Fernando Botero in mostra a Palazzo Bonaparte
© Fernando Botero. Ballerina on the bar, 2001. Collezione privata

A un anno dalla scomparsa, Roma rende omaggio a Fernando Botero con una grande retrospettiva di oltre 120 capolavori che ripercorrono l’intera parabola artistica del celebre Maestro colombiano. Fra le opere in mostra a Palazzo Bonaparte (sino al 19 gennaio 2025) anche Omaggio a Mantegna, dipinto che si riteneva perduto.

Amatissimo dal grande pubblico ma non da tutti i critici (fra i suoi più accaniti detrattori l’americano Arthur Danto, che giudicava le sue sculture «non sufficientemente serie da richiamare l’esame della critica »), vero è che lo stile del pittore e scultore colombiano Fernando Botero (Medellín, 1932 – Monaco, 2023) è uno stile unico e riconoscibile da chiunque, profani e addetti ai lavori. Che si tratti di dipinti o di sculture, quello di Botero è un tratto che si riconosce immediatamente, senza dubbi o titubanze, una sorta di firma , di «marchio di fabbrica »: esattamente come i colli infiniti di Modigliani, le opere «fruttate » dell’Arcimboldo, le figure fluttuanti di Chagall, le geometrie di Picasso.

E al pari dei suoi illustri colleghi, anche Botero è entrato nell’immaginario collettivo per una caratteristica ben precisa: il volume. Forse ci si aspettava che scrivessi «le donne grasse » (il che è assolutamente vero, visto che di figure oversize ne ha dipinte e scolpite a centinaia…) ma in realtà sarebbe imprigionare in un clichè un artista che è ben altro e che la sua poetica iperrealista l’ha chiaramente espresse in un’intervista di qualche anno fa a France-Presse: «Non dipingo donne grasse. Ciò che realizzo sono volumi. Quando dipingo una natura morta o un animale lo faccio sempre in modo volumetrico. Lo stesso vale per un paesaggio. Sono interessato alla sensualità della forma. Se io dipingo una donna, un uomo, un cane o un cavallo, ho sempre quest’idea: non ho affatto un’ossessione per le donne grasse…». Volumi e sensualità: questi gli «ingredienti base» delle opere di Botero, opere apparentemente semplici, che nella loro opulenza e abbondanza di forme vogliono essere un inno alla vita, alla gioia, alla positività, al godimento. Anche quando il soggetto è religioso ( comeChrist,2000 ) o politico (come The president and his cabinet,2011). Le tele di Botero sono un tripudio di forme e colori sgargianti, sono «piene», sode, appaganti, rilassanti. A tratti anche commoventi. Alcune ironiche. E hanno il grande pregio di incantare chi le guarda…

Un’occasione unica per scoprire (o riscoprire) Botero e la sontuosa rotondità del suo universo artistico è data dalla straordinaria mostra allestita a Palazzo Bonaparte, con le sue 120 opere – tra sculture, dipinti, carboncini e acquarelli – la più completa mai realizzata a Roma.

La Mostra e le opere

Curata dalla figlia Lina Botero e da Cristina Carrillo de Albornoz, grande esperta boteriana, il ricco percorso espositivo si apre con un’opera importantissima e mai esposta prima, Omaggio a Mantegna, (1958), tela recentemente scoperta da Lina Botero grazie alla celebre casa d’aste Christie’s: l’opera, eccezionale per monumentali e colori, vinse il primo premio al Salone Nazionale di Pittura della Colombia nel 1958 ed è un’originalisima interpretazione «in chiave boteriana » della celebre Camera degli sposi di Palazzo Ducale a Mantova, fra i capolavori assoluti di Andrea Mantegna e del Rinascimento italiano.

Altra opera fondamentale ed inedita e mai mostratata al pubblico – perchè da sempre appesa nello studio parigino di Botero – è una versione dell’infanta tratta da Las Meninas di Velázquez ( tela dipinta intorno al 1656 per ritrarre la famiglia reale spagnola e considerata il capolavoro assoluto del pittore andaluso), a cui si affiancano le «letture boteriane » di altri capolavori della storia dell’arte, dalla Fornarina di Raffaello, al celebre dittico dei Montefeltro di Piero della Francesca, dai ritratti borghesi di Rubens e van Eyck fino ad arrivare alle ultime opere ( quelle che Botero realizzò nel 2023) come il grande, maestoso acquerello dell’Odalisca.

Oltre agli inediti e alle «reinterpretazioni », in mostra, immancabili, le iconiche serie di opere con i temi classici più cari a Botero: l’amata America Latina, il circo, le ballerine (una su tutte, la famosissima tela Bailarina en la barra, 2001), gli ambienti domestici ( come The bathroom, con quella straordinaria, enorme donna nuda allo specchio che riempie tutta la stanza ), la religione, la mitologia, la natura morta e la corrida, quest’ultima forse il tema più interessante perché interpretato attraverso il filtro della tradizione ispanica molto sentita nell’arte, da Goya a Picasso. A chiudere l’esposizione, una sala dedicata alla più recente sperimentazione tecnica del maestro che, dal 2019, dipinse con acquerelli su tela: opere quasi diafane, frutto di un approccio delicato, forse senile, ai temi familiari di sempre.


Fernando Botero in mostra a Palazzo Bonaparte
Fernando Botero in mostra a Palazzo Bonaparte
Fernando Botero in mostra a Palazzo Bonaparte
Fernando Botero in mostra a Palazzo Bonaparte
Fernando Botero in mostra a Palazzo Bonaparte

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