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I finanziamenti opachi del Kuwait per costruire moschee in Svizzera

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I finanziamenti opachi del Kuwait per costruire moschee in Svizzera
La moschea di Petit-Saconnex a Ginevra
  • Una recente inchiesta del giornale SonntagsBlick racconta di come il piccolo e ricchissimo Stato del Golfo Persico continui a pagare per l’edificazione di moschee e di centri islamici costruiti in tutto il mondo, Svizzera compresa.
  • La scrittrice e giornalista svizzera di origine tunisina Saida Keller Messahli: «L'interesse per il proselitismo islamista e il suo finanziamento si estende anche in Paesi in cui vivono pochissimi musulmani, come la Cambogia, che conta solo il 2% della popolazione di fede islamica».

Lo speciale contiene due articoli.

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Golfo Persico, crisi petrolifera, scontro nell’AI, elezioni e lavoro: la settimana dei giornali americani tra geopolitica e tensioni interne.

Lo ha dichiarato l'eurodeputato di Fratelli d’Italia Alessandro Ciriani durante la sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo.

«Noi non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra». Lo ha detto il premier in Senato nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.

Il presidente del Consiglio ha aggiunto: «È in questo contesto di crisi del sistema internazionale, nel quale le minacce diventano sempre più spaventose e si moltiplicano gli interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale, che dobbiamo collocare anche l’intervento americano e israeliano contro il regime iraniano».

Riguardo al conseguente aumento dei prezzi dei carburanti, Meloni ha poi affermato: «Il messaggio che voglio dare agli italiani, ma anche a chi dovesse pensare di sfruttare questa situazione per arricchirsi sulla pelle dei cittadini e delle imprese, è: consiglio prudenza».

I funghi, il sondino, la madre ribelle. Le bufale per denigrare i Trevallion
Catherine Birmingham sola nella casa nel bosco fotografata il 10 marzo 2026 (Ansa)
Attraverso il racconto dei legali della famiglia nel bosco, emerge il fango gettato addosso a papà Nathan e mamma Catherine. Arrivando addirittura a insinuare litigi e una richiesta di affidamento esclusivo dei figli.

Non appena Giorgia Meloni e Matteo Salvini hanno preso parola sulle ultime vicende riguardanti la famiglia nel bosco, si sono immediatamente ringalluzziti tutti coloro a cui i Trevallion non sono mai andati giù. E così, pur di smontare le uscite dei politici di destra, si fanno circolare mezze verità e ricostruzioni deficitarie dell’intera vicenda, al fine di dimostrare che il tribunale dell’Aquila ha avuto molte ragioni per separare i tre bambini dai genitori. Le mistificazioni corrono veloci, soprattutto online e nei talk televisivi, dunque vale la pena di sciogliere alcuni nodi.

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