canale 20 del digitale terrestre è riuscito a consolidare quel segmento di pubblico che l'Auditel indica come «giovane e commerciale», ha comprato Focus. Il canale per eccellenza preposto alla divulgazione scientifica.Focus, le cui trasmissioni partiranno giovedì 17 maggio, è stato infilato al numero 35 del telecomando, laddove finora ha trovato spazio Italia 2 (spostato provvisoriamente al 120). «L'idea», ha spiegato Marco Paolini, direttore generale dei Palinsesti e della distribuzione di Mediaset, «è stata di collocare il canale all'interno di una fascia televisiva, quella compresa tra i numeri 28 e 36 del digitale terrestre, che in un giorno registra all'incirca 13 milioni di spettatori». La speranza, ha continuato il dg, è stata quella di creare con ciò «un canale illuminato», dove la divulgazione possa trovare più e varie declinazioni. Bando, dunque, alla noia accademica. Ai tecnicismi e alle lectio televisive. Focus, omonimo tv del magazine Mondadori, avrà un palinsesto su misura, capace di parlare un linguaggio «serio, non serioso». Marco Costa, direttore delle reti tematiche, ha spiegato come il canale, finora appartenuto al gruppo Discovery Italia, tenterà di coniugare i documentari più moderni con l'intrattenimento hollywoodiano: quello dei grandi blockbuster, degli effetti speciali, della serialità. «Vorremo che Focus fosse il più vicino possibile all'attualità», ha spiegato Costa. «Abbiamo, perciò, deciso di non contrattualizzare i nostri prodotti per più di due anni, così da creare una library dinamica, in costante evoluzione. Abbiamo stretto un accordo con le eccellenze italiane, l'istituto Luce e i più blasonati tra i documentaristi e scelto di implementare la nostra offerta con film e serie tv che possano essere attinenti al brand». Significa, questo, che il canale manderà in onda, di qui a fine anno, 500 ore di prime serate esclusive, dedicate su base giornaliera a un tema diverso. La domenica, per intendersi, sarà il giorno preposto alla divulgazione di carattere naturistico, il venerdì quello dedicato alla storia del Novecento. Ci sarà il paranormale, nel sabato, e l'astronomia il lunedì. E ci saranno, al fianco di prodotti quali Un anno nello spazio (in onda alle 21.15 del 17 maggio) e The story of God (dal 22 maggio), film come Gravity, Interstellar, La teoria del tutto. «Abbiamo, addirittura, già chiuso un accordo per la prima coproduzione internazionale di Focus», ha continuato Costa, spiegando che sul canale sarà raccontata la storia di Erode. In un viaggio tra archeologia e cultura che per nulla al mondo, hanno giurato i piani alti Mediaset, è stato ispirato dal successo di Alberto Angela. «Noi veniamo da un periodo complesso, nel quale abbiamo dovuto concentrare tutte le nostre risorse sulle reti principali così da sostenerne la raccolta pubblicitaria. Il Venti ci ha dato ottimi riscontri, aumentando lo share delle nostre tematiche di 1,2 punti percentuali in appena due mesi. Mancava il grip giusto», hanno detto, manifestando l'esigenza di riportare la divulgazione in Mediaset, completando un'offerta a più voci liquidata come trash. «Il trash, in programmi come il Grande Fratello, non è per noi né motivo di vergogna né motivo di esaltazione: semplicemente, alcuni momenti sono connaturati al genere reality. Abbiamo sempre avuto uno spazio per la cultura. La macchina del tempo, su Rete4, faceva ascolti record. Per Focus, oggi, ci auguriamo un 1% di share». Anche se Roberto Giacobbo, che secondo illazioni avrebbe dovuto lasciare Voyager per essere il volto del nuovo canale Mediaset, non sarà della partita. «È un dipendente Rai», hanno detto Costa e Paolini, non escludendo un domani la possibilità di affidare Focus a una persona fisica, il cui volto possa essere identificativo del canale.
La senatrice Stefania Craxi durante la discussione, in Senato, del Disegno di Legge n.104 - Disposizioni in materia di morte medicalmente assistita (Ansa)
Uno in particolare «riguarda il ruolo del servizio sanitario nazionale, e prevede che l’assistenza alla morte medicalmente assistita possa avvenire attraverso i medici ospedalieri o di medicina generale, su base volontaria e gratuita, nell’ambito dell’attività libero professionale ovvero in intra moenia». Forza Italia vuole consentire ai medici pagati dai contribuenti di agevolare la morte, ma senza che si sappia in giro. L’intento è forse di assecondare Marina Berlusconi che ha dichiarato: «Se parliamo di aborto, fine vita o diritti Lgbtq, mi sento più in sintonia con la sinistra di buon senso». Secondo Stefania Craxi l’iniziativa invece mira a «portare a conclusione l’iter di una legge seria e condivisa, rispettosa di tutte le sensibilità, in primis del mondo cattolico. Una legge che gode di ampio consenso nell’opinione pubblica». Per la verità pare che gli italiani abbiano molto d’altro a cui pensare e di certo la proposta avanzata dagli azzurri fa più felice il Pd che Fratelli d’Italia che con Ignazio Zullo non si pronunciano. Nelle commissioni Giustizia e Affari sociali del Senato dove l’opposizione non ha presentato alcuna proposta - sostiene Ilaria Cucchi (Pd) che «il testo della maggioranza è una farsa» - e solo Ivan Scalfarotto ha cercato di far valere le posizioni dell’associazione Luca Coscioni, Forza Italia ha presentato sei emendamenti. Che superano a sinistra e di molto quanto concordato dalla maggioranza. Si consente di offrire il suicidio assistito non solo a chi dipende dalle macchine perché ha un organo vitale fuori uso, ma anche a chi è sottoposto a generici «trattamenti sanitari di sostegno vitale».
È vero che in quella direzione si è pronunciata la Corte Costituzionale, ma è anche vero che si allargano enormemente le maglie: siamo al confine dell’eutanasia. Con una formulazione assai tartufesca se da una parte si esclude che il suicidio assistito possa rientrare tra le prestazioni del servizio sanitario dall’altra però si consente ai medici del servizio sanitario nazionale di prestare assistenza purché lo facciano «privatamente» ancorché usando le strutture pubbliche. Altra concessione è quella che allinea la legge ai voleri della Consulta quando si afferma che gli «strumenti di eventuale supporto all’autosomministrazione del suicidio devono essere reperiti dal Cnr». Uniche concessioni al testo base di maggioranza – come si sa quello del Pd è stato respinto - l’obiezione di coscienza e l’affermazione che il servizio sanitario nazionale «garantisce le cure palliative del dolore e l’assistenza domiciliare continua alle persone in condizione di grave non autosufficienza». Perché questa vicinanza verso le posizioni dell’opposizione? Stefania Craxi spiega: «La finalità è arrivare all’approvazione della legge entro la fine della legislatura». Anche a costo di dire ai medici dei nostri ospedali: andate e portate la buona morte a tutti! Pierantonio Zanettin il relatore per FI però si lascia scappare: «Ho sempre sostenuto che su questa materia i partiti dovrebbero lasciare libertà di coscienza».
Continua a leggereRiduci
I disordini nelle periferie europee e le crescenti tensioni sociali mostrano una realtà innegabile: i vecchi modelli di accoglienza indiscriminata sono falliti. Secondo l’onorevole Sara Kelany l’integrazione non può essere subita, deve essere governata. “La sinistra per anni ha alimentato l'irregolarità con un buonismo di facciata che ha solo creato zone franche e caporalato. Con il Governo Meloni la musica è cambiata: in Italia si rispettano le leggi italiane e chi non ci sta, torna a casa”.
Getty Images
Al centro della vicenda c’è la famiglia Benigni: Enzo, azionista di riferimento di Elt Group, e la figlia Domitilla, oggi al vertice operativo dell’azienda. Una galassia privata che negli anni ha costruito un equilibrio peculiare: abbastanza vicina allo Stato da rivendicare il proprio carattere strategico, abbastanza autonoma da raccoglierne i benefici in forma privata. Nel 2025 Elt ha riportato un valore della produzione di 401,6 milioni di euro, rispetto ai 373,3 milioni dello scorso esercizio, mentre il fatturato ammonta a 304 milioni, inoltre l’acquisizione di nuovi ordini tocca complessivamente il record di 700,6 milioni.
Numeri che riaccendono l’ipotesi di riassetto dell’azionariato. Un elemento spesso trascurato è che Leonardo non è un soggetto esterno alla partita: possiede già il 31,33% del capitale di Elt Group. Accanto a Leonardo siedono la famiglia Benigni con il 35,34% e la francese Thales con il 33,33%. La questione, quindi, non riguarda un eventuale ingresso di Leonardo, ma un possibile rafforzamento della sua presenza o il coinvolgimento di Cassa pepositi e prestiti. Cosa c’entra Cdp? Il caso helmon rende il quadro più concreto. Il 5 marzo 2025 Cdp Venture Capital e Cy4Gate - la società cyber dell’orbita ELT Group quotata in Borsa - hanno annunciato il lancio di helmon, nuovo operatore di cybersicurezza dedicato alle pmi italiane, nato nell’ambito del Fondo Boost Innovation di Cdp. La partnership, avviata nel 2024, prevede risorse iniziali per 3 milioni di euro, estendibili fino a 9,5 milioni. Un’operazione presentata come investimento nell’innovazione ma che consolida ulteriormente i rapporti tra Cdp e il gruppo riconducibile alla famiglia Benigni proprio mentre resta aperto il tema del futuro assetto societario di Elt Group.
C’è però un nodo: Enrico Peruzzi. Marito di Domitilla Benigni e presidente esecutivo di Cy4Gate, Peruzzi ha già lavorato in Leonardo in aree legate alla strategia e alle operazioni straordinarie. Qualunque ipotesi di suo ritorno in ruoli capaci di incidere su acquisizioni o scelte industriali renderebbe inevitabile una riflessione sulla gestione dei potenziali conflitti di interesse. Può una figura così strettamente legata ai vertici di Elt Group influire su decisioni che potrebbero riguardare direttamente il gruppo stesso?
La questione diventa ancora più sensibile guardando alle attività di Cy4Gate. Attraverso Rcs Lab, il gruppo opera nel settore delle tecnologie per le intercettazioni giudiziarie: trojan, captazioni ambientali, raccolta e analisi dei dati utilizzati nelle indagini delle procure. Non si tratta di un semplice fornitore informatico ma di soggetti che agiscono all’interno di uno degli ambiti più delicati dello Stato, quello in cui il potere investigativo incontra le libertà individuali. Il caso Palamara ha già mostrato quanto siano cruciali i temi della gestione dei dati, della catena di custodia e dei controlli tecnici sulle intercettazioni. La questione non riguarda soltanto la validità processuale delle captazioni, ma anche la governance delle infrastrutture tecnologiche che le rendono possibili.
Il dossier Elt Group incrocia così quattro dimensioni. Industriale: qual è il reale posizionamento competitivo dell’azienda? Finanziaria: eventuali interventi pubblici creano valore nazionale o valorizzano soprattutto gli azionisti esistenti? Governance: come vengono gestiti i possibili conflitti di interesse? Istituzionale: esistono adeguati strumenti di controllo sulle tecnologie utilizzate nella filiera delle intercettazioni?
Per Leonardo questo rappresenta uno dei primi test della nuova fase manageriale. Se Elt Group è davvero un asset strategico, ogni operazione dovrà essere accompagnata da trasparenza, valutazioni industriali verificabili e regole rigorose sulla governance. Diversamente, il rischio è che il dibattito sulla sovranità tecnologica finisca per sovrapporsi a interessi molto più tradizionali. E questa volta la posta in gioco non riguarda soltanto la difesa elettronica, ma anche cybersicurezza, spyware e dati giudiziari.
Continua a leggereRiduci
L'intervento del segretario generale IILA, Giorgio Silli, all’evento «Crimen organizado transnacional»
Missione istituzionale a Panama per Giorgio Silli, segretario generale dell'IILA, l'Organizzazione internazionale italo-latinoamericana: al centro la formazione del personale sanitario e il rafforzamento della cooperazione contro la criminalità organizzata.
L'Italia rafforza la cooperazione con Panama sul fronte della sanità e del contrasto alla criminalità organizzata transnazionale. È questo il fulcro della missione istituzionale che il segretario generale dell'IILA (Organizzazione Internazionale Italo-latinoamericana), Giorgio Silli, ha svolto martedì 9 giugno nel Paese centroamericano.
La giornata si è aperta con la partecipazione di Silli all'evento dedicato all'alta formazione pediatrica per il personale sanitario di Panama e dell'America Centrale, un workshop promosso dall'IILA insieme all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e ospitato dall'Ospedale Santo Tomás.
Alla cerimonia inaugurale hanno preso parte, tra gli altri, il ministro della Salute panamense Galindo Boyd, il viceministro degli Esteri Carlos Arturo Hoyos, l'ambasciatrice d'Italia a Panama Giuditta Giorgio, rappresentanti dell'Ufficio della First Lady di Panama, dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, dell'Hospital del Niño e della Pontificia Commissione per l'America Latina.
Nel suo intervento, Silli ha richiamato il ruolo svolto dall'IILA nella promozione della salute pubblica nei Paesi membri, ricordando come, a partire dalla pandemia di Covid-19, l'organizzazione abbia intensificato il trasferimento di competenze tecnico-scientifiche italiane altamente specializzate a sostegno dei sistemi sanitari latinoamericani. Il segretario generale ha inoltre evidenziato la collaborazione avviata nel 2022 con l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù attraverso un accordo quadro, annunciando l'intenzione di prorogare la cooperazione per altri quattro anni mediante la firma di un'addenda. Nel pomeriggio, la missione è proseguita con la partecipazione all'incontro organizzato dall'Ambasciata d'Italia a Panama e dall'Unidad de Análisis Financiero sul tema del contrasto alla criminalità organizzata transnazionale e al riciclaggio di denaro.
Nel corso del suo intervento, Silli ha sottolineato la necessità di rafforzare la cooperazione internazionale di fronte a organizzazioni criminali sempre più strutturate e capaci di operare oltre i confini nazionali. L'obiettivo, ha spiegato, è quello di ridurre gli spazi d'azione delle reti criminali, colpirne i meccanismi finanziari e consolidare la tenuta delle istituzioni democratiche. Il segretario generale ha inoltre ribadito l'importanza della collaborazione tra Italia e Panama, indicando nell'IILA uno strumento di dialogo e cooperazione regionale su temi di interesse comune.
A margine degli appuntamenti ufficiali, Silli ha avuto una serie di incontri istituzionali con il ministro della Salute Galindo Boyd, il viceministro per gli Affari multilaterali e la Cooperazione Carlos Guevara Mann, il viceministro degli Esteri Carlos Arturo Hoyos e il direttore generale di AMPYME, Raúl Fernández. I colloqui hanno riguardato le prospettive di collaborazione nei settori considerati prioritari per Panama.
Continua a leggereRiduci